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Michel Onfray: Illuminismo estremo

In libreria il quarto volume della "Controstoria della filosofia" di uno degli autori più discussi e celebri degli ultimi anni

Michel Onfray è una superstar della filosofia mondiale; divenuto celebre per opere controverse e per il suo tono spesso dissacratorio attraverso il quale tenta di ristabilire priorità e linee guida nella storia della filosofia, la sua figura e attività sono da vari anni in netta opposizione con le posizioni istituzionali e accademiche. Lui stesso si definisce un “post-anarchico”, ed ha appoggiato negli ultimi tempi anche prese di posizione estreme in Francia.

Spirito irrequieto, dopo 20 anni da professore di filosofia a scuola, ripudiando il programma nazionale decide di istituire l’Université populaire de Caen, un’Università popolare che riconduce lo studio della filosofia all’esperienza quotidiana e alle problematiche concrete della vita (pensiamo a tal proposito al suo Filosofia del viaggio). Onfray rifiuta infatti la pedanteria della filosofia fine a se stessa, e tenta di ritornare a una diffusione della disciplina come strumento di emancipazione spirituale, recuperando la dimensione che era appartenuta alla cerchia dei filosofi cinici e epicurei. Per questo, Onfray ritiene che la filosofia possa esistere solo nel suo rapporto con altre discipline, come la scienza naturale, la psicoanalisi, la sociologia, che le garantiscono un maggiore legame col mondo e le problematiche contingenti.

Lo successo di Onfray è relativo soprattutto a un volume dal titolo Trattato di ateologia, nel quale emergono con chiarezza i fondamenti della sua idea di filosofia: oltre a un acceso ateismo radicale, per cui le religioni sono lette in chiave marxista come strumenti di oppressione e di frattura con la realtà, sorta di paradiso artificiale o “oppio per i popoli”, Onfray celebra l’edonismo, il piacere dei sensi, la ricerca della felicità come pietra angolare anche del pensiero. Onfray è stimato anche da alcuni parti cattoliche coi quali si trova in netto disaccordo, per la sua incredibile capacità oratoria e per come argomenta efficacemente le sue posizioni.

Tra i suo progetti, il filosofo francese ha deciso di intraprendere l’arduo progetto di riscrittura della storia della filosofia secondo la sua tipica vena irriverente: dopo la pubblicazione in Italia di Le saggezze antiche. Controstoria della filosofia I (2006), Il Cristanesimo edonista. Controstoria della filosofia II (2007) e L’età dei libertini. Controstoria della filosofia III (2009), esce in Italia per l’editore Ponte alle grazie Illuminismo estremo. Controstoria della filosofia IV (2010), in attesa per completare il ciclo della traduzione de L’eudémonisme social e Les radicalités existentielles.

Ponte alle grazie aveva già pubblicato differenti libri del discusso filosofo contemporaneo: oltra al già citato Filosofia del viaggio, ricordiamo anche La cura dei piaceri. Costruzione di un’erotica solare, e La potenza di esistere. Manifesto edonista. Con il quarto volume della controstoria, Onfray prosegue il suo cammino di distruzione delle classiche convinzioni relative alla storia della filosofia: piuttosto che la linea tradizionale, Onfray preferisce rivolgere lo sguardo a quegli autori e pensatori spesso trascurati ma che invece dimostrano la centralità dell’irriverenza e del radicalismo di contro ai falsi miti della cultura ufficiale. Così, Sade si rivela essere un fascista e Kant un razzista, Rousseau un reazionario e Voltaire un antiateo intollerante, mentre il lato dell’Illuminismo razionalista e materialista è stato mistificato e celebrato come traguardo di emancipazione e ispirazione per la rivoluzione francese. Però, a questo proposito Onfray sostiene: “Moderata e ultrà, filosofica ed economica, conservatrice e radicale, deista e atea, di destra e di sinistra, giacobina e federale, liberale e comunista, borghese e popolare, meschina e grande, pragmatica e ideologica, geniale e stupida, femminista e misogina, emancipatrice e opprimente, urbana e rurale, intellettuale e fiscale, in questa rivoluzione tutto è in gioco e tutto si contrappone, si scontra, si mescola“.

La proposta del filosofo demolitore è una dicotomia tra i “buoni” del secolo dei Lumi e i “cattivi”: tra i primi ci sono gli estremisti dell’Illuminismo “perdente”, ovvero dimenticato, come i materialisti radicali Meslier e La Mattrie, e gli utilitaristi come Helvétius e Maupertius, nonchè Fourier e l’italiano Beccaria. Contro questa “costellazione edonista” Onfray dispiega la “costellazione idealista” dei cattivi, ovvero la “squadra ufficiale dell’Illuminismo” che viene studiato a scuola e nelle università: Kant, Hegel, Leibniz, Rousseau, Voltaire…

Insomma, un capovolgimento di fronte affascinante e intrigante, scritto con uno stile avvincente che rende la lettura incredibilmente appassionante, perchè la passione si rivela essere la condizione stessa di possibilità per l’esistenza della filosofia.