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Precetti sulla morte di Dugpa Rimpoce

Tratti dal testo "Precetti per una vita felice" di Dugpa Rimpoce.

1. Diffida dei pensieri negativi, perché combattono sia il corpo sia lo
spirito. Sono i primi sintomi del male. Guarisci il tuo spirito, se vuoi
guarire il tuo corpo. Esercitati a pensare in modo positivo, anche nelle
prove della vita.

2. Non lasciare che la malattia conquisti il campo. Intorno a te metti dei
pensieri di felicita’ a costruire un fronte difensivo.

3. Il sopraggiungere della malattia coincide sempre con una mancanza di
fiducia, con un cedimento dello spirito. Questa si compiace dell’angoscia,
del dubbio e della confusione. Non permettere che governi la tua anima e il
tuo corpo. Pensa a essa come a un nemico esterno, scaltro e astuto, che
avanza mascherato, approfittando dell’oscurità per agire.

4. La malattia non resiste alle intense luci dello spirito. Coltiva il
sentimento dell’amore, della bellezza, della compassione per purificare lo
spirito e il corpo, riparare quello che si e’ rotto, eliminare le forze
negative e riportare l’armonia.

5. Ripeti a te stesso che ogni pensiero negativo indebolisce la
determinazione, ostacola la volontà, apre una breccia e prepara il terreno
alla malattia.

6. Il segreto della malattia: approfittare di una mancanza di vigilanza, di
un offuscamento dello spirito, di un’assenza di luce per invadere il corpo.

7. I pensieri negativi, la paura, il dubbio sono gli alleati strategici
della malattia. Impara a combatterli. Opponi loro la fiducia, la certezza e
l’ amore per la vita. Non dimenticare mai che l’amore e’ il supremo
guaritore.

8. Affronta la malattia con lucidità, superando l’inquietudine, ed essa ti
insegnerà molto su te stesso.

9. La malattia si mette sulla tua strada come una scogliera scoscesa, come
una vetta da superare. Non essere passivo. Ci sono in te forze nuove,
inesauribili. Se vuoi favorire la guarigione chiedi aiuto al tuo spirito: è
la fonte, immensa, infinita, di ogni saggezza.

10. Se soffri medita profondamente sulla sofferenza. Localizzala. Cerca di
sentirla all’esterno del corpo, spostando la coscienza. Diventa lo
spettatore attento e distaccato del gioco, come se la sofferenza non ti
appartenesse, poi separati da essa.

11. Considera la sofferenza come un messaggio inciso nella tua carne. Non ha
nessun altro oggetto, nessun’altra intenzione che la tua perfezione, il tuo
compimento. Impara a leggere, poi butta via il libro. Dietro la sofferenza
c’e’ il vuoto radioso, splendente, senza il quale non esiste libertà.

12. Se vuoi vivere felice impara a meditare sulla morte. Non è la fine
della vita, ma l’inizio di una nuova nascita. La morte e’ una porta.

13. Prendi la mano del morente, non lasciarlo solo nel momento della morte.
Accompagnalo nella sua difficile traversata.

14. Non e’ mai troppo tardi per trasmettere parole di saggezza a chi sta
morendo.

15. L’amore non respinge la morte. Richiede una reale capacità di donarsi,
una partecipazione fraterna alla morte dell’altro. Parlare tutti i giorni a
una persona in coma può aiutarla a morire. Si stabilisce allora una
relazione telepatica, da cuore a cuore, che permette di vincere le
difficoltà del passaggio.

16. La morte non esiste. Vincere la morte significa cambiare mondo e
mettersi in viaggio.

17. Non osservare la morte attraverso la lente deformante delle opinioni
comuni, delle ossessioni, delle superstizioni. Ci è difficile capire che al
momento della morte noi sorgiamo nell’Istante, e che non c’e’ altro istante
al mondo. Con la morte usciamo dal tempo.

18. Impara che il mondo non ha ne’ inizio ne’ fine. Nessuna evoluzione,
nessun progresso attraverso il tempo. E’ un modo di vedere sbagliato.
L’universo è tutto nell’istante. Non lo abbandona mai. Noi non lasciamo mai
l’istante.

19. La morte ci riconduce all’eterno Presente del mondo, che i tibetani
chiamano Chiara Luce, al suo inizio che non ha fine.

