
Il 1 novembre è scomparso un grande personaggio della cultura del XX secolo; Claude Lévi-Strauss aveva 100 anni, ed ha rappresentato la voce più autorevole e rivoluzionaria della storia dell’antropologia e dell’etnologia moderne.
Lévi-Strauss ha trascorso gran parte della sua vita svolgendo indagini etno-antropologiche sul campo, concentrndosi sulle modalità comportamentali e culturali delle comunità indigene, apparentemente così lontane dalle società occidentali. Da questa attività, prende vita Tristi tropici, un diario di viaggio nel quale il pensatore francese ha raccolto impressioni e considerazioni.
Ma il nome di Lévi-Strauss è legato strettamente allo Strutturalismo, essendone uno dei padri e il primo ad applciare tale approccio teorico all’antropologia; da Antropologia strutturale a Il pensiero selvaggio, fino alla serie delle Mitologica, Lévi-Strauss si è concentrato sui rapporti e le relazioni tra le strutture fondamentali delle più svariate culture del pianeta.
Un omaggio sincero a un genio di cui si sentirà la mancanza.

Alessandro Alfieri








