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Dante e il Medioevo.

Il ritorno dell'Imperatore: autorità e punto di riferimento in un'Italia divisa.

Dante cercò nell’Impero il punto di riferimento per l’Italia divisa da lotte interne.
Il vuoto d’autorità, che si era creato a causa delle lotte intestine nella penisola, doveva essere colmato da un ritorno di un detentore del potere che si occupasse di esso. Per Dante il ritorno dell’Imperatore.
Non era cosa facile, i tentativi fallirono e il desiderio auspicato da Dante non si realizzò e seguirono altri scontri e lotte che ebbero come protagonisti il Papa, l’Imperatore, i Regni ed i Comuni.
Dante invoca la presenza di un’autorità morale, alta che possa mettere fine all’anarchia nella penisola.
Ma perché questa autorità così elevata, nella fattispecie l’Imperatore tedesco Arrigo VII, doveva scendere in Italia e riportarvi l’ordine?
L’Italia per Dante era il giardino dell’Impero. Egli non considerava l’Italia in senso internazionalistico, ma come il fiore all’occhiello dell’Impero.
E questa alta autorità le veniva dall’essere la sede di Roma.
L’Italia deve riconquistare l’autorità che la autorizzi ad esercitare quel potere che di fatto sta venendo meno.
Dante vede un pericolo e comprende che l’autorità imperiale sta perdendo i suoi titoli di legittimità. Egli sostiene che l’Impero è anteriore al Papato e tende a dimostrare che l’autorità imperiale deve muoversi in maniera indipendente dall’autorità ecclesiastica.
Da qui nasce la famosa teoria dei Due Soli. segue
A lato: Ritratto di Dante di Andrea del Castagno.

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