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I cakra (di Alain Daniélou)

La descrizione dei sette cakra, tratta dal libro di Alain Daniélou "Siva e Dioniso".

I Cakra

Nell’introspezione dello yogi i centri energetici del corpo umano sono percepiti come strutture precise in ben definite regioni del corpo.

“Tra l’ano e l’organo virile si trova il centro di base, il Muladhara, che è come una matrice, uno yoni (organo femminile). Si apre verso l’ovest (la parte posteriore). Là è la ‘radice’ a forma di bulbo ed è là che si trova l’energia fondamentale Kundalini avvolta tre volte e mezzo su se stessa. Come un serpente, essa circonda il punto di partenza delle tre arterie principali tenendosi in bocca la coda proprio davanti all’apertura dell’arteria centrale (susumna) (Siva Samhita, cap. 5, 75-76).

Il Muladhara è di colore giallo. al centro ha un quadrato, simbolo dell’elemento terra che è l’ambito di percezione dell’olfatto e che è collegato a un organo d’azione, l’ano, e a un organo di percezione, il naso. Questo centro controlla l’energia escretoria (apana). Lì si trova il fallo primordiale autogeneratosi, lo Svayambhu-linga, fonte del potere generatore, rappresentato dalla sillaba LAM, e il desiderio di creare rappresentato dalla sillaba KLIM, il mantra del desiderio. Le tendenze associate a questo centro sono il desiderio di possedere e il sonno.

Il secondo centro è il Svadhisthana (sostegno di se stesso). Corrisponde al plesso prostatico situato alla radice degli organi genitali. È di colore bianco e ha al centro una mezza luna che è la coppa del nettare o dello sperma, simbolo dell’elemento acqua che corrisponde all’ambito di percezione del gusto, e ha come organo di percezione la lingua e come organo d’azione il sesso. Questo centro controlla la tendenza alla dispersione della forza vitale, la procreazione. Lì si trova la sede della forza di concentrazione, di conservazione, di perpetuazione, chiamata Visnu, rappresentata dalla sillaba VAM. Le tendenze associate a questo centro sono il desiderio, la fatica, l’avversione e la sete.

Il terzo centro si chiama Manipuraka (la città gioiello). Corrisponde al plesso epigastrio che si trova vicino all’ombelico. Di colore rosso, ha al centro un triangolo a croce uncinata, immagine del labirinto, che è il simbolo dell’elemento fuoco e corrisponde all’ambito della vista, il cui organo di percezione è l’occhio e l’organo di azione è il piede. Questo centro controlla le funzioni di assimilazione e la regione dei glutei. La forza di assimilazione è rappresentata dal mantra del fuoco RAM. Le tendenze associate a questo centro sono la collera, la paura lo stupore, la violenza, l’orgoglio e la fame.

Il quarto centro è l’Anahata (il suono spontaneo), che corrisponde al plesso cardiaco, posto nella regione dorsale al livello del cuore. Di colore grigio, ha nel centro l’esagono stellato (sigillo di Salomone), simbolo dell’elemento aria, ambito di percezione del tatto, il cui organo di percezione è la pelle e l’organo di azione la mano. Questo centro controlla il sistema sanguigno. Lì si trova il principio del movimento rappresentato dal mantra YAM.

Il quinto centro è il Visuddhi (purificato), che corrisponde al plesso della laringe che si trova sulla spina dorsale al livello della gola. Di colore bianco vivo, ha nel centro un cerchio simbolo dell’elemento etere la cui caratteristica è lo spazio. Corrisponde all’ambito di percezione dell’udito, e ha come organo di percezione l’orecchio e come organo d’azione la bocca. Il concetto di spazio è rappresentato dal mantra HAM. Vi risiede l’ermafrodito (Ardhanarisvara) il cui veicolo è per metà leone e per metà toro. Le tendenze associate a questo centro sono l’affetto, la tristezza, il rispetto, la devozione, la soddisfazione, il rimpianto.

Il sesto centro l’Ajna cakra (centro di comando) che corrisponde al plesso cavernoso e al terzo occhio situato nell’arco orbitale. Di colore fuoco, ha nel centro un triangolo femminile (punta in basso) e il fallo, simbolo dell’aldilà (itaralinga). Lì si trovano riunite le facoltà intellettuali e mentali (antahkarana). Questo centro controlla il cervelletto e il midollo. Le percezioni extrasensoriali sono il suo ambito d’azione. Il mantra OM è il simbolo della potenza della folgore con cui Siva distrugge i mondi con lo sguardo del suo terzo occhio. Alla sommità del cranio c’è l’apertura principale, il loto dai mille petali, la via alta attraverso cui lo yogi realizzato abbandona il mondo delle apparenze.

Il corpo fisico forma un triangolo di fuoco (punta in alto) nel quale la bocca uccide (divora), l’ano libera (rigetta), il sesso crea.

L’importanza del Muladhara, del centro di base, è conosciuta da tutte le tradizioni. Questo centro è spesso associato al coccige. Luz in aramaico è il nome del coccige. Agrippa in Del occulta philosophia (1, 20), riferisce che esiste “un minuscolo osso, chiamato Luz dagli ebrei, il quale non è soggetto a corruzione, non è vinto dal fuoco e resta sempre indenne, e di dove, si dice, il nostro corpo umano risorge come pianta dal seme nel momento della resurrezione dei morti … Le sue virtù non si dimostrano col ragionamento, ma con l’esperienza”.

“Il motivo dell’incompresione dei principi del Tantrismo (Tantra sastra) sta nel fatto che essi diventano intelligibili solo attraverso l’esperienza, il Sadhana … Non si può adorare un dio se non ‘diventando’ questo dio” (Woodroffe, Shakti and Shakta, 2 ed., pp. 14 e 19).

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