Il Quadro E del modello 730/2009

Le Istruzioni per Oneri e Spese detraibili -Quadro E -Sez.I-4°Parte-


Ed eccoci arrivati al 4° intervento dedicato alle istruzioni operative con numerosi esempi pratici del Quadro E -Sezione I -relativo a agli oneri per i quali è riconosciuta la detrazione d’imposta del 19%.
Seguite i prossimi interventi che completeranno la spiegazioni per la compilazione del Quadro E, forse il quadro che interessa la maggioranza dei contribuenti, in quanto ci permette di recuperare parzialmente le spese sostenute nel corso del 2008.

In questo quadro vanno indicati:

*gli oneri per i quali è riconosciuta una detrazione del 19% (Sezione I);

*gli oneri deducibili dal reddito complessivo (Sezione II);

*le spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio per le quali spetta la detrazione del 41% o del 36% (Sezione III);

*le spese per le quali è riconosciuta la detrazione del 20% (Sezione IV);

*le spese per interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti per le quali è riconosciuta la detrazione del 55% (Sezione V);

*i dati per fruire delle detrazioni per i canoni di locazione (Sezione VI);

*i dati per fruire di altre detrazioni come quelle per il mantenimento dei cani guida, per le borse di studio riconosciute dalle Regioni o dalle Province autonome, per le erogazioni all’ente ospedaliero “Ospedali Galliera” di Genova (Sezione VII).

Le detrazioni e le deduzioni sono ammesse solo se:

*gli oneri sono stati sostenuti nel corso del 2008;

*gli oneri sono stati sostenuti dal dichiarante nel proprio interesse.

Tuttavia si possono riscontrare delle eccezioni:

1) Oneri detraibili o deducibili dal dichiarante anche se sostenuti nell’interesse delle persone fiscalmente a carico:

*spese sanitarie;

*premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni;

*contributi previdenziali ed assistenziali, compresi i contributi e i premi versati alle forme pensionistiche complementari e individuali;

*spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria;

* spese per attività sportive per ragazzi.

2) Oneri detraibili o deducibili dal dichiarante anche se sostenuti da familiari non fiscalmente a carico:

* le spese mediche e quelle di assistenza specifica dei portatori di handicap di cui al rigo E26;

*le spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria, rigo E2, sostenute per conto di familiari non fiscalmente a carico e che non trovano capienza nell’imposta da questi dovuta;

* spese per addetti all’assistenza personale delle persone non autosufficienti.

I familiari a cui si fa riferimento sono i seguenti:

* coniuge;
*figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi;
*discendenti dei figli;
*genitori e ascendenti prossimi anche naturali;
*genitori adottivi;
*generi e nuore;
*suocero e suocera;
*fratelli e sorelle, anche unilaterali.

Quando l’onere è sostenuto per i figli, la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento che certifica la spesa.

Nel caso in cui il documento sia intestato al figlio, le spese devono essere suddivise tra i due genitori in relazione al loro effettivo sostenimento. Qualora i genitori intendano ripartire le spese in misura diversa dal 50% devono annotare sui documenti comprovanti le spese la percentuale di ripartizione.

Ovviamente, se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo potrà sempre considerare, ai fini del calcolo della detrazione o della deduzione, l’intera spesa sostenuta.
ATTENZIONE
Per la determinazione in euro delle spese e oneri in valuta estera va utilizzato il cambio del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti o sostenuti o del giorno antecedente più prossimo o, qualora non sia stato fissato in tali giorni, il cambio del mese.
ATTENZIONE
Ai fini della determinazione degli importi da indicare nel quadro E, deve essere considerata onere a carico anche l’eventuale IVA o il costo del bollo risultante dalla documentazione giustificativa.
ATTENZIONE
La documentazione comprovante il sostenimento degli oneri deve essere conservata dal contribuente per tutto il periodo entro il quale l’amministrazione ha la facoltà di richiederla e quindi per la dichiarazione di quest’anno fino al 31 dicembre 2013.

I soci di società semplici hanno diritto di fruire, nella proporzione stabilita dall’art. 5 del Tuir, della corrispondente detrazione di imposta (oppure della deduzione dal proprio reddito complessivo) per alcuni degli oneri sostenuti dalla società.

In particolare i seguenti oneri sostenuti dalle società semplici sono deducibili dal reddito complessivo dei singoli soci proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili:

*somme corrisposte ai dipendenti chiamati ad adempiere funzioni presso gli uffici elettorali;
*contributi, donazioni e oblazioni corrisposti per i paesi in via di sviluppo per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato;
*indennità per perdita di avviamento corrisposte per disposizione di legge al conduttore in caso di cessazione della locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello di abitazione;
*Invim decennale pagata dalle società per quote costanti nel periodo d’imposta in cui avviene il pagamento e nei quattro successivi.

