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Shopping all'estero e contrabbando

Quando si viaggiaall'estero si comprano spesso liquori e tabacchi. Ecco le regole da rispettare dettate dal Ministero.

Dal 1993 I territori degli stati membri della UE costituiscono uno spazio doganale unico, all’interno del quale possono circolare quasi liberamente persone e merci. Il “quasi” è dovuto alla presenza di dazi doganali e limitazioni quantitative su di alcuni prodotti, che rischiano di trasformare, almeno teoricamente, molti cittadini in “contrabbandieri” in senso tecnico.
Vediamo dunque che cosa dicono le norme: è concessa esenzione dai dazi doganali per oggetti ed i generi di consumo che i viaggiatori portino con sè, a condizione che si tratti di importazioni prive di valore commerciale o il cui valore non superi i 175 Euro (meno di trecentomilalire), o 90 euro per i minori di anni 15.
Per talune categorie di beni, l’esenzione è subordianata non ad un valore preciso, ma ad una quantità. Essi sono alcolici, tabacchi profumi tè e caffè. La franchigia vale però per una sola categoria di beni, cioè chi ritorni dalla Francia, ad esempio, qualora abbia acquistato 1 bottiglia di champagne ed una scatola di sigari, dovrà dichiararli alla dogana ed in più i minori di 18 anni non godranno della franchigia per alcolici e tabacchi, ed i minori di anni 15 neppure per tè o caffè.
Il superamento di detti limiti porterà all’obbligo della denuncia e del pagamento delle relative tasse, poichè si presume l’importazione a scopo commerciale.
In mancanza scatteranno le sanzioni da 2 a 10 volte i diritti evasi e l’eventuale imputazione per contrabbando.
Il lato comico di tutto questo è che il tè in scatola di latta, del valore di un paio d’euro, supera il limite consentito dalla legge (100 gr) ed andrebbe dunque dichiarato all’atto del passaggio della frontiera.

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