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Rimborsi ai collaboratori

I collaboratori hanno quasi sempre diritto ad un rimborso e non lo domandano mai

Per i collaboratori è l’ora dei rimborsi.
Poche cose accomunano gli italiani come le lamentele verso il Fisco, eppure ci sono contribuenti, che oltre a pagare le normali imposte, donano alle casse dell’Erario una parte dei loro guadagni. Quello che rende dei comuni cittadini dei benefattori inconsapevoli, è l’ignoranza dei propri diritti che finisce per costare loro fino al 15% del reddito lordo. Il fenomeno è più diffuso i quanto non si pensi, infatti ogni anno si comportano in questo modo circa mezzo milione di persone, in larga parte giovani, che lavorano nella forma di collaborazione coordinata e continuativa; ma anche stagionali e lavoratori a tempo determinato.
L’esempio più eclatante riguarda comunque i collaboratori sotto i 10 milioni, che, in pratica, non presentano mai la dichiarazione dei redditi e, di conseguenza non si vedono mai riconoscere deduzioni e detrazioni, né, tanto meno rimborsi.
Ma a cosa rinunciano questi cittadini non facendo la dichiarazione?
Per esempio, un collaboratore che abbia ricevuto compensi per 4,5 milioni quest’anno avrebbe diritto ad un rimborso di 449.000 lire, da incassare a luglio, ma non presentando l’Unico o il 730, non riceverà nulla. E’ vano infatti sperare che l’Erario decida di restituire il “maltolto”:questo denaro è infatti costituito dalle tasse in eccedenza che sono state trattenute dai compensi, e che è sacrosanto diritto del cittadino vedersi sostituire.
Quest’anno la restituzione è resa più sostanziosa da una nuova detrazione di lire 300.000 fino ai 9,1 milioni che porta alle situazioni esemplificate sotto.
A questo punto l’ovvia domanda: come ottenere i rimborsi di spettanza?
La cosa è piuttosto semplice: basta prendere la dichiarazione dei compensi versati che il committente (il datore di lavoro, per intenderci) vi ha spedito tra gennaio e marzo, e copiarne in contenuto negli appositi spazi del modello 730. Poi basterà portarlo ad un CAF, ed attendere che arrivi luglio.
Il servizio è gratuito, (o meglio lo Stato paga i CAF 25.000 lire a dichiarazione), ma se il modello non sarà compilato vi provvederanno loro facendovi pagare dalle 60 alle 100.000 lire.
Considerando che nel 730 basta riportare i dati, senza fare alcun calcolo, tanto vale compilarlo da sé.

Il modello 730 si può trovare:
- gratuitamente: uffici comunali, uffici delle entrate
- a pagamento: tabaccherie e negozi di articoli per ufficio

Si presenta al CAF:
- gratuitamente, se lo si è già compilato
- a pagamento in caso contrario

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