Ai singoli soci è riconosciuta inoltre proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili, una detrazione del 19% per i seguenti oneri:

*interessi passivi in dipendenza di prestiti e mutui agrari;
*interessi passivi fino a 2.065,83 euro complessivi, per mutui ipotecari stipulati prima del 1°gennaio 1993 per l’acquisto di immobili;
*interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione fino a 2.582,28 euro, per mutui stipulati nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici;
*spese sostenute per la manutenzione, protezione o restauro del patrimonio storico, artistico e archivistico;
*erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali e territoriali, di enti o istituzioni pubbliche che senza scopo di lucro svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico;
*erogazioni liberali in denaro a favore di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni, di associazioni legalmente riconosciute che senza scopo di lucro svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
*le erogazioni liberali in denaro a favore degli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale, per i quali è prevista la trasformazione in fondazioni di diritto privato ai sensi dell’art.1 del D. Lgs. 29 giugno 1996, n. 367;
*erogazioni liberali fino a 2.065,83 euro complessivi, a favore di organizzazioni non lavorative di utilità sociale (ONLUS) e di popolazioni colpite da calamità pubblica o da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri stati;
*il costo specifico o il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, in base ad apposita convenzione a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali e territoriali, di enti o istituzioni pubbliche che senza fine di lucro svolgano o promuovano attività di studio di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico;
*erogazioni liberali alle società di mutuo soccorso per un importo non superiore a euro 1.291,14;
*erogazioni liberali alle associazioni di promozione sociale per un importo non superiore a euro 2.065,83;
*erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore al 30 per cento del reddito complessivo dichiarato, a favore della “Società di cultura La Biennale di Venezia”;
* la detrazione del 41% o del 36% per le spese sostenute relativamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio secondo quanto previsto dall’art. 1, commi da 1 a 7 della L. 27 dicembre 1997, n. 449 e quella del 36% per le spese riguardanti gli interventi di manutenzione e salvaguardia dei boschi sostenute fino al 31/12/2006.

La detrazione del 20% per i seguenti oneri:

* spese per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni;
* spese per l’acquisto di motori ad elevata efficienza;
* spese per l’acquisto di variatori di velocità.

La detrazione del 55 per cento per le spese sostenute per:

* riqualificazione energetica di edifici esistenti;
* interventi sull’involucro di edifici esistenti;
* installazione di panelli solari;
* sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Sezione I - Oneri per i quali è riconosciuta la detrazione d’ imposta del 19%

ATTENZIONE
A ciascuna detrazione d’imposta del 19% è stato attribuito un codice identico a quello che appare sul CUD 2009.

ATTENZIONE
Nel Mod.730 per gli oneri individuati con codici da 1 a 18 deve essere indicato esclusivamente l’importo e non anche il codice.

CASELLA Spese sanitarie (E1)

Indicare l’ammontare complessivo delle spese sostenute per:

1) prestazioni chirurgiche. Rientrano tra questi oneri le seguenti spese inerenti a prestazioni chirurgiche per:

* l’anestesia;
* l’acquisto del plasma sanguigno necessario per l’operazione;
* le rette di degenza compresa, come specifica la Circ. Min. 122 del 1/6/99, la differenza di classe dovuta al numero dei letti della camera del malato e alla presenza del bagno nella stessa (sono invece sempre escluse le spese di pernottamento dei parenti del malato, gli addebiti per l’utilizzo di apparecchi telefonici o televisivi installati nella stanza di ricovero e, in genere, le spese per i bisogni non essenziali del malato);
* i medicinali utilizzati per l’intervento.

ATTENZIONE
Le spese per gli interventi di chirurgia estetica sono detraibili solo se diretti ad eliminare deformità funzionali o estetiche particolarmente deturpanti.
ATTENZIONE
Non sono detraibili le spese di trasporto in ambulanza. Sono, invece, detraibili le prestazioni di assistenza medica effettuate durante il trasporto.

2) analisi, indagini radioscopiche, ricerche ed applicazioni (compreso l’importo del ticket eventualmente pagato) quali ad esempio:

*esami di laboratorio;
*elettrocardiogrammi ed elettroencefalogrammi;
*TAC;
*laser;
*ecografia;
*chiroterapia;
*ginnastica correttiva e per la riabilitazione;
*sedute di fisioterapia;
*dialisi;
*cobaltoterapia;
*iodioterapia;
*neuropsichiatria;
*psicoterapia resa da medici specialisti o da psicologi iscritti all’albo;
*anestesia epidurale;
*inseminazione artificiale;
*indagini di diagnosi prenatale;
*altri esami complessi e terapie particolari;

ATTENZIONE
Tali esami devono essere prescritti da un medico, anche se privo di specializzazione.
È necessario conservare la copia della relativa prescrizione medica.

3) prestazioni specialistiche, rese da un medico che ha conseguito la specializzazione, comprese le prestazioni rese dagli odontoiatri per la cura delle malattie della bocca e dei denti. Per la detraibilità di queste spese è necessario che la specializzazione e la diagnosi risultino dalla carta intestata, dalla parcella o dalla ricevuta, rilasciata dal medico specialista.

4) le spese mediche per perizie medico legali (Circ. Min. 95 del 12/5/00);

5) l’acquisto (o l’affitto) di protesi sanitarie quali ad esempio:

*protesi dentarie ed apparecchi correttivi di malformazioni dentarie o di difetti della masticazione;
*lenti a contatto e occhiali da vista (escluse le montature realizzate con metalli preziosi);
*liquidi per lenti a contatto;
*apparecchi auditivi per non udenti;
*apparecchi ortopedici;
*arti artificiali (ad esclusione di quelli per la deambulazione che vanno indicati nel rigo E3);
*stimolatori cardiaci
*protesi fonetiche;

ATTENZIONE
Tra le protesi rientra anche l’acquisto di materassi e traverse antidecubito che presentino caratteristiche tecniche idonee prevenire la patologia (Ris. n. 11 del 26/01/2007). Queste spese sono detraibili se documentate dalla prescrizione medica.

