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Milan-Fiorentina 1-0: commento

I Viola fanno una discreta figura a San Siro, ma escono sconfitti per una magia di Ibrahimovic.

fiorentina giglio

Diciamoci la verità: eravamo già rassegnati in partenza. In queste condizioni precarie, con tutti gli assenti accatastati uno sull’altro, e la scarsa qualità di gioco vista quest’anno, le speranze di uscire da San Siro con un risultato positivo erano prossime allo zero. E infatti. Sconfitta era ovvio che fosse, sconfitta è stata.

In realtà, poi, di motivi per consolarsi ce ne sarebbero parecchi. I Viola non hanno fatto la figura della vittima sacrificale, come si temeva, e anzi, per lunghi tratti se la sono giocata alla pari con il Milan. La condanna è arrivata per una magia di Ibrahimovic, e Abbiati è stato forse il migliore in campo. Si esce dunque a testa alta, ed è già qualcosa. La sostanza, però, è impietosa: sesta sconfitta su tredici partite.

Pronti via, e dopo quaranta secondi Boruc deve già impegnarsi in una parata non semplice sul tiro da fuori di Bonera. Per i primi 25 minuti, comunque, incredibile ma vero, c’è più Fiorentina che Milan. I gigliati tengono bene il campo, si difendono con ordine e provano a ripartire. Arrivano anche tre occasioni da gol: una punizione di D’Agostino, un colpo di testa di Kroldrup da calcio d’angolo (in entrambi i casi bravissimo Abbiati) e una buona chance sottorete sprecata da Ljajic. Dall’altra parte un paio di buoni interventi di Boruc.
Dalla mezz’ora in poi il Milan inizia a crescere, e a chiudere la Fiorentina nella sua area. Gli uomini di Mihajlovic reggono l’urto, ma all’ultimo minuto vanno sotto, esattamente come accaduto a Roma: sbagliano i tempi di intervento Natali e Comotto, e Ibra si inventa un gol da fuoriclasse.
A inizio ripresa i Viola appaiono piuttosto sfiduciati, e non riescono più a tenere il pallone. Il Milan gestisce il vantaggio senza troppe difficoltà, e Flamini e Nesta vanno vicini al raddoppio. Dall’altra parte ci sarebbe un rigore su Cerci, ma l’arbitro lascia correre (a dire il vero ce ne sarebbe poi uno netto anche per il Milan). I minuti passano, Gila prova a inventare qualcosa, ma la Fiorentina, ed è una costante di tutta la stagione, fa una gran fatica a essere concreta là davanti. La grande occasione arriva comunque, a sette minuti dalla fine, dopo una grande azione dello stesso Gilardino: Ljajic conclude quasi a botta sicura, ma Abbiati è ancora decisivo.
C’è tempo ancora per un inutile espulsione rimediata da Kroldrup all’ultimo secondo, e la contesa finisce. Si esce dal campo a testa alta, ma con un’altra sconfitta sul groppone, e qualche rimpianto da digerire.