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La ricerca

Storia sufi.

Il bazar era pieno di gente. Quando il monaco entrò, non diede nell’occhio.

Poi si mise al centro del salone, e gridò: “Cerco un uomo, la cui vita sia animata dal respiro divino!”.

Un avventore si staccò dal gruppo e gli si avvicinò, dicendo: “Sei nel posto giusto! Qui siamo tutti vivi, non temere. Non hai bisogno di recarti altrove”.

Il monaco precisò: “Io cerco un uomo vivo, che si trovi a suo agio nella fortuna e nella sventura, nella gioia e nella pena. L’ho cercato ovunque, ma non sono riuscito a trovarlo. Se è qui, si faccia avanti!”.

L’avventore che si era rivolto al monaco, mutò espressione: “Fratello, sei in cerca di una bestia rara. Eppure so perché non sei riuscito a trovarla”.

“E perché?” domandò il monaco, eccitato.

“Calmati, e te lo dirò.

Finché sei emozionato, non puoi renderti conto dell’oggetto della tua ricerca. Devi chiarire a te stesso cosa vuoi. Quando lo avrai fatto, comprenderai ogni cosa.

Perché, vedi… tu ignori il decreto divino! Cerchi i tralci ma non la vite, i figli ma non il pellicano.

Gli uomini sono i rami, e Dio è la radice dell’albero.

È lui che stai cercando.

E se pensi di non averlo trovato è solo perché, a ogni angolo del tuo sentiero, ti sei già imbattuto in lui.

Perché non l’hai riconosciuto. Era la donna che ti portò da bere alla fonte, il bambino che ti ha sorriso o io stesso, che ti parlo come un fratello.

Perché è Dio che istruisce il cielo, orientando la rotta dei pianeti. E dal fuoco fa scaturire l’acqua.

Quando vedi la polvere alzarsi e svanire nell’aria, trovi l’Eterno al centro dell’universo.

Non puoi contemplare la pala del mulino senza guardare l’acqua che la muove.

Guardati bene intorno, e la tua ricerca avrà fine”.

Il monaco capì il senso del discorso.

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