6) prestazioni rese da un medico generico, comprese quelle per visite e cure di medicina omeopatica;

7) ricoveri per degenze e ricoveri collegati ad un intervento chirurgico;
ATTENZIONE
In caso di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza e ricovero, la detrazione non spetta per le spese relative alla retta di ricovero e all’assistenza specifica, ma solo per le spese mediche che devono essere separatamente indicate nella documentazione rilasciata dall’istituto. Se l’anziano è anche portatore di handicap, l’onere sostenuto per il ricovero deve essere indicato nel rigo E26 (spese mediche di assistenza per portatori di handicap).

8) acquisto di medicinali;
ATTENZIONE

La detrazione dispese sanitarie relative all’acquisto di medicinali spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario.

9) acquisto o affitto di attrezzature sanitarie quali ad esempio:

*apparecchio per la misurazione della pressione sanguigna;
* apparecchio per l’aerosol;

10) spese relative al trapianto di organi, comprese, come specificato nella Circ. Min. 122 del 1/6/99, quelle relative al trasferimento dell’organo sul luogo dell’intervento, ammesso che la relativa fattura sia intestata al contribuente;

11)sono detraibili le spese sanitarie sostenute per cure termali (escluse le spese di soggiorno per il loro svolgimento) se documentate dalla prescrizione medica;

12) spese di assistenza specifica sostenute per:

* assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.); prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale;
*prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
*prestazioni rese da personale con la qualifica di operatore professionale;
*prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.

Se le spese sopra elencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, devono essere indicati anche gli importi dei ticket pagati.
ATTENZIONE
Le suddette spese mediche sono detraibili anche se sostenute per i familiari fiscalmente a carico.
ATTENZIONE
Gli eredi hanno diritto alla detrazione d’imposta (oppure alla deduzione dal proprio reddito complessivo) per le spese sanitarie del defunto sostenute da loro dopo il decesso.

Nella colonna 1 di questo rigo indicare le spese sanitarie, relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica. Dette spese, se indicate in questa colonna, non possono essere comprese tra quelle indicate in colonna 2.

La colonna 1 può essere compilata dai contribuenti affetti da determinate patologie per le quali il servizio sanitario nazionale ha riconosciuto l’esenzione dal ticket in relazione a particolari prestazioni sanitarie. Nel caso in cui il contribuente si sia rivolto a strutture che prevedono il pagamento delle prestazioni sanitarie in riferimento alla patologia per la quale è stata riconosciuta l’esenzione, la relativa spesa sostenuta va indicata in questa colonna (ad esempio, spese per prestazioni cliniche private).

Nell’ipotesi in cui per una parte di dette spese la detrazione non abbia trovato capienza nell’imposta dovuta, nello spazio riservato ai messaggi del modello 730/3 del contribuente affetto da particolari patologie sarà riportato l’ammontare relativo. Queste spese possono essere portate in detrazione dal familiare che le ha sostenute nella casella E2 (in proposito si veda quanto esposto nel relativo rigo).
ATTENZIONE
Le spese sanitarie relative a patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, possono essere state sostenute da familiari del contribuente, anche se quest’ultimo non è fiscalmente a loro carico.
ATTENZIONE
Indicare l’intero importo delle spese mediche: il Caf o il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale calcoleranno la detrazione spettante riducendo l’intero importo (comprensivo delle spese sanitarie eventualmente inserite in E2) di 129,11 euro (franchigia).

Il contribuente può decidere di ripartire le detrazioni per le spese mediche in quattro quote annuali di pari importo. Questa scelta è consentita se l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno, indicate nei righi E1, E2 ed E3 supera i 15.493,71 euro.

A tal fine è necessario barrare l’apposita casella; sarà poi il soggetto che presta l’assistenza fiscale ad operare la rateizzazione e conseguentemente la detrazione spettante.

I contribuenti che nella precedente dichiarazione hanno chiesto la rateizzazione delle spese sanitarie, dovranno compilare il rigo E6.
ATTENZIONE
Nell’importo da indicare nel rigo E1, colonna 2, vanno comprese anche le spese sanitarie indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 1 o alla voce “Importo delle spese mediche inferiore alla franchigia”.
ATTENZIONE
Le spese relative al trasferimento e al soggiorno all’estero, anche se per motivi di salute, non possono essere considerate tra quelle che danno diritto alla detrazione in quanto non sono spese sanitarie (Circ. Min. 122 del 1/6/99).

Per quanto riguarda le spese sanitarie sostenute nel 2008 che hanno dato luogo nello stesso anno ad un rimborso da parte di terzi bisogna distinguere tra:

I. Spese sanitarie da indicare nei righi E1, E2, E3 e E4, in quanto considerate a carico del contribuente:

*spese sanitarie rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie versati dal contribuente. In sostanza per i premi versati non spetta la detrazione del 19% ma è possibile detrarre interamente le spese sanitarie sostenute anche se rimborsate;
*spese sanitarie rimborsate a fronte di assicurazioni sanitarie stipulate dal datore di lavoro in conformità a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali, o semplicemente pagate dallo stesso, con o senza trattenuta a carico del dipendente o pensionato. La presenza dei premi versati dal datore di lavoro o dal dipendente per tali assicurazioni è segnalata al punto 53 del CUD 2009 eal punto 46 del CUD 2008. In sostanza, è possibile detrarre le spese sanitarie rimborsate in quanto hanno concorso a formare reddito imponibile di lavoro dipendente. In quest’ultimo caso il datore di lavoro è tenuto ad indicare nelle annotazioni del CUD che possono essere fatte valere nella dichiarazione dei redditi deduzioni o detrazioni d’imposta relative a spese mediche rimborsate per effetto delle assicurazioni sanitarie.

