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Lo zen e l'occidente (Taisen Deshimaru)

Un'intervista al famosissimo maestro zen.

Perché lei è venuto in Francia?

Amo molto la Francia, l’Europa, e così sono venuto. Sono venuto per insegnare l’autentico Zen agli europei, che ne
hanno una conoscenza distorta, libresca. Il mio Maestro, Kodo Sawaki, mi disse: « E’ necessario andare in Europa.
Bodhidharma portò le Zen indiano in Cina, Dogen lo trasmise dalla Cina al Giappone e ora dal Giappone deve
diffondersi in Europa. E’ decisivo che ciò avvenga ».Se la terra si estenua, il grano non può crescere. Ma se la
terra si rinnova, il grano cresce rigoglioso. L’Europa è una terra vergine per lo Zen, e io spero che il suo grano
possa attecchirvi e fiorire.

Le culture indiane, cinesi e giapponesi hanno influenzato lo Zen. Ritiene che nella nostra cultura vi siano
elementi in grado a loro volta di influenzarlo?

E’ ormai da più di dieci anni che ho portato lo Zen in Europa. Attualmente la civiltà europea è estenuata, e quando
una civiltà si estenua solo lo Zen può ridonarle una potenza vitale. Accadde così anche in Cina: la cultura
intellettuale si era sviluppata in modo eccessivo, e fu lo Zen a vivificarla. In Giappone, ai tempi di Dogen, il
Buddhismo tradizionale si era chiuso in un totale esoterismo. I giapponesi erano estenuati perché si servivano
troppo dell’immaginazione e dell’intelletto. Dogen restituì, con lo Zen, l’equilibrio al loro spirito. La spiritualità e
l’immaginazione non bastano: anche la pratica è necessaria.
Praticare la meditazione, lo zazen, è facile, ma anche difficile. La posizione è semplice, e però comporta delle
difficoltà e richiede la più alta maestria.
Oggi in Europa, in tutto l’occidente scientifico, la civiltà è in decadenza. Se gli occidentali praticheranno la
meditazione, la loro civiltà tornerà forte. Io lo credo fermamente.
Gli occidentali hanno una grande intelligenza. Praticando la meditazione diverranno più attivi e più equilibrati. E la
civiltà europea continuerà ad essere potente nei secoli a venire.

Ma la meditazione non è evasione dall’economia, dal sociale, dal mondo?

No. Non lo credo. Il neonato è attratto dal seno della madre. L’adolescente è affascinato dalla sessualità. Il denaro
e il possesso materiale attirano gli adulti. E infine vengono gli onori.
Ma se l’essere umano scopre che tutto questo non dona la felicità a cui aspira e si rivolge alla spiritualità, non si
tratta di evasione, bensì di una prova di realismo, di evoluzione. Solo l’essere umano può accedere al mondo dello
spirito.
lo non ho mai negato l’importanza del lavoro e della vita quotidiana. Ogni uomo deve guadagnarsi da vivere.« Qui e
ora »: è importante. La meditazione deve essere il sostegno della vita quotidiana, e attraverso la meditazione tutta
la nostra vita diviene Zen, diviene vita spirituale.
Ma cos’è la vita spirituale? E’ conoscere se stessi. Tutti i grandi uomini l’hanno detto, tutti hanno compreso questa
verità: « lo sono il Nulla assoluto ».
Solo comprendendo che l’« io » è interdipendenza, che è il risultato delle influenze del nostro ambiente, che in tutto
questo non c’è posto per il « me », che tutta la nostra vita è priva di noumeno, solo così potremo aprirci alle
dimensioni del cosmo, solo così potremo accogliere la sua energia e potremo creare.
Aprite le mani, e riceverete tutto, anche i beni materiali. Non abbiate paura: tutto questo è l’illuminazione, è il
Satori.

Qual è la situazione del mondo in rapporto all’evoluzione umana?

