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Errato versamento dell'acconto

Tre chances per regolarizzare i versamenti non corretti

Il 2 di dicembre scadeva il termine per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi, ma può accadere che tale versamento non sia stato correttamente effettuato.
Infatti, vi possono essere stati errori di calcolo soprattutto quando si sceglie di autoridursi il versamento (eventualità che si prende in considerazione quando si prevede un minor reddito per il periodo d’imposta in corso rispetto all’anno precendente) o più semplicemente ci si può essere dimenticati dell’incombenza.
In questo caso vale la pena di ricordare come il il Fisco usi la mano pesante nei confronti degli acconti non versati, applicando la sanzione del 30% su quanto dovuto dal contribuente e invece non corrisposto (la stessa misura punitiva che viene applicata nei confronti di qualsiasi omesso versamento diretto). Cioè un acconto insufficiente per 10 euro, su di un importo di 1000, comporta una sanzione d’ufficio di 300 euro.
Per porre rimedio ad eventuali errori e sviste, il contribuente può utilizzare le opportunità offerte dal “ravvedimento”, tenendo presente che prima ci si “ravvede” maggiore è lo “sconto” sulle sanzioni.
Quindi, se il versamento integrativo viene effettuato:
· entro 30 giorni dalla scadenza del termine ordinario la regolarizzazione comporta il pagamento della sanzione nella misura del 3,75 % – cioè un ottavo del minimo (30%:8) – e degli interessi che decorrono dal giorno di scadenza a quello di effettivo pagamento di quanto originariamente dovuto;
· successivamente ai 30 giorni, ma entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, con il pagamento della sanzione nella misura del 6% - cioè un quinto del minimo (30%:5) – e degli interessi che decorrono dalla data di scadenza del termine per effettuare il pagamento a quello in cui è stata effettuata la regolarizzazione.
In caso non ci si ravveda, il Fisco invierà una comunicazione di irregolarità l’anno successivo in base alla quale sarà possibile usufruire della sanzione ridotta ad 1/3 in cambio del pagamento entro 30 giorni.
Se il contribuente a questo punto persevererà non pagando verrà emessa cartella per la somma complessiva.