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Università a un passo dalla catastrofe finale: Notte Bianca a Villa Mirafiori - Roma

Presso la Facoltà di Filosofia dell' Università "Sapienza" di Roma, la sera di Giovedì 21 ottobre, i docenti e i ricercatori si confronteranno sulla sciagurata manovra finanziaria imposta al mondo accademico



Era previsto che l’inizio degli anni accademici delle varie facoltà negli Atenei di tutta Italia sarebbe slittato a causa delle mobilitazioni contro il DDL Gelmini.
I tagli radicali ai finanziamenti all’università e alla ricerca, la cifra investita per le quali era già motivo di imbarazzo per il paese nei confronti del resto del mondo civile e democratico (e non solo: basti pensare alla Cina, al Venezuela e a Cuba), sta provocando l’autentico collasso del sistema educativo che non potrà che comportare l’ulteriore squalifica degli atenei Italaini nel ranking internazionale annualmente redatto.
L’Università “Sapienza” di Roma ha già provveduto ad accorpare vari dipartimenti relativi alle facoltà umanistiche, ricompattando anche gli Atenei di Lettere, Filosofia, Scienze Umanistiche e Lingue Orientali, separati in maniera irresponsabile e sconclusionata all’incirca 6 anni fa.

Se il danno che questa manovra economica (perchè non si tratta di una riforma universitaria, ma di una manovra economica) che peggiorerà in maniera drastica il livello culturale e intellettuale in maniera irreversibile (anticipando e facilitando la nostra uscita dal G8 e la nostra graduale deriva sociale e economica), è relativo a tutte le facoltà, da medicina, a ingegneria, alle materie scientifiche ecc., le facoltà umanistiche, e nella fattispecie filosofia, rischiano ulteriormente per la semplice ragione che (per dirla con Tremonti…) “con la filosofia non si mangia…“. Le facoltà umanistiche non producono nulla, perchè investire su di esse?

Potremmo stare qui a insistere su come gli interrogativi filosofici vengano prima dei quesiti scientifici e “tecnici” relativi al soddisfacimento di bisogni e alla ricerca del benessere, ma sarebbe tempo perso perchè noi già lo sappiamo benissimo, mentre chi ci governa non è neppure degno del tempo necessario per spiegarlo. La facoltà di Filosofia (ormai ex) della “Sapienza” di Roma, a Villa Mirafiori, è in agitazione da diverso tempo, specie il personale ricercatore e didattico, che ne uscirà decimato e screditato da questa legge; in palio c’è la dignità dello studioso, la sua mera sopravvivenza, non affatto privilegi e mantenimento di condizioni stellari. Fare l’università, laurearsi, anche solo provare la carriera universitaria diventa una sciagura, una disgrazia: nell’immaginario collettivo si sta diffondendo sempre più la convinzione che laurearsi è non solo inutile, ma anche deleterio per il proprio percorso esistenziale. Spesso, i laureati sono considerati nulla facenti e poltroni…ma questo non mi stupisce dato il livello medio diffuso tra la gente di questa sottospecie di nazione e della sua classe dirigente, che induce le migliori menti della nostra generazione a fuggire a gambe levate.

Visto che però la catastrofe dell’università italiana è frutto di continue sanatorie che dagli anni ‘80 hanno distribuito incarichi a chiunque circolasse all’interno delle facoltà, e oggi ci ritroviamo milioni di corsi di laurea, milioni di professori stipendiati che continuano a invadere le aule vuote, il punto è che oggi più che mai è necessario riformare completamente il mondo universitario, ma lo stop dell’erogazione dei fondi minsiteriali è un brutto segnale per il futuro (se ancora di futuro ci è concesso parlare!).

Di questo si parlerà e si discuterà in occasione della Notte Bianca organizzata proprio a Villa Mirafiori giovedì 21 Ottobre, dove oltre a spazi di dibattito e confronto con ricercatori e professori, verranno messi in scena anche spettacoli teatrali e artistici, nonchè un laboratorio per un libero scambio di idee aperto a tutti.