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La centralità del concetto di «forma» nella riflessione estetica adorniana

In "Teoria estetica" e in altre occasioni, Adorno fa emergere le ragioni per cui l'arte moderna sia l'unica arte oggi ancora possibile



Nel compimento della riflessione di Theodor W. Adorno, l’arte e l’estetica assumono un ruolo privilegiato; non a caso, l’incompiuta Teoria estetica segna la fine della sua parabola filosofica, tanto a livello cronologico, quanto su un piano teorico.
Nella Teoria estetica Adorno ripensa il ruolo dell’arte nella modernità, concependola come una delle poche opportunità di sottrarsi dalla ragione calcolante del mondo amministrato. In tale opera, Adorno attribuisce al concetto di «forma» una funzione fondamentale, perché è per merito della forma (e perciò della sua irriducibile autonomia e individualità) che l’opera può “criticare” l’esistente, ponendosi nei suoi confronti come negazione dialettica.

La prospettiva relativa all’autonomia della forma riflette in qualche modo la tendenza di tutta la Scuola di Francoforte di attribuire alla nozione di “individualità” e di “individuo” la posta in gioco delle dinamiche della società vigente; infatti, grazie alla forma, l’opera d’arte rifiuta di venire assorbita dalla dilagante “industria culturale” (divenuta, da dopo la scomparsa di Adorno, “industria dello spettacolo”), ma sempre per la stessa «forma» l’arte moderna (l’unica arte che per Adorno ha diritto di esistere, all’indomani di Auschwitz e nell’attuale orizzonte sociale dominato dal consumo) si distingue dalle esperienze dell’avanguardia da un lato, e dalla mera arte di propaganda dall’altro. Nel saggio Conciliazione sforzata, infatti, l’obiettivo della polemica adorniana è il «realismo socialista» di impronta zdanoviana, che trovava in Lukàcs il referente intellettuale più nobile.

L’avversione di Adorno nei confronti dell’arte sovietica (avversione che vide coinvolto lo stesso Brecht), testimonia del suo mancato allineamento alle regole e alle direttive del comunismo “ufficiale” (posizione condivisa da buona parte della scuola francofortese). L’individualità dell’opera d’arte moderna rivendica continuamente il suo rifiuto e disgusto nei confronti di qualsivoglia processo di livellamento culturale, essendo l’autentica opera d’arte moderna capace di «portare il caos nell’ordine».