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La laicità del crocifisso e il suo valore simbolico (parte seconda)

Emergono ovviamente altri due temi: la questione relativa al valore simbolico del crocifisso, che abbiamo già toccato sopra, e quella sulla snervante cantilena ripetuta fino all’esasperazione delle[...]



Emergono ovviamente altri due temi: la questione relativa al valore simbolico del crocifisso, che abbiamo già toccato sopra, e quella sulla snervante cantilena ripetuta fino all’esasperazione delle “radici cristiane dell’Europa”. Cominciamo con quest’ultima: l’Europa deve fondare la propria costituzione sulla laicità, e deve questa secolarizzazione e maturità proprio al cristianesimo. Tradirebbe i principi fondamentali del cristianesimo se tentasse di imporre una prospettiva “teocratica” alle proprie strutture costituzionali, questo è il punto. Soprattutto perchè quando parliamo di crisitianesimo in Europa, parliamo di almeno 20 confessioni differenti, che nel corso dei secoli sono state responsabili di guerre atroci e di milioni di morti, spesso facendosi la guerra tra di loro (pensiamo solo che la guerra nell’Irlanda del Nord si è conclusa da una manciata di anni). A quale cristianesimo si fa riferimento allora? Cattolico, protestante, anglicano, calvinista, ortodosso…è abbastanza ingenuo raccogliere tutte sotto la stessa nomenclatura quasi fosse “tutta una grande famiglia”; come ho già detto, ci siamo scannati e continuiamo a scannarci tra di noi!

Oltre a ciò, bisogna ricordare che il bagaglio culturale e le radici dell’Europa coinvolgono molto altro oltre al cristianesimo; solo gli ignoranti e le scimmie che abitano il nostro triste paese disconoscono che tra l’VIII e il XIII secolo gli Arabi avevano esteso la loro influenza e occupazione su tutte le terri sporgenti sul mediterraneo, dal Cipro al Portogallo (Sicilia compresa ovviamente). In questa fase, l’Islam ha rappresentato una delle vette più alte della storia della cultura umana: pensiamo alla stagione Sefardita nel sud della Spagna, all’evoluzione della matematica, allo sviluppo della storia del pensiero e alla diffusione di prodotti sconosciuti fino a quel momento.
Perciò nelle tradizioni e nelle radici europee ci sono pure gli Arabi: non è opinabile, chi dice il contrario è solo un ignorante! Anzi, rincaro la dose: nell’humus del nostro continente c’è anche la nobiltà e l’importanza della cultura socialista, nata da noi, teorizzata da europei, sviluppata e adottata da noi, che ha contribuito all’affermazione di diritti importanti, e che ha condotto le popolazioni a progressi e a emancipazioni epocali. Ridurre tutto l’universo della storia europea alle radici cristiane è un errore di ignoranza o, peggio ancora, di malafede, perchè molto semplicemente non corrisponde alla verità.

Ma torniamo allora al crocifisso; dopo tutto ciò che ho scritto sembrerebbe ovvio essere dalla parte della rimozione, e invece è proprio la nostra secolarizzazione a concederci la possibilità di caricare il simbolo della Croce di un significato universale, proprio di ciascun uomo. Purtroppo, nel nostro paese di scimmiette, siamo troppo occupati a indignarci, a manifestare, a inveire contro tutto e tutti, ma siamo poco propensi alla conoscenza; per questo la maggior parte dei “presunti cristiani” difendono la Croce con impeto, ma non sanno chi abbia scritto l’Apocalisse, quali siano i libri dell’Antico Testamento, quali siano i Vangeli sinottici, non avendo mai letto la Bibbia e limitandosi a sentirla leggere da un prete la domenica. Il simbolo ha valore se si da ad esso l’importanza che merita; togliere il crocifisso dalle aule scolastiche significa non sapere che cosa esso rappresenti. Il grande teologo Von Balthasar attribuiva alla Croce (anche in senso estetico-simbolico) il fondamento della cristianità, perchè trasmetteva la “gratuità” spontanea del sacrificio, ma soprattutto perchè la resurrezione rappresenta simbolicamente il trionfo dell’amore su ogni negatività, sull’odio, sulla violenza e infine sulla morte.

Parte terza