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Gurdjieff: l'uomo e la letteratura (James Moore)

"Chi era George Ivanovitch Gurdjieff? Uno Scrittore? Un Coreografo? Uno psichiatra? Un musicista? Un medico? Uno chef? Egli sfida ogni categoria[...]"

Chi era George Ivanovitch Gurdjieff? Uno Scrittore? Un Coreografo? Uno psichiatra? Un musicista? Un medico? Uno chef?  Egli sfida ogni categoria: sebbene sia vero che abbia riunito segmenti di conoscenza “acroamatica”, raccolti in venti anni di ricerche in Asia; e portato in occidente una metodologia per la possibile evoluzione della coscienza, in una cosmologia che incute timoroso rispetto. Il suo richiamo fu radicale: Svegliatevi! Svegliatevi dal vostro insospettato sonno ipnotico, verso la consapevolezza e coscienza.

 

Più di cento anni fa, Gurdjieff era un ragazzo povero nella oscura città di Kars, al confine russo-turco: oggi il suo nome sta diventando un’immagine discorsiva alla moda, (come Darwin, Marx, Freud, Einstein) assurdamente concepito come autoesplicativo. Quelli che volessero angustamente appropriarsi di lui come “l’ispiratore del movimento ecologista” o “l’iniziatore di terapie eupsichiche contemporanee” - sebbene intravedano aspetti -  non comprendono nè la sua scala, tanto meno la traiettoria delle tradizioni religiose.

 

Per una più vera prospettiva su Gurdjieff dobbiamo rivolgerci alla cerchia di devoti seguaci, che pagarono per le loro intuizioni con sforzo. Questi ultimi erano uomini e donne magnetizzati, non da un sistema di nozioni astratte che si auto-supportano, ma da un essere umano di statura rabelaisiana, dalle energie sottili a sua disposizione, dalla sua compassione e dall’abilità di trasmettere una pratica. I loro diari ed autobiografie costituiscono una ricca e singolare letteratura: gurdjieff viene assegnato alla sua inevitabile storicità, tuttavia in qualche modo se ne divincola, per emergere con la coesione e la presenza di un mito.

 

Incontri con Gurdjieff

 

Non esiste una biografia definitiva di Gurdjieff  ne è lontanamente in previsione.(1) Nacque ad Alexandropol nel 1866 circa ed appare in scena per la prima volta nel 1912 a Mosca. Incontrarlo era sempre una prova: il primo incontro, - certamente per quelli che divennero i suoi discepoli, - ­era l’asse intorno a cui ruotava un’intera vita; poi negli anni successivi, un essere umano con tutta la sua intrinseca fragilità avrebbe risposto, più o meno sinceramente, alla insistente domanda di Gurdjieff. Qui giaceva il dramma. Così per noi, possiamo solo vivere qui e adesso; tuttavia nella misura in cui entrassimo nell’esperienza degli allievi attraverso un atto interiore di compassione, le loro memorie trattengono un valore che va al di la della pura storicità.

 

Il compositore Thomas de Hartmann (1886-1956) e  la moglie Olga furono intimi discepoli e compagni di Gurdjieff per dodici anni, ed è grazie a lui se la musica di Gurdjieff è arrivata fino a noi. In Our life with Mr. Gurdjieff  *( titolo in italiano: La nostra vita con il signor Gurdjieff ) condividono con noi il viaggio che fecero con lui: da Pietrogrado, nel pieno della crisi del 1917, attraverso le montagne del Caucaso a Tblisi, per giungere a Parigi nel 1922. Una semplicità che sfiora talvolta l’ingenuità, caratterizza la loro scrittura, ma l’impressione su Gudjieff è solo più sorprendente. Lo vediamo muoversi imparzialmente, quasi invisibile, attraverso scene di confusione e tumulto fratricida, salutando ogni difficoltà e pericolo come una nuova occasione di insegnamento pratico.

 

Nell’ottobre del 1922 Gurdjieff prese il Prieuré a Fontainebleau-Avon, un castello in 200 acri di terreno. Qui creò rapidamente condizioni per lo studio di sé senza precedenti in Europa. Gurdjieff ebbe un rapporto speciale con i figli dei suoi allievi, prendendosi cura della loro educazione nel senso reale della parola. Talvolta li sfidava, talvolta li guidava con estrema delicatezza attraverso un’intuizione vitale; il suo insegnamento ebbe sempre un elemento di sorpresa e l’impronta della praticità. Dagli undici ai quindici anni Fritz Peters (1913-1980) visse al Prieuré e in Boyhood with Gurdjieff: * ( titolo in italiano: La mia fanciullezza con Gurdjieff) le sue vivide e talvolta chiassosamente divertenti memorie, egli rivive quella speciale esperienza.