20. Che cosa non cambia, e cosa la morte ritrova ? La Luce dell’Essere, il
sole dell’Origine. Finché non accetti la morte, resti incompleto, sei
privato della tua natura profonda, della tua coscienza eterna. La paura di
vivere e la paura di morire rendono impossibile la felicità.

21. Non è mai troppo tardi per imparare a morire.

22. La morte, sappilo, dura appena qualche secondo per i parenti e gli ami i
che assistono chi sta morendo. Ma per quest’ultimo il viaggio dura vite
intere, attraversate in tempo reale. In queste vite egli puo’ ritrovare ciò
che ama sotto altre forme. Saprà riconoscerle. Morirà molte volte ancora e
salirà sempre, sino a quella Chiara Luce che alcuni chiamano Dio, e che è
la sostanza vuota ed eterna dell’universo.

23. Liberati dalle superstizioni che affollano il tuo spirito. Una volta
morti, non si ritorna nel corpo di un animale per essere puniti duramente,
ne ‘ in quello di un saggio o di un risvegliato se si e’ stati virtuosi.

24. Nella morte siamo nel cuore di noi stessi, ma allo stesso tempo - ed è
la stessa cosa - siamo nel cuore dell’universo.

25. Accogli la morte come un’amica, e la vita ti apparirà in tutto il suo
splendore. Ogni tua paura svanirà. Ormai potrai vivere senza timore e senza
aggressività, dormire come un bambino, liberarti dalla tensione del mondo,
aprirti alla gioia e avere accesso ai piani superiori dell’esistenza.

26. Tutte le fasi successive alla morte sono le fasi dell’inizio della vita. Ecco perché il trauma della morte è legato irrimediabilmente al
carattere traumatico della nascita. Ecco perché i mistici e i risvegliati
parlano della “nuova nascita”. Intuiscono che nell’istante della morte
l’origine e la fine si confondono.

27. Medita su quest’immagine: tutto accade nello stesso luogo, nello stesso
tempo, nello stesso istante - la nascita e la morte.

28. La morte non è la fine della vita. Si schiude in noi, in ogni istante.
È in noi che ha le sue radici. Usa la meditazione per incontrarla e fartela amica.

29. Non aver paura della morte. Cacciatori della morte, noi sappiamo dove la
dobbiamo scovare. Nell’istante. Nel cuore dell’istante. Nel suo centro. Come
la perla d’oro che gli antichi collocavano al centro del mondo. Il suo vero
posto è in te. Non la incontri in nessun altro luogo se non dentro di te.

30. I maestri di saggezza insegnano che la morte e la nascita sono una porta
unica, che non si chiude mai. La morte, così come la concepiamo, non
esiste.

31. Impara che lo stato divino non è solo quello del “dopo la morte”. E’
anche quello del “prima di nascere”. Lo stesso. La medesima presenza aperta,
che non scompare mai e che ciascuno di noi porta in sé sotto forma di
vertigine e di abisso.

32. Da dove veniamo? Se saremo in grado di rispondere sapremo dove andremo, al termine dell’esistenza.

33. Potenza del Risveglio: nella morte, alcuni dimenticano, altri ricordano.

34. Attendi la morte ogni giorno, in modo che, quando sarà venuto il suo
momento, morirai in pace. Impara a morire ogni giorno nel pensiero, così
non avrai più paura della morte.

35. Il territorio della morte non sta al di là della vita. E’ nel contempo
al di qua e al di là, in alto e in basso. Impara a vedere in modo diverso.

36. La morte ti manda dei segnali: sogni, idee fisse, incontri, visioni.
Impara a decifrarli. E’ così che si fa riconoscere. Addomestica la morte, e
l’amarezza si trasformerà in dolcezza.

37. Non aspettare il momento della morte per imparare a conoscerla: sarà
troppo tardi.

38. La morte non è separata dalla vita. Pensa alla vita e alla morte come
al “pieno” e al “vuoto” di uno stesso oggetto.

39. Non esiste un mondo dei vivi e, sull’altra riva, un mondo dei morti. Si
tratta di uno stesso modo di essere, dimenticato, al quale non abbiamo più
accesso. La morte ci riporta all’eterno Presente del mondo, al suo inizio
che non ha fine.

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