II. Spese sanitarie da non indicare nei righi E1, E2, E3 e E4 tra cui:

*le spese nel caso di danni alla persona arrecati da terzi, risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto;
*spese sanitarie eventualmente rimborsate ai soci di società di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settori di cui all’art.1 della L. 15 aprile 1886, n.3818, a fronte di versamento di contributi associativi per i quali il socio fruisce della detrazione prevista ai sensi dell’art.15 del Tuir.
*le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal dipendente o dal sostituto a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di legge, di contratti o di accordi o regolamenti aziendali che non hanno concorso a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente per un importo non superiore a 3.615,20 euro (si tratta ad esempio dei contributi al FASI, FASDAC, F.do MARIO NEGRI).
*La presenza di tali contributi è segnalata al punto 51 del CUD 2009 e al punto 44 del CUD 2008.

Quest’ultima situazione va confrontata con quanto riportato nelle annotazioni del CUD:

1. se la quota di contributi versati è inferiore a 3.615,20 euro sarà indicato che non possono essere fatte valere nella dichiarazione dei redditi deduzioni o detrazioni d’imposta relative alle spese sanitarie rimborsate, e quindi le spese sono detraibili solo per la quota non rimborsata.
ESEMPIO
Contributo FASI versato dal datore di lavoro ed indicato nel punto 51 del CUD 2009 e nel punto 44 del CUD 2008: euro 2.200;
Spese mediche sostenute euro 5.000
Spese mediche rimborsate euro 3.200

Importo da inserire in E1 = Spese mediche – Rimborso

Quindi nell’esempio fatto:
Importo da inserire in E1 = 5.000 – 3.200 = 1.800 €

2. se la quota del contributo versato è maggiore di 3.615,20 euro la quota che supera tale limite ha concorso alla formazione del reddito, e quindi sarà indicato che le spese sanitarie eventualmente rimborsate potranno proporzionalmente essere portate in deduzione o che potrà proporzionalmente essere calcolata la detrazione d’imposta.
ESEMPIO
Contributo FASI versato dal datore di lavoro ed indicato nel punto 51 del CUD 2009 e 44 del CUD 2008: euro 4.000; importo indicato nelle annotazioni del CUD: 385 euro.
Spese mediche sostenute euro 10.000
Spese mediche rimborsate euro 8.000

La formula da applicare è la seguente:

Quota spese rimborsate detraibili = [(contributo versato – 3.615)/contributo versato] x spese mediche rimborsate

Quindi nell’esempio fatto:
[(4.000– 3.615)/4.000] x 8.000 = 770€

Importo da indicare in E1: (10.000 - 8.000) + 770 = 2.770 €
DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLE SPESE MEDICHE DI CUI AI RIGHI E1, E2, E3, E4 e E26

Per tutte le spese indicate nei righi E1, E2, E3, E4, E5, E6, ed E26 il dichiarante deve conservare la documentazione fiscale rilasciata dai percettori delle somme. In particolare:

*fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base in unico esemplare e lo scontrino fiscale rilasciato dalla farmacia, relativo all’importo del ticket pagato sui medicinali indicati nella ricetta (evidentemente tale scontrino deve essere riferibile al contenuto della ricetta rilasciata dal medico);
*per le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, a decorrere dal 1° gennaio 2008 la detrazione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati e il codice fiscale del destinatario.;
*la copia delle fatture, ricevute o quietanze relative alle protesi sanitarie, e la corrispondente prescrizione del medico curante o dell’esercente arti ausiliarie della professione sanitaria, abilitato a intrattenere rapporti diretti con il paziente. Nel caso in cui la fattura, ricevuta o quietanza non sia rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, il medesimo deve attestare di aver eseguito la prestazione sul documento di spesa. In questa ipotesi, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere a richiesta degli uffici un’autocertificazione, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento d’identità del sottoscrittore per attestare la necessità e la causa per la quale è stata acquistata la protesi per il contribuente stesso o per i familiari a carico.
*la copia delle fatture, ricevute o quietanze relative ai sussidi tecnici e informatici, e la corrispondente prescrizione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto riconosciuto portatore di handicap.

ATTENZIONE

Si ricorda che, neanche per motivi di tutela della riservatezza, è possibile utilizzare l’autocertificazione in casi diversi da quelli sopra indicati.

Nel caso in cui le suddette spese siano state sostenute all’estero il dichiarante deve allegare la copia della relativa documentazione debitamente quietanzata, attestante l’avvenuto pagamento. Se la documentazione sanitaria è in lingua originale, il dichiarante deve provvedere a fornire una traduzione in italiano da lui sottoscritta. Se la documentazione è redatta in una lingua diversa dall’inglese, francese, tedesco e spagnolo, è necessaria una traduzione giurata.

