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Fiorentina-Inter 2-2: commento

Bellissima partita al Franchi. Viola in vantaggio, poi sotto, poi ancora in piedi. Alla faccia del presunto "biscotto".

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Da questa serata si può uscire con due stati d’animo decisamente opposti: da una parte il rimpianto, per quei due contropiedi sprecati nel secondo tempo, e per un’altra occasione tutto sommato persa in un campionato in cui di possibilità mancate già ne avevamo avute a tonnellate; dall’altra parte, però, si può anche e solo essere orgogliosi, per la grinta, la sportività, l’impegno, il cuore che i ragazzi di Prandelli hanno messo in campo.

Noi qua propendiamo per la seconda opzione. Alla faccia di tutti quelli che parlavano di “biscotto”… Proprio quelli che ora rischiano di vincere lo scudetto, e che dovrebbero solo ringraziare la Fiorentina, e chiederle scusa per averne messo in dubbio l’onestà. Ma ovviamente non lo faranno, figurarsi.

Si parte. In campo c’è Keirrison e non Gilardino. Una decisione di Prandelli assolutamente inedita e sorprendente. L’inizio è tutto dell’Inter, che fa davvero paura. Dopo due minuti difficile parata di Frey, poi un clamoroso palo di Milito a due metri dalla porta, poi ancora Frey. Si preannuncia una serata assai buia, ma il calcio a volte sa ribaltare ogni previsione, ed ecco che Montolivo scende imperiosamente in mezzo al campo, serve una gran palla per Comotto che a sua volta mette dentro un perfetto assist per Keirrison. Proprio lui, il brasiliano finora rimasto nell’ombra, insacca l’1-0 e libera tutta la sua gioia.

L’Inter sembra quasi traumatizzata dal colpo subito, anche perchè si trova di fronte una grande Fiorentina, che aggredisce e pressa in ogni zona del campo, giocando con splendida grinta. Per tutto il resto del primo tempo i nerazzurri attaccano con poco costrutto, e i Viola provano a far male sulle ripartenze, ribattendo colpo su colpo. Al fischio finale, solo applausi.

L’inizio del secondo tempo ricalca il primo. La Fiorentina tiene, con determinazione e agonismo, compatta e decisa, e va anche vicina al gol con Jovetic. Ha però una grave colpa, quella di sprecare due clamorosi contropiedi, soprattutto il secondo, tre contro due con De Silvestri (appena entrato in campo) che vola sulla fascia come una lepre ma ci mette troppo a servire Jovetic liberissimo in area.

Chi sbaglia paga, si sa. I Viola sembrano ancora tenere, ma a un quarto d’ora dalla fine l’Inter trova il varco giusto sulla destra e Milito brucia i centrali mettendo a segno l’1-1. Una brutta botta, che diventa una mazzata enorme, quando cinque minuti dopo, ancora dalla destra, Snejider mette in mezzo una gran palla che Eto’o trasforma nell’1-2.

Cinque minuti da incubo, che avrebbero messo in ginocchio chiunque. Ma non la Fiorentina di questa sera, che con grande cuore non demorde, e trova il meritatissimo pareggio: calcio d’angolo, rimpallo sul ginocchio di Bolatti, e Kroldrup, un po’ come fece a Monaco, si fa trovare al posto giusto e ribadisce in rete.

Finisce così. Una partita tesissima, emozionante e bellissima. Prandelli ha rischiato tutto, ma ha avuto ragione. Chi gridava al biscotto dovrebbe vergognarsi.

Il pareggio serve a poco o nulla per la classifica, ma stasera, per l’ennesima volta, siamo orgogliosi di tifare Viola.

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