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Fiorentina-Brescia 3-2: commento

Pomeriggio da infarto al Franchi. I Viola vanno sotto 0-2, ma nel finale trovano la clamorosa rimonta.

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All’inferno e ritorno. Cronaca di un pomeriggio pazzesco, che i tifosi Viola difficilmente dimenticheranno.

Dal buio alla luce. Dal naufragio all’arcobaleno. La Fiorentina gioca l’ennesima partita inguardabile, va sotto di due gol con il Brescia, vede materializzarsi un incredibile incubo chiamato serie B, e poi, grazie anche alle insicurezze del portiere avversario, trova una rimonta clamorosa e insperata. La situazione resta a dir poco complicata, ma questi tre punti valgono davvero oro.

I primi minuti sembrano presupporre una pomeriggio ben diverso da quello di Bologna. La Fiorentina pare viva e reattiva, e mette sotto il Brescia. Come altre volte, però, l’illusione dura poco. La “carica agonistica” dei Viola dura sì e no un quarto d’ora, senza portare frutti concreti, e poi si spegne un po’ alla volta. Il Brescia trova coraggio, riequilibra il suo assetto, e poi va perfino in vantaggio, con un bel tiro dalla destra di Diamanti, deviato da Pasqual. Eccoci qua. Benvenuti nell’incubo.
La reazione, tanto per cambiare, non c’è. La Fiorentina come altre volte va in bambola, e il pubblico inizia giustamente a fischiare. Si torna a sprofondare nel solito spettacolo indegno già visto tante volte quest’anno. Figuarsi cosa può accadere quando, negli ultimi secondi della frazione, Cordova imbrocca una punizione sulla quale Boruc si traveste da bella statuina. 0-2. Non ci si crede. Fine del primo tempo. Contestazione forte e sacrosanta del pubblico. Alcuni addirittura abbandonano lo stadio e se ne vanno a casa. La Fiorentina è a +2 dalla zona retrocessione.

Nella ripresa si sogna una rimonta miracolosa, ma sembra non sia affatto aria. I Viola, senza far vedere chissà quale furore, comunque ci provano, e collezionano qualche discreta occasione: la palla però non vuole entrare. Quando ormai ogni speranza sembra affossata una volta per tutte, Gilardino, con la collaborazione di Sereni, mette dentro l’1-2. Si torna a respirare, un pochino. Ma il tempo passa, e il pareggio non arriva. Ci vorrebbe un colpo di fortuna, oppure un talismano… magari un talismano argentino chiamato Santana: e infatti è proprio lui a raccogliere una corta respinta di Sereni, e insaccare il 2-2 a cinque minuti dalla fine. Sospirone di sollievo.
Pensare anche alla vittoria? No, è chiedere troppo. Le favole, però, qualche volta diventano realtà, ed ecco che due minuti dopo Ljajic, che si era mangiato un gol (l’ennesimo) poco prima, trova la palla giusta, vede finalmente la porta, e di destro gonfia la porta avversaria. 3-2. Roba da infarto. Sfoghiamo un po’ di rabbia, e scacciamo la paura.

I problemi restano. Questa squadra è totalmente allo sbando, senza gioco, con uomini che camminano per il campo, un allenatore inerme le cui parole arrembanti in conferenza stampa non trovano mai riscontro sul campo, e una società a dir poco in stato confusionale.

In un modo o nell’altro, però, siamo usciti dall’incubo. Per adesso. E’ la giornata della svolta? Mah, chi lo sa… staremo a vedere.