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La rassegna stampa del 26 novembre

Come calcolare il secondo acconto Irpef di Novembre.

Il Gazzettino - Lunedì, 26 Novembre 2001

FISCO Entro il 30 novembre molti contribuenti dovranno corrispondere l’acconto sui redditi del 2001
Per l’Irpef si passa alla cassa
Nei versamenti si utilizza il modello F24 con il codice 4034 per la seconda o unica rata
Con la fine di novembre, scade il termine ultimo per il versamento dell’acconto relativo ai redditi del 2001. Quest’obbligo interessa una vasta platea di contribuenti, con o senza partita iva e più precisamente tutti coloro che abbiano indicato nell’Unico un debito irpef superiore alle 100.000 lire, ma anche una piccola parte dei lavoratori subordinati che hanno presentato il 730. Qualora infatti avessero anch’essi maturato un debito d’imposta, subiranno una trattenuta direttamente in busta paga ad opera del datore di lavoro. La maggior parte dei dipendenti e dei pensionati, comunque non è assoggetta all’acconto, poichè le ritenute subite in corso d’anno corrispondono o superano l’irpef dovuta. La misura di questo “anticipo” è fissata al 95% del rigo RN29 della dichiarazione e, una volta effettuato il calcolo, il contribuente ha due alternative: se la somma da versare è inferiore a 502.000 lire il pagamento dovrà avvenire entro il 30 di novembre in un’unica soluzione, se invece è pari o superiore a 502.000 lire, dovrà optare per due rate. La prima nella misura del 40% dell’acconto, dovrebbe già esser stata versata entro il 20 giugno 2001, mentre per la seconda, pari al 60%, c’è tempo fino a venerdì. Se ad esempio nel rigo RN 29 fosse risultato un debito pari a lire 1.000.000, entro il 20 giugno avrei dovuto versare 380.000 lire ( 1.000.000×40%x95%), mentre entro venerdì dovrò pagare il resto dell’acconto, vale a dire 570.000 lire (1.000.000×60%x95%). E’ importante fare sempre i calcoli basandosi sul rigo rn29: se infatti la prima rata fosse stata versata usufruendo della dilazione al 20 di luglio, la maggiorazione dello 0,4% non sarà stata evidenziata separatamente e calcolando per differenza si otterrebbe una seconda rata sbagliata. Il seguente esempio non è dunque corretto: rata 1 al 20 luglio 382.000 (380.000×1,004) e rata 2 al 30 novembre 568.000( 950.000 (cioè 1000.000×95%) - 382.000). Per versare l’acconto ci si può recare presso i concessionari di riscossione, le banche o le poste e va utilizzato il modello di pagamento f24 con il codice tributo 4034, che contraddistingue appunto la seconda o unica rata. Tutto questo vale, ovviamente in via generale. Se ad esempio si fosse dimenticato di pagare il primo acconto e si decidesse di versare tutto entro il 30 novembre è comunque possibile rimediare alla situazione. Basterà infatti versare una sanzione ridotta pari al 6% della prima rata aumentata degli interessi di mora calcolati al tasso legale (3,5% annuo). Qualora si versasse il solo acconto infatti, arriverà entro un anno una comunicazione delle finanze, dove le sanzioni saranno elevate al 10% e, nel caso non si pagasse neppure allora, si riceverà una cartella esattoriale con sanzioni del 30%. Se invece ci si lasciasse sfuggire il termine di venerdì, è possibile ravvedersi entro 30 giorni, pagando delle somme piuttosto modeste, cioè i relativi interessi al tasso legale ed una mini penale del 3,75%. Chi ritenesse infine di dover versare minori acconti perchè pensa che il suo reddito 2001 sarà inferiore a quello del 2000, potrà farlo, ma dovrà stare attento a fare bene i suoi conti, per evitare di incorrere nella sanzione del 30% per insufficiente versamento. Nicola Fullin