
Come si fa a ripartire, cancellando dalla testa e dalle gambe un’eliminazione che brucia più dei carboni ardenti? Come si fa a ritrovare voglia e concentrazione, e a dedicarsi con impegno a ciò che resta di un campionato che ormai in termini di classifica non ha quasi più nulla da dire? Come si fa a credere ancora in questo progetto, quando ormai tutti danno già per scontato l’addio di Prandelli, e nè lui nè la società fanno granchè per zittire i giornali, nonostante le parole rassicuranti di ieri di Corvino, che peraltro sono sembrate solo frasi di facciata?
Già, come si fa?
Eppure bisogna tentare di sopravvivere, in un modo o nell’altro. Sabato sera i Viola andranno a Napoli, in un campo difficilissimo, in cui svariate “big” in questi ultimi due anni hanno lasciato le penne. Un Napoli in semi-crisi, che segna poco, non vince da sei partite e sta scivolando via dalla zona Champions, ma comunque sempre temibilissimo in casa propria.
La Fiorentina arriverà a questa sfida distrutta nel morale, probabilmente stanca nel fisico, e per di più, tanto per cambiare, in una situazione di emergenza: dovrebbero infatti mancare Vargas, Natali e Marchionni, tutti con problemi fisici.
In tutta sincerità, assommando queste situazioni, è difficile pensare di poter uscire dal San Paolo con qualche punto in tasca. Ma bisogna, almeno, provarci, con orgoglio e professionalità.
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Alessio Gradogna








