Questo sito contribuisce alla audience di

Roma: Sensibilia 4, Colloquium on Perception and Experience

Sensibilia si compone di una serie di incontri e convegni “itineranti”, fissati con scadenza mensile, attraverso i quali si approfondiscono tematiche di natura filosofica ed estetica, confrontandosi[...]



Sensibilia si compone di una serie di incontri e convegni “itineranti”, fissati con scadenza mensile, attraverso i quali si approfondiscono tematiche di natura filosofica ed estetica, confrontandosi con le peculiarità di altre discipline, spaziando dalla ricerca scientifica alla critica artistica, dalla psicologia alla sociologia.

Giunto alla sua quarta edizione, quest’anno Sensibilia si dedicherà al “dolore”, nei suoi molteplici e differenziati significati.

Di seguito riportiamo la presentazione del Prof. Tonino Griffero, ordinario dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ideatore e direttore del progetto:

Il dolore si può dire (e naturalmente provare) in molti modi. E forse anche tra loro contraddittori. Di qui l’ovvia difficoltà di considerare in maniera univoca e scientifica un termine del senso comune col quale si indica una costellazione di fenomeni che è a dir poco trasversale rispetto sia a categorie tradizionali come sensazione, sentimento, azione/reazione, sia a discipline di cui potrebbe (dovrebbe) essere l’oggetto quali medicina, filosofia, teologia e psicologia.

Non è un caso che anche la filosofia, pur nella sua natura onnivora e nei casi in cui la si sia intesa come teoria generale dell’esperienza, non abbia veramente mai assunto il dolore a suo tema centrale, limitandosi a interrogarne il valore euristico nelle controversie sulla teodicea (perché Dio permette il dolore?) e in una visione dialettica dell’esistenza (necessità del negativo?), o a valorizzarne l’esemplarità rispetto alla natura non intersoggettiva delle sensazioni (se non è possibile provare il dolore altrui, il linguaggio delle sensazioni è assolutamente privato?).

Nel quadro di un tentativo fenomenologico (in senso lato) di ripensare il fenomeno del dolore nel suo complesso attraverso un più efficace modello teorico dell’esperienza che ne deriva, il quarto ciclo annuale e interdisciplinare del seminario permanente Sensibilia, promosso dall’Ateneo di Tor Vergata e altri Istituti di Cultura, intende concentrarsi su aspetti molto diversi del dolore, anche se ben presenti nella nostra esperienza quotidiana, con l’aiuto di studiosi internazionali molto qualificati.

Per fare qualche esempio, ci si occuperà
a) del dolore che le arti figurative possono rappresentare e, ancor più, far provare a chi le contempla, cioè di come dinanzi all’opera d’arte si possa provare (anche se difficilmente spiegare) una reazione emotiva che va dalla commozione fino al dolore fisico vero e proprio, ma anche
b) del dolore come fenomeno antropologico generale, di come cioè esso influisca sulla condotta dell’uomo e sui suoi valori, sulla trama sociale e culturale in cui è immerso, determinandone per esempio l’isolamento, inibendone la capacità di selezionare le salienze o anche paralizzandone la natura pragmatica e rendendolo così, tragicamente, uno spettatore distaccato e privo di prospettive degli eventi tanto storici quanto naturali. Ci si interrogherà poi
c) sul rapporto consustanziale col dolore che in certi casi ha il nostro approccio a opere e immagini, nel senso non solo di come esse possano testimoniare il dolore provato da sé e da altri ma anche della legittimità con cui i media trasformano il dolore in una forma di spettacolo attraverso un’enfatizzazione che finisce per depotenziarne la portata. Si tenterà poi
d) una riflessione sulla (insufficiente) tematizzazione del dolore nella fenomenologia e antropologia novencentesca (Husserl, Merleau-Ponty, Scheler, Buytendijk, Sartre, tra gli altri), e sulla necessità di ripensarlo nei termini di una distruzione dell’esperienza che mette in gioco non solo il corpo fisico (
Körper) ma soprattutto il corpo proprio e vivo (Leib) che col primo non si identifica. Si tematizzerà poi
e) il dolore dal punto di vista (filosofia della mente e filosofia analitica) dei controversi rapporti tra mente e corpo. Muovendo dalla talvolta problematica localizzabilità del dolore, dal fatto che talvolta il dolore non coincide necessariamente con la sensazione dolorosa, si discuterà la tesi secondo cui si potrebbe intendere il dolore come un fenomeno sopravveniente rispetto alle sue realizzazioni fisiche e alle sue identità locali.

Queste alcune delle direzioni di ricerca di Sensibilia4-2010. Nella convinzione che, più che un incidente di percorso, il dolore sia una condizione a cui è legittimo ricondurre gran parte di ciò che pensiamo con “soggettività”.