Fiorentina-Roma 0-1: commento

Una Fiorentina splendida, che domina tutta la partita... E finisce sconfitta. Una beffa incredibile.

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Dopo una partita così, francamente, il sottoscritto fa davvero fatica a comporre un commento razionale. E’ talmente tanta la delusione, il senso di beffa, l’incredulità per ciò che è accaduto, che vien solo voglia di spegnere il pc e andare a dormire, sperando di risvegliarsi domani e realizzare che sia stato solo un brutto incubo. Ma invece, è accaduto realmente.

Questa sera la Fiorentina ha giocato una partita splendida, strepitosa. E’ risorta dopo le opache prestazioni degli ultimi tempi, ha proposto un gioco entusiasmante, creato mille palle gol, e ha letteralmente dominato dal primo all’ultimo minuto una Roma che era reduce da 7 vittorie consecutive tra campionato e coppe. Eppure, non solo non è arrivata la vittoria, ma dobbiamo anche digerire una sconfitta incredibile.

Un Montolivo monumentale, un Vargas di nuovo ira di Dio, uno Jovetic ispirato, una difesa finalmente attenta e concentrata, eppure, zero punti. Un gol di Vargas ingiustamente annullato per un fuorigioco inesistente (ennesimo torto clamoroso subito quest’anno dai Viola), un’altra splendida girata al volo del peruviano con grande parata di Julio Sergio (che si ripete pochi secondi dopo sulla conclusione da fuori di Pasqual), un bel tiro di Jovetic ancora respinto dal portiere, un favoloso contropiede orchestrato da Montolivo e concluso con uno sciagurato tiro sbagliato da De Silvestri davanti alla porta, un’altra clamorosa occasione sciupata da Gilardino, un’infinità di ulteriori azioni d’attacco.

Dominio assoluto, dall’inizio alla fine. Spettacolo puro. La più bella Fiorentina di tutto il campionato. Ma niente gol (a parte quello regolare di Vargas), e poi, a otto minuti dalla fine, da un calcio d’angolo, la rete di Vucinic, al primo e unico tiro in porta dei giallorossi.

L’immagine che riassume la serata, è quella finale, con Montolivo, stremato e distrutto, a terra in mezzo al campo. Incredulo, come tutti noi. La corsa per il quarto posto, a oggi, è conclusa. L’amarezza, invece, è immensa e indescrivibile.

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