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Quando tutto si sfalda...

Nel nostro paese tutto va dissovendosi: centinaia di anni di storia, diritti e traguardi raggiunti col sacrificio della vita di tante persone, sentimenti autentici e rispettosi nei confronti delle[...]



Nel nostro paese tutto va dissovendosi: centinaia di anni di storia, diritti e traguardi raggiunti col sacrificio della vita di tante persone, sentimenti autentici e rispettosi nei confronti delle autorità. Tutto frana, e mi pare chiaro che l’allegoria più esaustiva di questa situazione siano la catastrofe di Messina, nonché il moltiplicarsi di frane in Calabria, con montagne mobili annesse. Tale allegoria non è solo metafora, ovvero immagine efficace che vuole signficare il lento deteriorarsi di una nazione alla deriva, ma è anche metonimia, parte che sta per il tutto: la drammatica condizione idro-geologica è un riflesso di questa condizione, come lo sono le fabbriche che chiudono, l’incremento dell’uso di droghe, la fuga dei cervelli, lo scontro tra i poteri, l’evasione fiscale ecc.

Se assumiamo le attuali condizioni culturali, sociali, politiche e economiche del nostro (pseudo)paese, esse formano un “tutto”, all’interno del quale si può entrare da ciascun lato, ovvero da ciascuna “disgrazia nazionale”, per giungere al cuore del problema, ovvero una classe politica che ha permesso e alimentato questa condizione per incrementare il proprio potere; grazie a loro, ci stiamo avvicinando al punto di non ritorno.

Guardiamo ciò che è accaduto a Roma a proposito della presentazione delle liste elettorali del PDL per le prossime regionali: si invoca il Presidente della Repubblica, si grida al complotto, ci si indigna perché la burocrazia si oppone alla democrazia… Invece molto semplicemente si tratta di un funzionario del Partito che, messosi in coda l’ultimo giorno utile per la consegna della documentazione, dopo un po’ deve essersi scocciato, allora ha preferito fare un salto alla SNAI o a prendersi un caffè, per tornare quando l’ufficio aveva già chiuso. Tutto si sfalda, perchè il PDL non ha chiesto scusa ai suoi elettori, non ha accennato a vergognarsi di una negligenza simile (solo alcuni l’hanno fatto…), ma hanno rivendicato la legittimazione di non curarsi affatto delle leggi. Si sostituisce al termine “legge” quello di “burocrazia” è il sillogismo diventa condivisible: è colpa della burocrazia! Non è un caso che la Corte dei Conti abbia fatto evidenziare l’inusitato tasso di corruzione e di evasione fiscale, che è andando ad accrescersi negli ultimi anni. Come possiamo aspettarci che i cittadini rispettino le leggi, se sono gli stessi partiti a fregarsene alla luce del sole, con evidente disprezzo per le regole e le norme che segnano l’orizzonte di un corretto vivere civile in comunità?

Tutto si sfalda quando la legge viene tacciata di essere inutile burocrazia: se i ricorsi del PDL saranno accettati, allora invito chiunque a non rispettare i termini di scadenza dei pagamenti di multe, bollette e canoni vari, nonché di atti giudiziari, fascicoli, documenti ecc. La legge non potrà esimersi da un principio elementare quale quello del “caso precedente”, e così facendo entra in un paradosso irrisolvibile: la legge avvalora il suo stesso annilichimento. Tutto si sfalda e continua a sfaldarsi, in un paese proiettato verso l’anarchia e la catastrofe.