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"Il maestro disse". Alcuni detti di Confucio - I

Il Maestro disse: “Il Savio il quale mangiando non cerca sazietà, dimorando non cerca comodità, è accorto nelle faccende e cauto nelle parole, e si tien presso ai sapienti per migliorarsi, si può chiamare amante del sapere”.

Il Maestro disse: “Il Savio il quale mangiando non cerca sazietà, dimorando non cerca comodità, è accorto nelle faccende e cauto nelle parole, e si tien presso ai sapienti per migliorarsi, si può chiamare amante del sapere”.

 

Il Maestro disse: “Se si guida con le leggi e si mantiene l’ordine con i castighi, il popolo si asterrà dalla colpa, ma non avrà coscienza alcuna; se si guida con la virtú e si mantiene l’ordine per mezzo della morale, il popolo, allora, avrà coscienza”.

 

Il Maestro disse: “Se (il Principe) è retto, anche se non comanda, le cose vengono eseguite; ma se non è retto, anche se comanda, le cose non vengono eseguite”.

 

Il Maestro disse: “Se ci fosse uno che sapesse governare se stesso, il governo (degli altri) che difficoltà gli farebbe? Ma uno che non sa governare se stesso, come saprà governare gli altri?”.

 

Il Maestro disse: “Yü, vuoi che t’insegni il Sapere? Stimar di sapere ciò che tu sai e non stimar di sapere ciò che tu non sai, questo è il sapere!”.

 

Il Maestro disse: “Nutrirsi di grosso cibo; bere acqua; piegare il braccio e farsene capezzale: anche tra queste cose si può esser contenti: ricchezze e onori sono per me come fuggenti nuvole”.

 

Il Maestro disse: “Se la natura supera l’educazione, uno riesce rustico; se l’educazione supera la natura uno riesce un copista; se tra educazione e natura c’è equilibrio allora uno è saggio”.

 

Il Maestro disse: “Errare e non emendarsi, questo si chiama errare”.

 

Confucio disse: “Il Saggio ha da pensare a nove cose: guardando, ha cura di veder chiaro; ascoltando, ha cura di veder bene; per il suo volto, ha cura che sia affabile; per il suo aspetto, ha cura che sia dignitoso; per le sue parole, ha cura che sian veraci; per le sue faccende, ha cura che siano zelanti; nei suoi dubbi, ha cura d’interrogare; nell’ira, pensa alle noie (che ne potrebbero derivare); vedendo ciò che può essere acquistato, pensa alla giustizia”.

 

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