 

Nella primavera del 1924 visitò gli USA accompagnato da allievi esperti, per dare dimostrazioni pubbliche delle sue danze sacre: la loro influenza su noti intellettuali fu vasta. Le danze si espressero nettamente anche al giovane inglese Stanley Nott (1887-1978)che aveva un più semplice bagaglio culturale, che aveva viaggiato il mondo lavorando duro in molti commerci e i cui sentimenti erano stati snervati dalla sofferenza nelle trincee. “Qui”, scrisse Nott, “c’è quello che andai a cercare alle estremità della terra”. La sua fedeltà a Gurdjieff  si dimostrò a lunga vita e senza divisioni. Passò molte estati al Prieuré e in Teachings of Gurdjieff *(titolo in italiano: Insegnamenti di Gurdjieff) trasmette sia l’esperienza interiore che quella esteriore con vigore boswelliano. Egli incarna appieno il penetrante (anche se non definitivo) commento sul libro di Gurdjieff  Belzebub ( titolo italiano: Racconti di Belzebù al suo piccolo nipote) del suo amico A. R. Orage.

 

Nel decennio 1925-1935 Gurdjieff si dedicò ai suoi scritti, portati a termine nelle distraenti condizioni del Caffè de la Paix. Qui, nella nella primavera del 1932, avvenne l’incontro con l’autrice americana Kathryn Hulme (1900-1981), che più tardi coglierà il successo col romanzo The Nun’s Story* (titolo italiano: Storia di una suora)e che bramò di diventare la sua allieva personale, ma circa quattro anni passarono prima che la sua persistenza fosse ricompensata. La sua autobiografia, Undiscovered Country ( paese sconosciuto), rievoca con richezza di dettagli la sua esperienza in un gruppo di quattro donne (tutte sofisticate, legate all’avanguardia e “single” - e alcune apertamente lesbiche) che s’incontravano quotidianamente nell’appartamento di Gurdjieff in Rue Labie. Lo stile è stucchevole nei momenti peggiori: vibrante nei migliori. L’umanità e la capacità di Gurdjieff di lavorare con diversi tipi sono vividamente descritte, così come il coinvolgimento emotivo del gruppo, sia reciproco sia nei confronti dell’insegnante. Chiamarono il piccolo gruppo “La corda” nell’intento di non dimenticare la mutua dipendenza nell’ascesa.

 

Esortato a lasciare Parigi, prima dell’arrivo dei tedeschi nel 1940, Gurdjieff scelse di restare nel modesto appartamento al n° 6 di Rue des Colonels-Rénard. Nonostante fosse già avanti nei suoi settant’anni, non risparmiava energie dando consigli individuali, insegnando nuove serie di Danze o Movimenti alla sala Pleyel e in qualche modo mantenendo in rari momenti, la patriarcale ospitalità delle sue insolenti feste. L’interesse francese per Gurdjieff - fino ad allora debole - ora germogliava, attraendo molti intellettuali, tra di loro René Zuber, regista cinematografico (1902-1979).  Il suo volumetto Who Are You Monsieur Gurdjieff ? * (titolo italiano: “Monsieur Gurdjieff ma lei chi è ?”) è una calma e meticolosa meditazione: confrontatosi con l’enigma di Gurdjieff e profondamente interessato a situarlo in relazione al cristianesimo, Zuber viene ripetutamente portato a porre se stesso in discussione.

 

Quindici mesi prima della morte di Gurdjieff, J.G. Bennett (1897-1974), che lo aveva brevemente incontrato negli anni venti, stabilì un più serio - sebbene necessariamente intermittente - contatto con lui. Elizabeth Mayall (1918-1991), che doveva più tardi diventare moglie di Bennett, dal gennaio 1949 potè vivere a Parigi e condividere più pienamente il mondo unico di Rue des Colonels-Rénard. Qui, alle ultime cene di Gurdjieff, il suo misterioso rituale del “Brindisi agli Idioti” servì da veicolo a un insegnamento finale intensamente individuale. Idiots in Paris * (titolo italiano “Idioti a Parigi”), diari dei Bennett senza un edizione critica, catturano con quasi dolorosa onestà ed immediatezza gli ultimi cento giorni della vita di Gurdjieff e l’intensa lotta degli allievi per la comprensione. Gurdjieff morì a Neuilly il 29 ottobre 1949.

 

[… continua]

 

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