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La laicità del crocifisso e il suo valore simbolico (parte prima)

Come tutti sanno, la Corte Europea di Strasburgo ha decretato l’illegittimità del crocifisso esposto nelle aule scolastiche pubbliche del nostro paese; la questione ha sollevato un vespaio[...]



Come tutti sanno, la Corte Europea di Strasburgo ha decretato l’illegittimità del crocifisso esposto nelle aule scolastiche pubbliche del nostro paese; la questione ha sollevato un vespaio impressionante tanto nel mondo politico quanto nella società civile, soprattutto perchè tocca le corde più sensibili della nostra morale personale. Ammettiamo da subito che non si tratta di certo di un problema facilmente risolvibile; le questioni coinvolte sono innumerevoli, e ridurne la portata prendendo una posizione rigida affidata a una convinzione personale sarebbe infantile.

Tra le urla isteriche di ipocriti politicanti destroidi, abituati a sposarsi e a divorziare, a andare a prostitute e sniffare coca, a insultare il prossimo e a offendere le altre culture e nazionalità, in tutto questo marasma non c’è stato spazio per un riflessione sensata e coerente, al di là di quale sia la posizione che ne deriva; a questo ha contribuito anche una sinistra poco chiara a proposito, che attraverso Bersani ha ridotto la questione definendo il crocifisso “inoffensivo”, tentando così di mettersi dalla parte della pubblica opinione ritenendo lui stesso sbagliata la rimozione. Sempre nel marasma, però, due personaggi hanno invece sviluppato un’argomentazione sensata e profonda sul problema, molto vicini nelle conclusioni (pro-crocifisso) e nelle convinzioni di partenza; si tratta di Marco Travaglio e Massimo Cacciari. Il secondo ovviamente ha sorretto la propria posizione con un fine e ponderato supporto filosofico e concettuale.

Cacciari è un laico, ma ha sempre avuto un grande rispetto per il cristianesimo; per questo, nell’intervista a La Repubblica, Cacciari afferma che il crocifisso è un simbolo laico, ovvero un simbolo che rende testimonianza del male del mondo, della sopportazione della sofferenza, e della possibilità di redimere le colpe dell’uomo. E’ messaggio universale di speranza, nonché di libertà: il cristianesimo, col Dio fatto uomo, ha inaugurato la libertà stessa dell’essere umano, perciò il simbolo del crocifisso assurge a simbolo della libertà umana. D’altronde il cristianesimo è definita la “più laica delle religioni”, primo perchè come già detto, fondata sulla libertà di coscienza e di scelta; secondo perché contempla la solidarietà e l’amore non per chi appartiene al proprio vicinato, bensì per i peccatori e per i diseredati della terra; terzo, perchè è stato Cristo stesso a dire: Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Una frase divenuta d’uso comune nel nostro linguaggio, ma di una potenza e di una profondità vertiginose, da pelle d’oca: è un’autentica dichiarazione di laicismo, è un invito a rispettare le leggi a prescindere dalla fede in Dio, è la definizione di una profonda scissione tra sfera pubblica e sfera privata. E’ l’essenza dell’autonomia dello Stato e della Cosa Pubblica dal dogma cristiano. Tanto che Cacciari arriva a dire che “Se ci fosse Gesù, lui sarebbe il primo a far togliere tutti i crocifissi dai luoghi pubblici“; mantenere il crocifisso significa rendere omaggio ma soprattutto “ribadire” e “confermare” la nostra laicità e libertà.

Parte seconda

Commenti dei lettori

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  • cricci

    08 Nov 2009 - 00:11 - #1
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    “cristianesimo è definita la “più laica delle religioni”,” è una barzelletta vero? no, perché non vedo cattolico che non tenti di importi per legge le presunte virtù del suo credo! altro che libertà di coscienza e di scelta, sono come al solito, solo belle parole dietro cui si nasconde la vera natura de cattolico è ben altra. una religione laica può essere il buddismo, che fino a prova contraria non fa proselitismo e non rompe le scatole a nessuno per imporre le sue virtu, ma il cristianesimo quello reale, non quello della retorica, è l’esatta antitesi della laicità