Per i contribuenti aventi domicilio fiscale in Valle d’Aosta e nella Provincia di Bolzano non è necessaria la traduzione se la documentazione è scritta rispettivamente in francese o in tedesco.

Per la determinazione in euro delle spese e oneri in valuta estera va utilizzato il cambio del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti o sostenuti o del giorno antecedente più prossimo o, qualora non sia stato fissato in tali giorni, il cambio del mese.
CASELLA Spese sanitarie per familiari non a carico (E2)

In questo rigo vanno indicate le spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria, sostenute per conto di familiari non fiscalmente a carico e che non trovano capienza nell’imposta da questi dovuta.
ATTENZIONE
Il tetto massimo di detraibilità per questo tipo di spese sanitarie è di 6.197,48 euro.

L’importo che non trova capienza nell’imposta del contribuente che presenta le suddette patologie, verrà segnalato nelle annotazioni del modello 730-3 o nel quadro RN del modello UNICO di quest’ultimo.

Indicare l’intero importo delle spese mediche: il Caf o il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale calcoleranno la detrazione spettante riducendo l’importo derivante dalla somma delle spese indicate nei righi E1 ed E2 di 129,11 euro (franchigia).

Il contribuente può decidere di ripartire le detrazioni per le spese mediche in quattro quote annuali costanti e di pari importo. Questa scelta è consentita se l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno, indicate nei righi E1, E2 ed E3 supera i 15.494,71 euro.
A tal fine è necessario barrare l’apposita casella. Sarà poi il soggetto che presta l’assistenza fiscale ad operare la rateizzazione e conseguentemente la detrazione spettante.
CASELLA Spese sanitarie per portatori di handicap (E3)

Indicare l’ammontare complessivo delle spese sostenute per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione, il sollevamento e quelle per sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di handicap ai sensi dell’art.3 della L. 05/02/92 n. 104.

Sono tali i soggetti che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

La detrazione spetta a tutti i soggetti portatori di handicap ai sensi dell’art.3 della citata legge, le cui impedite capacità motorie permanenti risultino dalla certificazione medica rilasciata dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art.4 della legge medesima.

Sono tali non solo i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione di cui sopra, ma anche tutti coloro che sono stati riconosciuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc.

I grandi invalidi di guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978 ed i soggetti ad essi equiparati sono considerati portatori di handicap e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari della Commissione medica di cui all’art. 4 della L. 05/02/92 n. 104. In tal caso, infatti, fa fede la documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti al momento della concessione del beneficio pensionistico.

Qualora non fosse possibile esibire la predetta certificazione medica, i soggetti portatori di handicap possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste, mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio con sottoscrizione autenticata. La sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento d’identità del sottoscrittore) attestante che l’invalidità comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti e dovrà fare riferimento a precedenti accertamenti sanitari effettuati da organi abilitati all’accertamento dell’invalidità, considerato che non compete al singolo la definizione del tipo di invalidità.

Le spese in esame sono quelle sostenute per:

*l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
*il trasporto in autoambulanza del soggetto portatore di handicap (spesa di accompagnamento);

ATTENZIONE
In questo caso resta fermo che le prestazioni specialistiche o generiche effettuate durante il predetto trasporto costituiscono spese sanitarie da indicare al rigo E1.

*l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
*la trasformazione dell’ascensore adattato al contenimento della carrozzella;
*la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;
*l’installazione e/o la manutenzione delle pedane di sollevamento per portatori di handicap;

ATTENZIONE
Si può fruire delle detrazioni su tali spese solo sulla parte che eccede quella per la quale eventualmente il contribuente intende fruire anche della detrazione del 41% o del 36% per le spese sostenute per interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche (righi da E33 a E36).

*sussidi tecnici informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità d’integrazione dei portatori di handicap (sono tali, ad esempio, le spese sostenute per l’acquisto di un fax, un modem, un computer, apparecchiature elettroniche di comando e di controllo o un sussidio telematico).

La Circ. Min. n.55 del 14/06/2001 specifica che è possibile detrarre come supporto tecnico per il portatore di handicap anche i costi per l’abbonamento ad un servizio che consenta la richiesta rapida di soccorso attraverso una linea telefonica. È però necessario che il disabile sia in possesso di una specifica certificazione del medico specialista dell’Asl di appartenenza che attesti la necessità del sussidio a tale scopo.

Il contribuente può scegliere di ripartire le detrazioni per le spese mediche in quattro quote annuali costanti e di pari importo. Questa scelta è consentita se l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno, indicate nei righi E1, E2 ed E3 supera i 15.494,71 euro. Nel caso in cui si scegliesse quest’opzione è necessario barrare l’ apposita casella. Sarà poi il soggetto che presta l’assistenza fiscale ad operare la rateizzazione e a calcolare la detrazione spettante.
ATTENZIONE
Indicare inoltre, sommandolo ai predetti oneri, l’eventuale importo riportato nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 3.

