
Finalmente un sorriso. Vittoria doveva essere, e vittoria è stata, anche se con tanta paura. La Fiorentina stasera ha giocato una partita tutt’altro che trascendentale, ma ha messo in campo il cuore, e nonostante i timori, meritatamente, ha vinto. La crisi non è finita, ci vuole la continuità che finora non c’è mai stata, ma questa serata era fondamentale, e per fortuna è finita bene.
I Viola cercano di fare la partita, ma puntano anche molto sulla solidità difensiva. Memori delle recenti batoste subite, gli uomini di Mihajlovic cercano di rischiare il meno possibile, contro un Bari peraltro remissivo e ben poco guizzante. Non si vede molto spettacolo, e le occasioni latitano: nella prima mezz’ora si contano soltanto un colpo di testa di Pasqual a lato, e un tiro ravvicinato di Marchionni sventato da Gillet. A sbloccare la situazione, e far esplodere il Franchi, ci pensa l’uomo forse meno atteso, Marco Donadel, che azzecca una gran conclusione vincente da fuori area, e regala ossigeno a tutto l’ambiente. Da lì in poi la Fiorentina gioca con un po’ di scioltezza, e gestisce la pur lieve reazione del Bari.
Il secondo tempo per certi versi sembra ripetere quello di Genova: i Viola pensano quasi esclusivamente a difendere, e non creano più nulla. Stavolta, però, niente follie o inaccettabili cali di tensione: la difesa regge con ordine, grazie allo spirito di sacrificio di tutti, e Frey non è mai impegnato. I minuti scorrono, e dopo la mezz’ora Ljajic trova una grande azione personale, sulla cui ribattuta del portiere Gilardino insacca il 2-0, liberando ancora di più la gioia dei tifosi. La sofferenza, però, è sempre dietro l’angolo, e al 91° Kroldrup si addormenta su un calcio d’angolo lasciando segnare Parisi; 2-1. Il timore che si avveri un altro incubo serpeggia, ma il fischio finale è dietro l’angolo, e Gila fa anche in tempo a mangiarsi il 3-1. Finisce così, e finalmente possiamo sfogarci un po’, lasciando quell’indecoroso ultimo posto in classifica, e sperando di non rivederlo più per tanto e tanto tempo.

Alessio Gradogna








