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Rivista di Storia della Filosofia: 4/2010

L'ultimo numero del 2010 della storica rivista dell'editore Franco Angeli

Nell’ultimo numero della Rivista di Storia della filosofia, fondata da Mario Dal Pra nel 1946 e rimasta nel corso degli anni il punto di riferimento più prestigioso nell’ambito della filologia del pensiero occidentale, sono presenti studi relativi a diverse tematiche e argomenti.

Nella sezione STUDI, il saggio di Enrico Rini dal titolo L’analisi aristotelica dei relativi, l’autore si occupa del rapporto tra categorie e sostanze, tema classico della tradizione dela lettura aristotelica.
Ci spostiamo nell’ambito della filosofia medievale col saggio di Fabio Troncarelli intitolato “Caligo quaedam neglectae vetustatis”. Antichi modelli e copie altomedievali della Consolatio Philosophiae, opera immortale di Boezio trascritta dal IX al XII secolo, che intreccia il suo destino con quello di Sedulius Scottus e Macrobius. La consolazione della filosofia è un’opera che ispirò lo stesso Dante per il tono poetico e al contempo prosaico, che come attesta l’autore del saggio è arrivato fino a noi attraverso le copie di un originale. Un ricco apparato di immagini da tenore al lavoro filologico accurato dell’autore.

Il saggio di Janis Vanacker e Sabine Verhulst si concentra invece sugli Eroici furori di Giordano Bruno, attraverso un’interprtazione del mito di Diana e Atteone, riletto e utilizzato da Bruno per spiegare l’importanza della poesia e dell’allegoria in funzione dei concetti filosofici, evidenziando come la retorica in Bruno non possa venire separata dalla speculazione; nello specifico, Bruno mise in evidenza alcuni elementi caratteristici del mito in questione, come il tema della metamorfosi e il voyeurismo.

Nella sezione classica PROFILI, dedicata al ricordo delle grandi personalità della filosofia italiana, Enrico Berti dedica un sentito omaggio a Franco Volpi, scomparso tragicamente nel 2009 di cui viene ricostruita la vicenda professionale e la ricerca filosofica, legata al suo contributo essenziale sulla filosofia tedesca.

In NOTE E DISCUSSIONI, sezione dedicata a studi e testi più immediati e versatili, un avvincente e affascinante saggio di Massimo Parodi mette in relazione la letteratura di Jorge Luis Borges e il pensiero di del filosofo arabo Averroè, a partire proprio da uno scritto di Borges dal titolo La ricerca di Averroè. L’autore si concentra sul concetto di metafora e sul significato della storia nella lettura borgesiana della filosofia di Averroè. Ben più documentativo e tecnico il saggio di Enrico I. Rambaldi, Breve storia delle edizioni cardaniane del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un lungo testo che fa il punto sulla letteratura libertina e clandestina del ‘600 e ‘700.
Sempre nella stessa sezione, il saggio in lingua francese Elisabeth face à Descartes: deux philosophes? di Gabriel Alban Zapata e lexandre Declos, e lo studio di Davide Bondì dedicato a Heymann Steinthal, dal titolo Heymann Steinthal tra scienze della cultura e “filosofia della storia”.

In questo numero, di grande pregio sonoanche gli appunti di Guido Davide Neri alle lezioni pavesi di Enzo Paci, all’interno della sezione TESTI, DOCUMENTI E MATERIALI; nella sezione CRONACHE tra gli altri, brevi scritti su Galileo, Jacobi, Weil e Frankfurt. Chiudono le classiche recensioni e schede caratteristiche di ogni numero della rivista.