In merito alla documentazione inerente le spese indicate nella presente casella si veda quanto esposto nel rigo E1.
CASELLA Spese per veicoli per i portatori di handicap (E4)

Indicare l’ammontare complessivo delle spese sostenute per l’acquisto di:

1 motoveicoli e autoveicoli di cui, rispettivamente agli art. 53, c. 1, lettere b), c) ed f) e 54, c. 1, lettere a), c) ed f) del D. Lgs. 30/04/92 n. 285 (Testo Unico della circolazione stradale), anche se prodotti in serie e adattati alla guida in funzione alle limitazioni permanenti delle capacità motorie dei soggetti portatori di handicap di cui all’art. 3 della L. 05/02/92 n. 104 (in relazione a tali soggetti si veda quanto già esposto nel rigo E3);

2. autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto di non vedenti e sordomuti, soggetti con handicap psichico o mentale tali da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione delle capacità di deambulazione e dei soggetti affetti da pluriamputazioni.
ATTENZIONE
Il veicolo per essere oggetto delle agevolazioni deve essere intestato al disabile o al familiare di cui risulti a carico. (Risoluzione n. 04 del 17/01/2007).

I motoveicoli e autoveicoli di cui si parla al punto 1 sono:

Motoveicoli (art.53 c.1)

*motocarrozzette (lettera b): veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone capaci di contenere al massimo 4 posti;
*motoveicoli per trasporto promiscuo (lettera c): veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose capaci di contenere al massimo 4 posti;
*motoveicoli per trasporti specifici (lettera f): veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo.

Autoveicoli (art.54, c. 1)

*autovetture (lettera a): veicoli destinati al trasporto di persone aventi al massimo 9 posti;
*autoveicoli per trasporto promiscuo (lettera c): veicoli aventi al massimo una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone o di cose, aventi al massimo 9 posti;
*autoveicoli per trasporti specifici (lettera f): veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;
*autocaravan (lettera m): veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente.

Tra i principali adattamenti ai veicoli, riferiti sia al sistema di guida che alla struttura della carrozzeria, che devono risultare dalla carta di circolazione a seguito del collaudo effettuato presso gli uffici periferici della Direzione Generale della Motorizzazione Civile e dei Trasporti, rientrano:

*pedana sollevatrice ad azione meccanico/elettrico/idraulico;
*scivolo a scomparsa ad azione meccanico/elettrico/idraulico;
*braccio sollevatore ad azione meccanico/elettrico/idraulico;
*paranco ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;
*sedile scorrevole - girevole simultaneamente atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo;
*sistema di ancoraggio delle carrozzelle e cinture di sostegno;
*sportello scorrevole.

Qualora a causa della natura dell’handicap i veicoli necessitino di adattamenti diversi da quelli sopra contemplati, la detrazione potrà ugualmente essere riconosciuta, purché vi sia un collegamento funzionale tra l’handicap e la tipologia di adattamento.

Tra i veicoli adattati alla guida sono compresi anche quelli dotati di cambio automatico di serie, purché prescritto dalla Commissione medica locale di cui all’art. 119 del D. Lgs. 30/04/92 n. 285 (Testo Unico della circolazione stradale).

La detrazione spetta con riferimento ad un solo veicolo nell’arco di quattro anni e fino a concorrenza di una spesa massima di 18.075,99 euro a condizione che lo stesso venga utilizzato in via esclusiva o prevalente a beneficio del portatore di handicap. In altri termini la detrazione complessiva usufruibile dai contribuenti interessati in quattro anni non può superare 3.434,44 euro, che corrisponde al 19% di 18.075,99 euro.

La detrazione spetta anche per le spese di riparazione che non rientrano nell’ordinaria manutenzione, con esclusione, quindi, dei costi di esercizio (il premio assicurativo, il carburante, e il lubrificante). Queste spese concorrono con il costo di acquisto al raggiungimento del tetto massimo di 18.075,99 euro e devono essere sostenute entro quattro anni dall’acquisto (Cir. N. 15 del 20/04/2005).
ATTENZIONE
È previsto che la detrazione possa competere per periodi più frequenti (inferiori quindi ai quattro anni) qualora risulti dal Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.) che il veicolo oggetto dell’agevolazione sia stato cancellato, ad esempio perché distrutto a seguito di un incidente stradale.
ATTENZIONE
Nel caso in cui dovesse risultare che il veicolo sia stato rubato e non ritrovato, dal limite di spesa di 18.075,99 euro, dovrà essere detratto l’eventuale rimborso erogato dall’assicurazione.

In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito del veicolo prima dei due anni dall’acquisto è dovuta la differenza tra l’imposta che sarebbe stata determinata in assenza dell’agevolazione e quella risultante dall’applicazione dell’agevolazione, a meno che il trasferimento sia avvenuto a causa di un mutamento dell’handicap che comporta per il disabile la necessità di acquistare un nuovo veicolo sul quale effettuare nuovi e diversi adattamenti.

Viene prevista la possibilità di ripartire l’importo della detrazione in esame in quattro quote annuali di pari importo, anziché di beneficiare della stessa in un’unica soluzione.

Nel caso in cui siano stati compilati due righi E4 di cui uno per l’acquisto dell’autoveicolo e l’altro per la manutenzione straordinaria dello stesso, la possibilità di ripartire la detrazione in quattro rate annuali è prevista solo per l’acquisto e non per la manutenzione straordinaria e, pertanto, la rateizzazione non può essere chiesta nel rigo dove vengono indicate le spese per la manutenzione dell’autoveicolo.

In tal caso indicare il numero 1 nell’apposita casella del rigo E4 per segnalare che si vuole fruire della prima rata e nella relativa casella l’intero importo della spesa.

