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Parma-Fiorentina 1-1 commento

I Viola raccattano un punto a Parma dopo un'altra prestazione triste, scialba e mediocre.

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Un quarto d’ora discreto, un gol subito per un’invenzione del centravanti avversario… e poi il nulla eterno. Questa la sintesi della partita disputata dalla Fiorentina ieri a Parma. L’ennesima prova triste e squallida di una squadra che proprio non riesce a trovare una minima quadratura del cerchio, soprattutto per colpa delle scriteriate e incomprensibili scelte del peggior allenatore visto sulla panchina Viola da decenni a questa parte.

Un allenatore che se avesse un minimo di coscienza si dimetterebbe, e invece per nostra disgrazia continua spavaldo ad “andare avanti per la sua strada”, come ama ripetere fino alla nausea in ogni intervista. Un allenatore che sarebbe già stato da tempo esonerato da qualsiasi altra dirigenza, e invece qui rimane ben del saldo sul suo trono. Un allenatore che mette in campo i giocatori in posizioni assurde, tiene dentro per 90 minuti il suo adorato e inutile Cerci, lascia in panchina Montolivo, non fa entrare un attaccante che possa dare una mano al povero Gilardino neanche sotto tortura, cerca di raccattare il pareggio quando dovrebbe provare a vincere, e fa entrare Mutu a dieci minuti dalla fine invece di farlo mezz’ora prima.

Così, in questo allucinante marasma, la Fiorentina porta a casa un punticino, frutto di un po’ di fortuna, di un rigore non proprio netto, e di un paio di gol divorati dai generosi attaccanti del Parma. Lui, però, è contento e soddisfatto così. Va avanti per la sua strada, e noi con lui, per forza di cose, sempre più scoraggiati e depressi, in un’umiliante agonia senza fine.