
A Firenze la situazione non è tranquilla. La dirigenza fa finta di niente, e continua a professare ottimismo e fiducia, ma i tifosi sono stanchi di vedere la propria squadra fare brutte figure, di sentire un allenatore che professa propositi battaglieri poi puntualmente affossati durante i novanta minuti, e di vedere una società che fa un errore dietro l’altro, non spende più come un tempo e poco per volta si sta autoridimensionando.
Bisogna stare calmi, e non estremizzare ulteriormente le cose, questo è chiaro. Protestare è lecito e sacrosanto, ma se si riesce, è meglio farlo con ironia, dote di cui i fiorentini dispongono a piene mani.
In questo senso vanno letti gli striscioni esposti negli ultimi giorni all’Artemio Franchi, da “C’è poco da festeggiare, e di morto da spendere”, a “Unnera colpa di Prandelli?”, passando per “Comprate Gabriel Omar Plusvalenza”.
Il popolo Viola è arrabbiato, e pretende rispetto e massimo impegno, sia da parte dei giocatori che della società. Com’è giusto che sia.

Alessio Gradogna