Se la spesa è stata sostenuta nel 2004, nel 2005 o nel 2006, e nella dichiarazione relativa ai redditi percepiti in tali anni, presentata quindi, nel 2005, nel 2006 o nel 2008è stata barrata la casella per la ripartizione della detrazione in 4 rate annuali di pari importo occorrerà indicare:

*nel rigo E4 l’intero importo della spesa (uguale a quello inserito nella dichiarazione dell’anno precedente);
*il numero 2 nella casella contenuta in tale rigo per segnalare che si intende usufruire della seconda rata, se la spesa è relativa al 2007, il numero 3 se la spesa è relativa al 2006 e il numero 4 se la spesa è relativa al 2005.

ATTENZIONE

Vanno comprese nell’importo da indicare anche le spese indicate nelle annotazioni del CUD 2008 e/o del CUD 2008 con il codice 4.

In merito alla documentazione inerente le spese indicate nel presente rigo si veda quanto esposto nel rigo E1.
CASELLA Spese per l’acquisto di cani guida (E5)

Nel rigo E5 vanno indicate le spese sostenute per l’acquisto di cani guida per i non vedenti.

La detrazione spetta una volta in un periodo di quattro anni, ad eccezione dei casi di perdita dell’animale, e per l’intero importo della spesa sostenuta.

La detrazione può essere ripartita in quattro rate annuali di pari importo. Se si intende optare per la rateizzazione della spesa, è necessario inserire il numero corrispondente alla rata di cui si vuole usufruire nell’apposito spazio del rigo E5.
CASELLA Totale spese sanitarie per le quali è stata richiesta la rateizzazione nella precedente dichiarazione (E6)

Il rigo E6 è riservato ai contribuenti che nelle precedenti dichiarazioni dei redditi, avendo sostenuto spese sanitarie per un importo superiore a euro 15.493,71, hanno optato nel 2003, nel 2004 e/o nel 2005 per la rateizzazione di tali spese.

Per le spese sostenute nel 2006 l’importo da indicare in tale rigo è desumibile dal rigo 62 del prospetto 730-3/2008; per le spese sostenute nel 2005 e/o nel 2006 l’importo da indicare in tale rigo è desumibile dal rigo E6 del modello 730/2008. Qualora sia stato utilizzato il modello UNICO Persone Fisiche l’importo da indicare in questo rigo è quello derivante dalla somma dei righi RP1, col. 1 e col. 2, RP2 e RP3 del quadro RP del relativo modello UNICO.

A tal fine occorrerà:

*indicare, nel rigo, le spese sostenute, desumibili dai modelli degli anni precedenti come spiegato.
*nell’apposita casella del medesimo rigo indicare il numero della rata di cui si intende fruire (per le spese sostenute nel 2007 indicare il numero 2).

ATTENZIONE
Se il contribuente ha optato per la rateizzazione in più di una delle precedenti dichiarazioni deve compilare più righi E6 utilizzando distinti modelli.
ATTENZIONE
Vanno comprese nell’importo da indicare nel rigo E6 anche le spese indicate con il codice 6 nelle annotazioni del CUD 2009.
Interessi passivi - Introduzione

Nei righi da E7 a E11, vanno indicati gli importi degli interessi passivi, gli oneri e le quote di rivalutazione effettivamente pagati nel 2008 in dipendenza di mutui.

Se gli interessi relativi al 2008 vengono pagati nel 2009, la detrazione verrà fatta valere nella dichiarazione presentata nel 2010 (C.d.: Principio di cassa ).

In caso di mutuo ipotecario sovvenzionato con contributi concessi dallo Stato o da Enti pubblici, non erogati in conto capitale, gli interessi passivi danno diritto alla detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente .
ATTENZIONE
Qualora il mutuo ecceda il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile possono essere portati in detrazione gli interessi relativi alla parte del mutuo che copre detto costo, aumentato delle spese notarili e degli altri oneri accessori relativi all’acquisto.

Per determinare la parte di interessi da detrarre può essere utilizzata la seguente formula:

COSTO DI ACQUISIZIONE DELL’IMMOBILE X INTERESSI PAGATI / CAPITALE DATO IN MUTUO
ATTENZIONE
Tra gli oneri accessori da indicare è compreso anche l’intero importo delle maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio relative a mutui stipulati in ECU o in altra valuta, nonché la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione, gli oneri fiscali compresa l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato, la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato, le spese notarili, di istruttoria, di perizia tecnica, ecc…

Non danno diritto alla detrazione gli interessi derivanti da:

*mutui stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione (ad es. ristrutturazione);
*mutui stipulati a partire dal 1993 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione principale (ad es. acquisto residenza secondaria).

Sono esclusi da tale limitazione i mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili ed i mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale.

Non danno comunque diritto alla detrazione gli interessi pagati a seguito di aperture di credito bancarie, di cessione di stipendio e, in generale, gli interessi derivanti da tipi di finanziamento diversi da quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con garanzia ipotecaria su immobili.
CASELLA Interessi per mutui ipotecari per acquisto abitazione principale (E7)

Indicare, per un importo massimo di 4.000 euro, l’ammontare degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l’acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale.
ATTENZIONE
Per abitazione principale si intende quella dove dimorano abitualmente il contribuente o i suoi familiari. Di conseguenza la detrazione spetta al contribuente che ha acquistato la casa ed è titolare del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado).

