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Siegfried Kracauer: la modernità del fenomeno sociale e la teoria del cinema

Siegfried Kracauer (1889 - 1966) è una personalità spesso ingiustamente trascurata dalla cultura europea; il suo nome viene ricordato spesso per la sua opera di maggior successo, ovvero Da Caligari a[...]



Siegfried Kracauer (1889 - 1966) è una personalità spesso ingiustamente trascurata dalla cultura europea; il suo nome viene ricordato spesso per la sua opera di maggior successo, ovvero Da Caligari a Hitler. Storia psicologica del cinema tedesco, un classico della storia del cinema e in senso più ampio della letteratura critico-sociologica moderna. Il libro in questione esprime chiaramente l’approccio intellettuale dello studioso tedesco: partendo dai fenomeni sociali di più grande successo e di più efficace coinvolgimento delle masse, Kracauer tentava di rivelarne le cifre nascoste, evidenziando quali fossero i significati simbolici e subliminali.

Nel caso del cinema tedesco dei primi decenni del secolo, dall’espressionismo al film di propaganda, in filigrana, per Kracauer, già emergeva il germe della catastrofe nazista, i valori sociologici che avrebbero portato alla dittatura e al conflitto sociale. In altri testi, Kracauer parlerà anche della “danza” o delle manifestazioni di gruppo secondo la medesima prospettiva; tutto ciò in un’epoca dove ancora non si erano affacciate sulla scena intellettuale europea i grandi maestri della Scuola di Francoforte, che inaugureranno in maniera definitiva la teoria critica. Come loro stessi sapevano, autori come Marcuse, Horkheimer, Adorno e Benjamin devono moltissimo a Kracauer, alla sua fredda analisi della vita moderna nelle sue declinazioni più banali e comuni, condotte fin dagli anni ‘20.

D’altronde, Kracauer sovrappose la sua attività di sociologo con quella di saggista, ma anche giornalista e filosofo; ricordiamo in questa occasione un altro testo improtante per la teoria del cinema, dal titolo Teoria del film, del 1960, nel quale Kracauer promuoveva una prospettiva ontologica dell’arte cinematografica legata al “realismo”. Il cinema, per sua stessa natura e per la natura del suo stesso mezzo (la fotografia), intrattiene un legame profondo con la realtà, perchè riesce a svelarne le caratterizzazioni nascoste e trascurate dall’esperienza. Per questo, Kracauer preferiva parlare di “redenzione del reale”, ovvero della capacità esclusiva al cinema di garantire alla realtà un riscatto nei confronti delle dinamiche pervasive della modernità.