Vi sono cose che non si sviluppano, che si involvono. questo, un grande problema di civiltà. Alcuni pensano chela
civiltà favorisca il progresso, altri ritengono che sia il progresso a sviluppare la civiltà. Chi ha ragione? L’uomo si
evolve o si involve?
Se il cervello centrale, l’ipotalamo, si indebolisce, questa non è un’evoluzione. E cervello interno si indebolisce,
quello esterno si rafforza. Ma l’armonia, l’equilibrio tra loro è indispensabile. Solo quando il cervello interno e
l’ipotalamo si rafforzano armonicamente, si ha vera evoluzione. E’ per questo che la meditazione è così importante.
lo parlo sempre di equilibrio. Se non esiste equilibrio tra il cervello interno, primitivo, e il cervello esterno,
intellettuale, si determina una situazione di debolezza. Com’è possibile armonizzarli? Si pone qui il problema
dell’educazione dell’uomo.

Cosa pensa dell’educazione dei fanciulli?

E’ un problema arduo e decisivo. Educare è come far volare un aquilone: talvolta bisogna tirare il filo, talvolta
bisogna allentarlo. Se lo si tira troppo, o troppo poco, l’aquilone cade.
I bambini moderni sono viziati, in pericolo. Nell’educare è necessario trovare un equilibrio tra severità e gentilezza.
Se la madre possiede una tale forza, la trasmetterà al figlio. L’educazione della madre è decisiva. Se la madre
sbaglia, il figlio sbaglia. Anche l’onestà è necessaria: il bambino deve poter vedere nell’animo della madre. Se la
madre sbaglia, deve chiedere scusa al figlio.

Perché siamo imperfetti? Eravamo forse perfetti, un tempo, e dobbiamo ridiventarlo?

E’ il problema della civiltà. La civiltà antica era più perfetta di quella moderna? E’ un falso problema, perché non ha risposta.
Originariamente, il cervello interno era particolarmente sviluppato, e la civiltà ha portato alla sua involuzione. Più il cervello esterno cresce, più si atrofizza quello interno. E così nascono squilibri, malattie mentali, nevrosi, follia, come accadde a Nietzsche e a molti altri filosofi. L’educazione moderna si rivolge unicamente al cervello esterno. Come possiamo ridar forza al cervello interno?
Ho visitato le grotte di Lascaux e di Tassiffi. In epoca remota degli uomini, in queste grotte, fecero dei disegni. Sono opere belle e delicate, e io le preferisco a quelle di Picasso. L’evoluzione dell’uomo è un problema enorme. L’intelligenza si è grandemente sviluppata dal Medioevo ad oggi, ma che ne è stato della saggezza? Si può parlare di evoluzione nell’epoca attuale? I muscoli si indeboliscono, il cervello si indebolisce.
L’Occidente deve ritornare forte. Non ha la stessa religione dell’Asia e dell’Africa, ma io auspico una fusione. Gli africani sono combattivi. E’ la caratteristica del deserto. La loro religione è forte. I musulmani si battono e si organizzano. Gli asiatici sono più calmi. Dipende dall’influenza del monsone, che devasta tutto: la pazienza è necessaria. Il Buddha non voleva la guerra. Amava la pace. E il Buddhismo si è sviluppato e ha influenzato tutta l’Asia.
Ma come giungere a una vera pace tra gli uomini? I problemi economici e quelli politici ci influenzano. Dobbiamo accogliere gli influssi benefici e rifiutare quelli malefici. Lo sforzo che dobbiamo fare è decisivo, è uno sforzo nuovo. E’ un nuovo stile di sforzo. Gli europei non si sforzano abbastanza. Si stancano subito. Proprio per questo la pratica della meditazione è per loro così importante. La meditazione rende forti. Se siete forti, nasce in voi il desiderio di diffondere la vostra forza. Ma se la rivolgete al male, essa si trasforma in aggressività, e questo è funesto .All’aggressività bisogna opporre la saggezza. Bisogna praticare la saggezza, rivolgere la forza verso il bene. Bisogna creare un equilibrio. Non si può agire come belve, ma non si può neppure agire come esseri puramente spirituali, come fantasmi. L’equilibrio è decisivo, va nel senso dell’evoluzione.

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