All’interno delle attività del progetto Sensibilia, numerose volte da noi promosso e segnalato su questo sito, si inaugura un’iniziativa parallela al normale Colloquium dal nome Sensibilia books. Si tratta della presentazione di libri appena pubblicati dai membri del board che da graditi ospiti esterni; queste presentazioni, che avverrano come vuole la tradizione di Sensibilia in vari luoghi disclocati della capitale, saranno certo relative al mondo della riflessione filosofica, ma anche dell’arte, dell’antropologia e delle discipline umanistiche nel loro complesso. Questo nuovo appuntamento, che speriamo verrà consolidato nel corso del tempo, rappresenta un’occasione ulteriore per allargare il circolo degli interessi filosofici, nonché la possibilità di far conoscere e diffondere le proprie produzioni editoriali.
Il primo appuntamento è fissato per il prossimo giovedì 28 ottobre, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Via delle Belle Arti, 131), alle ore 17.00, dove si terrà la presentazione dell’ultimo volume pubblicato dal direttore di Sensibilia Tonino Griffero per l’editore Laterza, dal titolo Atmosferologia. Estetica degli spazi virtuali. Oltre a quello dell’autore, sono previsti gli interventi di Carla Subrizi, Alessandro Ferrrara e Paolo D’Angelo. Introduce l’appuntamento Maria Vittoria Marini Clarelli
Il libro di Tonino Griffero si concentra su un tema al quale l’autore ha dedicato molto tempo nel corso degli ultimi anni, ovvero la nozione di atmosfera, concetto che sembra chiaro e innocuo e che invece sfugge ai tentativi di spiegazione razionali ed epistemologici. Viene proposta un’originale descrizione fenomenologica ed estetologica di questa “quasi-cosa”, con un’analisi delle qualità emotive irradiate dagli ambienti. D’altronde, l’atmosfera è qualcosa che “sentiamo” in ogni determinata circostanza, e che non possiamo non sentire, in quanto definisce anche le nostre modalità di comportamento, il nostro umore, insomma influenza l’intero orizzonte della nostra esperienza. Un tema particolarmente affascinante che conduce l’estetica al di fuori dell’ambito specifico delle arti, per riflettere sulla relazione che l’uomo instaura con lo spazio, prima di qualsiasi comprensione di ordine razionale e scientifico.
Come afferma l’autore: «Si sa che l’atmosfera del pranzo è diversa da quella della cena, che i vecchi mobili hanno più atmosfera di quelli moderni, che perfino l’appetito può essere stimolato da un’atmosfera di calore e di fiducia, che a volte basta un motto di spirito per volgere in positivo l’iniziale atmosfera di diffidenza. Eppure, nonostante quest’indubbia familiarità con essa, la domanda ‘che cos’è un’atmosfera?’ è ancora priva di una risposta soddisfacente».

Alessandro Alfieri








