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Insegnamenti spirituali (Ramana Maharshi)

I capitoli: 1) Insegnamento; 2) Pratica; 3) Esperienza; 4) Conseguimento.

CAPITOLO I
ISTRUZIONE (UPADESA)

1. Quali sono le caratteristiche di un vero maestro (Sadguru)?

Stabile permanenza nel Sé, guardando a tutto con occhio equanime, incrollabile coraggio in ogni momento, in ogni luogo e circostanza, ecc.

2. Quali sono le caratteristiche di uno studioso serio (sadsisya)?

Un intenso desiderio per la rimozione del dolore e il conseguimento di gioia ed una intensa avversione per ogni tipo di piacere mondano.

3. Quali sono le caratteristiche dell’insegnamento (upadesa)?

La parola “upadesa” significa: “vicino al posto o sedile” (upa=vicino, desa=posto o sedile). Il Guru che è l’incarnazione di ciò che è indicato dai termini sat, chit e ananda (essenza, coscienza e beatitudine), previene il discepolo, che a causa della sua accettazione delle forme degli oggetti dei sensi, si è allontanato dal suo vero stato ed è conseguentemente afflitto e tormentato da gioie e dolori, dal continuare cosò e lo stabilisce nella sua stessa reale natura senza differenziazioni.

Upadesa significa anche il mostrare un oggetto distante come se fosse vicino. Viene cioè fatto comprendere al discepolo che il Brahman che egli crede essere distante e diverso da lui, è vicino e per nulla diverso da lui stesso.

4. Se è vero che il Guru è lo stesso Sé di un individuo, che cos’è quel principio che st alla base della dottrina che dice che, per quanto un discepolo possa essere istruito o per quanti poteri occulti egli possa possedere, non potr ottenere la realizzazione del sé (atma-siddhi) senza la grazia del Guru?

Sebbene in assoluta verit lo stato del Guru sia quello del sé stesso è molto duro per il Sé che è divenuto anima individuale (jiva) a causa dell’ignoranza realizzare il suo vero stato o natura senza la grazia del Guru.

Tutti i concetti mentali sono controllati dalla mera presenza del vero Guru. Se e gli avesse detto ad un individuo che con arroganza si vantasse di aver visto i più remoti lidi dell’oceano del sapere o ad uno che si vantasse con arroganza di poter compiere imprese che sono quasi impossibili, “Sò, tu hai imparato tutto ciò che può essere imparato, ma hai imparato (a conoscere) te stesso? E tu che sei capace di compiere imprese pressochè impossibili, hai visto te stesso?”, essi chinerebbero le teste (vergognosamente) e resterebbero in silenzio. Cosò è evidente che solo attraverso la grazia del Guru e non attraverso altri adempimenti è possibile conoscere sé stessi.

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