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Michel Foucault: Il potere psichiatrico

Che cos'è la psichiatria? Qual'è il rapporto tra strutture di potere e gestione della follia? Feltrinelli ripubblica un libro che raccoglie le lezioni sul tema di un grande filosofo del Novecento

Nel corso dell’anno accademico 1973/74, Michel Foucault dedicò le lezioni del suo corso a un tema a lui particolarmente caro, centrale nella sua produzione e nella sua speculazione. Come già era accaduto con gli inizi degli anni ‘60, con la pubblicazione di Nascita della clinica: un’archeologia dello sguardo medico, il tema del ricovero nei manicomi e nei centri clinici predisposti introdusse Foucault alla riflessione sul significato di follia, ma soprattutto su quello di detenzione e di follia come malattia. Da questa posizione, Foucault avrebbe sviluppato al sua teoria del “biopotere”, che avrebbe inciso profondamente sulla filosofia novecentesca sia in ambito politico che teorico.

Feltrinelli ha recentemente ripubblicato Il potere psichiatrico, ovvero la raccolta delle lezioni tenute al Collége de France dal filosofo sul tema della funzione e del potere della psichiatria, capace di fornire modelli e schemi di controllo efficaci per governare le individualità nell’ambito sociale; la psichiatria, partita dalle sue intenzionalità propriamente cliniche, è diventata nel tempo strumento di gestione e controllo consegnato nelle mani del potere dominante: “Essere un buon figlio, un buon marito, e così via, è appunto il risultato che propongono tutti quegli istituti disciplinari che sono le scuole, gli ospedali, le case di educazione sorvegliata…“, sostiene Foucault.

La cura psichiatrica diviene così svilimento dell’uomo, riduzione delle sua facoltà e omogenizzazione al modello dominante; curate da Jacques Lagrange, le lezioni di Foucault offrono una visione completa e esauriente sia del pensiero del filosofo francese in quella determinata fase storica e per tutta la seconda parte della sua riflessione, sia però di una sensibilità diffusa che si è riflessa largamente anche nel nostro paese. Basti pensare che questi testi di Foucault saranno una essenziale fonte di ispirazione per Franco Basaglia, che rivoluzionò la legge sui manicomi nel 1978, sulla scia della teoria foucaultiana, inaugurando l’ “antipsichiatria”: il rifiuto di una scienza medica come cura per l’eliminazione della follia, ritenuta come mera malattia al pari delle altre, e invece la restituzione di dignità alla persona. Come dice Foucault: “la grande carenza che viene predisposta e amministrata dalla disciplina del manicomio consiste, in ultima analisi, nella stessa carenza della libertà“.

Il tema della psichiatria perciò viene affrontato con la tipica prospettiva dell’archeologia del sapere e delle forme della cultura, come la sessualità e la pena carceraria, e rientra assieme a testi come Storia della follia nell’età classica in una ampia intenzionalità filosofica che ha fatto scuola e che ancora oggi influenza il dibattito culturale.