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Max Scheler: Essenza e Forme della Simpatia

Nuova traduzione del testo che il fenomenologo/antropologo tedesco dedicò al sentimento cardine dell'esistenza umana

La funzione dell’ empatia è sempre stata nella speculazione filosofica essenziale: si tratta del principio di condivisione e intersoggettività che fa dell’uomo un essere sociale, un essere perennemente con-altri, che struttura e ridefinisce incessantemente la sua esistenza a partire dall’incontro col prossimo.

Il tema della “simpatia” attraversa profondamente la storia del pensiero moderno, specie quello novecentesco, essendosi rivelato centrale per la comprensione delle specificità dell’esperienza umana; la scuola che ha fatto più riferimento alla portata filosofica del concetto di “simpatia” è stata la fenomenologia, interessata da sempre a risalire alle caratterizzazioni originarie e incontaminate dell’umano.

A parlare di empatia era lo stesso Edmund Husserl, padre della fenomenologia, specie nelle Meditazioni cartesiane nelle quali il filosofo tedesco sviluppava la sua epoché (sospensione del giudizio) in vista del coglimento dell’autentico criterio di intersoggettività: la capacità di pensarsi al posto dell’altro, o pensarsi come l’altro stesso. Da Husserl, la storia della fenomenologia successiva non ha potuto fare a meno di questo pensiero, come in Sartre o Merleau-Ponty. Ma basti pensare anche a come il tema della simpatia sia stato sempre più frequente nei vari settori della cultura occidentale, al ruolo che essa ricopriva nell’evoluzionismo darwinista, alla filosofia morale e alla psicoanalisi. La fenomenologia è riuscita però a concedere alla riflessione filosofica la priorità nell’ambito dello studio sulla simpatia, oltrepassando la diffusa riduzione alla mera psicologia. La simpatia infatti venne intesa sempre più come l’accesso primario al mondo e alle altrui esistenze, l’unico modo di superare il solipsismo e il materialismo assoluto; è questo si deve molto a un grande fenomenologo, vissuto tra il XIX e il XX secolo, ovvero Max Scheler.

Ispirato dal cristianesimo, divenuto uno dei più stimati filosofi tedeschi nei primi decenni del Novecento, Scheler è ancora oggi riconosciuto come uno dei padri dell’antropologia filosofica, capace di indagare la sfera affettiva umana per coglierne le connotazioni intrinseche: grazie a lui infatti fenomenologia e antropologia si incontrarono, come diviene evidente dinanzi ai suoi studi dedicati ai sentimenti e agli stati d’animo dominanti.
Franco Angeli ripubblica all’interno della collana Etica e filosofia della persona il libro Essenza e Forme della Simpatia, un testo del 1923 ritradotto e in passato troppo spesso trascurato; curato da Laura Boella, professore ordinario di Filosofia Morale presso l’Università degli Studi di Milano, il testo è un contributo profondo sulla tematica.

Innazitutto è importante la ricostruzione storica delle varie teorie metafisiche della simpatia, che hanno ricondotto il sentimento in questione a principi di ordine ontologico o addirittura “mistico” (dalla pietà rousseiana a Schopenauer…), per poi giungere a una trattazione puntuale di termini quali unipatia, co-sentire, filantropia, amore acosmico per Dio ecc. L’intersoggettività, ovvero i criteri di condivisione interpersonale, in Scheler si intrecciano e si sovrappongono sempre con la relazione tra uomo e Dio, come d’altronde vuole la parola di Cristo.

La seconda parte del libro è ancora più intrigante e affascinante, trattando espressamente dell’Amore e dell’Odio, le massime forme di relazione empatica tra persone, per loro natura non spiegabili una volta per tutte: “Come essenzilaità ultime di due atti, amore e odio possono essere resi solo intuibili, non definibili“. Attraverso una critica delle versioni naturalistiche dell’amore, che riducono tale sentimento a effetti di pulsioni libidiche corporee, Scheler riscopre la portata spirituale dell’amore, il suo valore irrinunciabile, che ne fa il fondamento dell’esistenza umana stessa.

Essenza e Forme della Simpatia è insomma un testo avvincente e decisivo per approfondire, a partire dalla Simpatia, anche il significato dell’Amore e dell’Odio, ma anche un’occasione per scoprire il pensiero di Max Scheler e introdursi all’interno della fenomenologia.