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Iskandar di Balkh

Storia sufi.

Il figlio di Iskandar di Balkh gli domandò sul letto di morte: “Qual è la fonte del tuo potere, della tua potenza e dei tuoi miracoli?”.

Il padre mormorò: “Se te lo dicessi, ciò ti impedirebbe il contatto con questa fonte, così non posso dirti dov’è, ma solo cos’è”.

E continuò: “La nostra fune di salvataggio è la Via dei Sufi, e noi siamo stranieri che, per così dire, s’aggirano tra i selvaggi in questa terra; ma ora io vado a ricongiungermi alla nostra proprietà”.

Il figlio domandò: “Perché non hai detto questo a qualcuno durante la tua vita? In effetti questo tuo esempio, che vivrà mille anni, avrebbe fatto sì che gli uomini entrassero nella Via dei Sufi a moltitudini, e avrebbe dato loro le benedizioni dell’Eletto”.
Iskandar sospirò e disse: “La brama di possedere un segreto avrebbe attratto la maggior parte di loro, oltre al desiderio di ottenere qualcosa in più degli altri. Figlio mio, ho insegnato la sobrietà per tutta la vita, nella speranza che avrebbe calmato l’avidità che distrugge l’uomo anche se egli brama la verità”.

“Cosa devo fare allora?” domandò il figlio.

“Devi desiderare la Verità per amore di se stessa, e non per amor tuo”.

“Ma come farò a sapere se desidero qualcosa per me e non per essa?”.

“Devi diventare consapevole, tramite la pratica quotidiana, che ciò che tu immagini di essere si è forgiato a causa delle convizioni inculcate in te da altri, e non sei affatto tu. Devi cercare il Maestro dell’Epoca finché non lo troverai. E se non riesci a rinconoscere la Guida dell’Epoca ciò avverrà poiché nel tuo intimo la rifiuti, non perché non sia di per se stessa evidente”.

Questa è la testimonianza del grande Sufi Suleiman Najami, figlio di Iskandar di Balkh. Trasmettendola al suo stesso figlio, egli disse: “In una lunga vita, non posso dire d’aver imparato altro che questo, il lascito di saggezza che mio padre mi ha donato. Perciò lo offro a te”.

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