
L’abbiamo già accennato nel precedente post, e qui lo ribadiamo: questa di Napoli è la vittoria più bella ottenuta dai Viola nell’intero campionato 2009-10. Per tutta una serie di motivi.
La Fiorentina è scesa al San Paolo senza Gamberini, Mutu, Vargas, Natali e Marchionni, e con Montolivo e Zanetti in panchina. Una squadra a dir poco rabberciata. Era stanca fisicamente dopo la partita di martedi, e soprattutto distrutta nel morale dopo essere stata ignobilmente sbattuta fuori dalla Champions per volere del Palazzo e non per effettivi (de)meriti sportivi. Arrivava da un bilancio recente in campionato terrificante (una vittoria, due pareggi e sette sconfitte nelle ultime 10 partite). Aveva sempre perso negli ultimi anni al San Paolo, e su quel campo, quest’anno, nessuno aveva mai vinto. Come se non bastasse, era in svantaggio fino a mezz’ora dalla fine.
Mettendo insieme tutte queste considerazioni, pensare che sia finita 1-3 sembra fantacalcio. Non ci si crede. Eppure, è accaduto. I Viola hanno dimostrato orgoglio, dignità, voglia di non mollare, grinta, e attaccamento alla maglia. Queste erano proprio le uniche cose che a questo punto ancora chiedevamo, e ci hanno accontentato, splendidamente. Hanno trovato la forza per reagire, nonostante tutte le recenti disfatte e tutti gli incredibili furti subiti in campionato e in Champions, e grazie anche alle scelte azzeccate da Prandelli in corso d’opera, hanno portato a casa un successo che forse non servirà a riaprire chissà quali discorsi per la classifica, ma che, perlomeno, per il morale, è di straordinaria importanza.
La vittoria del cuore, il Cuore Viola, ferito e straziato da mille pugnalate, ma ancora vivo e pulsante. Grazie ragazzi.
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Alessio Gradogna








