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Atmabodha - La conoscenza del Sé (Shankara) - 2

"Come la luminosità è la natura del sole, la freschezza quella dell'acqua, e il calore quella del fuoco, così la natura dell'eterno, puro Sé Esistenza, Coscienza e Beatitudine".

24. Come la luminosità è la natura del sole, la freschezza quella dell’acqua, e il calore quella del fuoco, così la natura dell’eterno, puro Sé Esistenza, Coscienza e Beatitudine.

25. L’Esistenza e la Coscienza sono proprie del Sé; l’attività è propria dell’intelletto. Dall’unione di queste, causata dalla mancanza di discernimento, nasce l’idea “io conosco”.

26. Nel Sé non vi è attività, e nell’intelletto non vi è conoscenza. Poiché la sua conoscenza non è pura, il sé individuale cade in errore e crede di essere lui a percepire e conoscere.

27. Chi confonde il Sé con il sé individuale cade in preda alla paura, come chi confonde una corda con un serpente. Chi invece comprende “io non sono un sé individuale, ma il Sé supremo”, è libero da ogni paura.

28. Come la lampada illumina gli oggetti, così il Sé illumina l’intelletto, i sensi e così via; questi sono inerti, e non possono illuminare il Sé.

29. Come una lampada non ha bisogno di un’altra lampada per illuminare se stessa, così il Sé, la cui natura è Conoscenza, non ha bisogno di altri mezzi per conoscere se stesso.

30. Chi segue il Grande Insegnamento rifiuta ogni percezione sovrapposta, affermando “non sono questo, non sono questo”; in tal modo egli giunge a conoscere la propria identità con il Sé supremo.

31. Tutto ciò che è oggetto di percezione - come il corpo, e così via - nasce dall’ignoranza ed è effimero come una bolla di schiuma. Si dovrebbe dunque comprendere di non essere tutto questo, e così raggiungere la conoscenza “io sono il puro Brahman”.

32. “Poiché non sono il corpo, per me non vi è nascita, né vecchiaia, né malattia, né morte. Poiché non ho organi di percezione, per me non vi è contatto con i suoni e gli altri oggetti dei sensi”.

33. “Poiché non sono la mente, in me non vi è sofferenza, né attaccamento, né avversione, né paura. Non ho energia vitale, non ho mente, sono puro”. Questo affermano le scritture.

34. “Privo di attributi, libero da ogni attività, eterno, indifferenziato, immacolato, immutabile, privo di forma, sono sempre libero, puro”.

35. “Come lo spazio, senza muovermi pervado ogni cosa, all’interno e all’esterno, sempre identico, puro, senza legami, senza imperfezioni”.

36. “Invero io sono il Brahman supremo, eterno, puro, libero; sono la perfetta Beatitudine, l’Uno infinito, la Verità, la Conoscenza”.

37. Come la medicina distrugge la malattia, così la continua meditazione su “io sono Brahman” distrugge l’ignoranza e le dispersioni da essa causate.

38. Seduto in un luogo appartato, distaccato, con i sensi sotto controllo, medita senza altri pensieri sull’unico, infinito Sé.

39. Quando nel tuo intelletto purificato tutto ciò che è oggetto di percezione si fonde nell’unico Sé, medita senza altri pensieri su questo Sé puro come lo spazio.

40. Chi abbandona forme, colori e così via, raggiunge la meta suprema e diviene una perfetta manifestazione della propria natura essenziale, che è infinita Coscienza e Beatitudine.

41. In quest’unica Coscienza e Beatitudine non vi è distinzione fra il conoscitore, la conoscenza e il suo oggetto; è il Sé, invero, che illumina se stesso.

42. Come lo sfregamento di due bastoncini accende un fuoco che brucia tutto il combustibile, così la continua meditazione sul Sé accende il fuoco della conoscenza, che brucia ogni forma di ignoranza.

43. Come il sole appare quando l’aurora ha distrutto l’oscurità della notte, così il Sé diviene manifesto quando la conoscenza ha in tal modo distrutto l’ignoranza.

44. Il Sé invero è sempre presente; è solo a causa dell’ignoranza, che esso non è percepito. Quando l’ignoranza è distrutta, il Sé diviene manifesto; come quando si scopre di avere indosso un gioiello a lungo cercato.

45. Come nel buio un palo sembra un uomo, così a chi è in preda all’illusione il Brahman sembra essere il sé individuale. Quando si conosce la vera natura del sé individuale, questa illusione svanisce.

46. Come la luce distrugge il disorientamento causato dal buio, così la conoscenza che deriva dall’esperienza della realtà distrugge l’illusione dell’”io” e del “mio”.

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