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Nulla ostacola chi confida nel decreto celeste (Dal Lieh Tzu)

"Chi confida nel decreto celeste non ha vita lunga o breve, chi confida nella ragione celeste non ha affermazione o negazione, chi confida nella mente non ha consenso o dissenso [...]". Brano tratto dal Lieh Tzu.

Yang Pu domandò: - Ecco qua degli uomini che sono come fratelli maggiore e minore per l’età, per i discorsi, per il talento e per l’aspetto, ma sono come padre e figlio per il momento della morte, per la nobiltà, l’onorabilità e l’affetto. Sono perplesso.

- Gli antichi avevano un detto – rispose Yang Chu – che ho sempre tenuto a mente e che ora ti dirò: “Ciò che è così senza che si sappia perché è così, è decreto celeste”. Di tutto ciò che è oscuro e incomprensibile, ingarbugliato e fortuito, che una volta è a favore e una volta è a sfavore, che un giorno va e un giorno viene, chi può conoscere la ragione? È decreto celeste. Chi confida nel decreto celeste non ha vita lunga o breve, chi confida nella ragione celeste non ha affermazione o negazione, chi confida nella mente non ha consenso o dissenso, chi confida nella natura non ha sicurezza o pericolo. Allora si dice che non v’è nulla in cui confidi e nulla in cui non confidi. Così genuino e semplice, che fuggirà e che seguirà? Di che si dorrà e di che gioirà? Che farà e che non farà? Nel Libro di Huang Ti è detto: “L’uomo sommo quando sta fermo è come morto, quando si muove è come una macchina”. Non conosce né la ragione per cui sta o non sta fermo, né la ragione per cui si muove o non si muove. Non cambia di sentimento o di comportamento perché la folla degli uomini lo guarda né perché la folla degli uomini non lo guarda. Solo va e solo viene, solo esce e solo entra. Chi può ostacolarlo?

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