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Non sempre il 730 conviene 2

Rassegna stampa: Il Gazzettino Mercoledì, 3 Aprile 2002

FISCO Dichiarazioni presentate anche se non obbligatorie
È scattata l’operazione “730″ ecco quando conviene farlo
Chiedere un rimborso può costare più di quanto si paga

Entro la fine di aprile più di 12 milioni di italiani presenteranno la dichiarazione dei redditi con il modello 730 , ma converrà davvero a tutti? Nei due terzi dei casi circa i contribuenti andranno a credito, cioè nella busta paga di luglio o nella relativa pensione, riceveranno un rimborso per aver sostenuto oneri deducibili o detraibili, ma i restanti 3 milioni di cittadini dovranno invece versare maggiori imposte o, ancora, avranno presentato una dichiarazione inutile. Circa il 4% degli italiani infatti presenta il 730 anche quando non vi è costretto e non ne trae alcun vantaggio, poichè quando il debito d’imposta è inferiore alle 20 mila lire (o 10,33 euro), si è infatti esonerati dall’obbligo di dichiarazione. In questi casi però qualcuno ci guadagna: è il Caf. Per ciascun invio infatti i Centri assistenza fiscale incassano dall’Erario 25 mila lire, anche per quelli non necessari, mentre la circolare ministeriale n° 31/E del 23/3/2001 precisa che “il debito risultante dal modello 730 …deve essere trattenuto dalle retribuzioni anche se di importo inferiore alle 20 mila lire”. Cioè al di sotto delle 20 mila non si è obbligati a presentare dichiarazione, ma se la si vuol fare a tutti costi, allora si paga. Paradossalmente il 730 di Mario Rossi con un debito di 10 mila lire dà vita ad un meccanismo di questo tipo: il contribuente dà allo Stato 10 mila lire e lo Stato ne dà 25 mila al Caf, cioè abbiamo un tributo antieconomico che dà un gettito minore dei costi per esigerlo. Tuttavia questo 4% non è il solo cui non conviene presentare la dichiarazione, poichè anche i cittadini “fortunati” che vanno a credito non sempre ne avranno un vantaggio reale. Presentare una dichiarazione modello 730 già compilata, è gratuito (infatti l’invio lo paga lo Stato), ma sono ben pochi gli italiani che prendono personalmente in mano le istruzioni. La maggior parte si affida ad un Caf anche per la compilazione, spendendo una somma che mediamente va dai 25 ai 50 euro a seconda se si è o meno iscritti a un sindacato. Considerando anche questi esborsi, la percentuale dei 730 non obbligatori che si rivelano invece costosi, sale così dal 4 ad più del 10%. Facendo i debiti conti la dichiarazione è infatti solo un costo se il rimborso che ottengo non mi copre almeno il compenso del Caf e dunque non supera quei famosi 25-50 euro. Ma come faccio a saperlo prima di farla compilare? La risposta ovvia è facendo da sè il 730 , ma questo non è d’aiuto. Può comunque essere utile fare un po’ di attenzione sul campo che induce più spesso in errore: le spese mediche. Molti infatti sono convinti che avendo pagato 300 mila lire fra medicinali e visite, convenga chiederle a rimborso nel 730 , dato che sono deducibili al 19%. In realtà esiste una franchigia di 250.000 lire (cioè lo Stato considera solo le somme eccedenti a questa soglia) e dunque la reale detrazione dell’esempio ammonta a 9.500 lire. Per arrivare ad una detrazione di 50 mila lire occorre avere spese mediche per 513.000 lire, mentre per arrivare a 100.000, bisogna andar oltre le 777.000.
Nicola Fullin

IL GAzzettino Mercoledì, 3 Aprile 2002