Bologna-Fiorentina 1-1: commento

Deludente pareggio dei Viola nell'esordio in campionato. Unica gioia, il ritorno al gol di Mutu.

L'esultanza di Mutu a BolognaInizia il campionato, con un pareggio che francamente ha offerto più ombre che luci, e confermato, anche se non ce n’era bisogno, quei limiti che a quanto pare la società non ha nessuna intenzione di colmare.

I Viola partono con discreto piglio a Bologna, convinti e aggressivi. E’ però Osvaldo ad avere la prima occasione, con pronta risposta di Frey. Un minuto dopo bell’assist di Jovetic (in campo a sorpresa al posto di Mutu) e giocata a botta sicura di Gilardino: grande parata (doppia) di Viviano.

Al 23° angolo per il Bologna, la difesa Viola mette in scena la sagra delle belle statuine, e Osvaldo, proprio lui, insacca con irrisoria facilità l’1-0. Della Valle, in tribuna, guarda. Gli sarà per caso venuto in mente di tirare fuori i soldi per comprare qualche rinforzo?

Per tutto il resto del primo tempo la Fiorentina fatica, appare via via sempre più spenta, e crea molto poco.

Nella ripresa subito dentro Mutu, al posto di uno Jovetic insufficiente. I primi minuti non cambiano il copione, i Viola si imbutano per vie centrali e non sfondano, Marchionni si vede troppo poco, Montolivo dorme come sempre, non arriva nemmeno un cross decente, Gila si sbatte nel deserto. Al 19°, per grazia divina, il Fenomeno torna a farci gioire, e azzecca un gran bel tiro dal limite che buca la porta avversaria. Mutu alza il pugno al cielo, sfoga un po’ di rabbia, e noi con lui. Bentornato, Adrian.

Negli ultimi 25 minuti la Fiorentina non fa più di tanto per vincere la partita, a parte un bel tiro di Jorgensen (appena entrato) che la difesa del Bologna salva sulla linea. Dall’altra parte, Gamberini toglie dai piedi di Osvaldo il possibile 2-1. La stanchezza si fa sentire, la lucidità si sgretola. Finisce così, un pareggio deludente, nel quale l’unico dato davvero positivo è il ritorno al gol di Mutu, campione di cui abbiamo terribilmente bisogno, alla faccia di chi ha ancora il coraggio di criticarlo o di chiederne la cessione.

C’è comunque molto da migliorare, nella condizione, nella convinzione, negli schemi, e soprattutto, nella rosa… ma da questo punto di vista, ormai non ci crediamo più.

Fonte [foto Poli & Galassi]

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