La Circ. min. 50/E del 12/6/02 specifica che nel caso in cui un contribuente paghi interessi passivi sia per un mutuo contratto per l’acquisto della casa di abitazione, sia per un mutuo contratto per l’acquisto della casa di abitazione di un familiare (es. figlio), potrà usufruire della detrazione per i soli interessi pagati in relazione all’immobile adibito a propria abitazione.
ATTENZIONE
Nel caso di immobili concessi in usufrutto, il diritto alla detrazione degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione spetta al nudo proprietario, ammesso che ricorrano tutte le condizioni richieste. Non compete mai all’usufruttuario in quanto non acquista la proprietà dell’immobile.

Allo scopo di analizzare i requisiti e le detrazioni ammesse per questa fattispecie di onere, è possibile individuare, tramite una classificazione temporale, tre diverse tipologie di mutui ipotecari:

Per i mutui ipotecari contratti PRIMA DEL 1° GENNAIO 1993 è necessario che:

*l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro l’8 dicembre 1993;
*che nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro.

ATTENZIONE
Nel caso di contitolarità del mutuo, il limite di 4.000 euro, si riferisce a ciascun intestatario (coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro cointestatari del mutuo che grava sulla loro abitazione principale, possono indicare un importo massimo di 4.000 euro, ciascuno).
ATTENZIONE
In caso di mutuo ipotecario intestato ad entrambi i coniugi, il coniuge che ha l’altro fiscalmente a carico non può fruire della detrazione per entrambe le quote degli interessi passivi (l’importo massimo da indicare, quindi, è 3.615,20 euro).

Per i mutui ipotecari contratti DOPO IL 1° GENNAIO 1993 ma ENTRO IL 31 DICEMBRE 2000 è necessario che:

*l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro sei mesi dall’acquisto (entro l’8 giugno 1994 per i soli mutui stipulati nel 1993);

*l’acquisto (data di stipulazione del rogito notarile) sia avvenuto nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo.

Per i mutui stipulati a PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2001 è necessario che:

*l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto;

ATTENZIONE
Il termine di un anno dalla data di rogito per adibire l’immobile ad abitazione principale si può ritenere valido anche per i mutui stipulati nell’anno 2000 ammesso che al 1 gennaio 2001 non sia già decorso il termine semestrale stabilito dalla disposizione previgente.

*l’acquisto (data di stipulazione del rogito notarile) sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo.

Gli ultimi due casi esaminati, mutui stipulati dopo il 1993, vengono trattati in modo identico per quanto riguarda le detrazioni.
ATTENZIONE
Nel caso di contitolarità del mutuo, il limite di 4.000 euro, si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi e non all’ammontare relativo a ciascun cointestatario (coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro, cointestatari del mutuo che grava sulla loro abitazione principale acquistata in comproprietà, devono indicare un importo massimo di 2.000 euro).
ATTENZIONE
In caso di mutuo ipotecario intestato ad entrambi i coniugi, il coniuge che ha l’altro fiscalmente a carico può fruire della detrazione per entrambe le quote degli interessi passivi, tenendo comunque fermo il tetto massimo di 4.000 euro.

La detrazione è ammessa anche per i contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti nel territorio di uno Stato membro della UE.
ATTENZIONE
Sono ammessi in detrazione anche gli interessi sui mutui stipulati per acquistare un’ulteriore quota di proprietà dell’unità immobiliare, mentre non compete alcuna detrazione nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza dell’abitazione principale.

La detrazione è riconosciuta anche per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, per il personale dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per l’acquisto di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito dell’abitazione principale.

CASI PARTICOLARI

CAMBIO DESTINAZIONE IMMOBILE

1) Trasferimento per motivi di lavoro
Il diritto alla detrazione non si perde se l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro un anno (sei mesi) a causa di un trasferimento per motivi di lavoro avvenuto dopo l’acquisto.
Nel caso in cui l’abitazione nel corso dell’anno non venga più utilizzata come abitazione principale in seguito a trasferimento per motivi di lavoro, si può comunque continuare a godere della detrazione anche se l’immobile viene dato in locazione.

2) Trasferimento per motivi diversi da quelli di lavoro

Se nel corso dell’anno l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale per motivi diversi dal trasferimento di lavoro:

*per i mutui stipulati prima del 1° gennaio 1993 a partire dallo stesso anno in cui è variato l’utilizzo il diritto alla detrazione spetta per un ammontare complessivo di 2.065,83 euro, per ciascun intestatario (ad esempio, se la variazione dell’abitazione è avvenuta nel corso del 2008, nella dichiarazione presentata nel 2009 possono essere indicati nel rigo E8 interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione per un importo massimo di 2.065,83 euro);
*per i mutui stipulati dopo il 1 gennaio 1993 il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo di imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale (ad esempio, se la variazione dell’abitazione è avvenuta nel corso del 2007, la detrazione può essere ancora fatta valere nella dichiarazione presentata nel 2008; ma a partire dal 2008 non se ne ha più diritto e quindi la detrazione non potrà più essere fatta valere nella dichiarazione da presentare nel 2009 e nelle successive). .

ATTENZIONE
Se il contribuente torna ad adibire l’immobile ad abitazione principale, in relazione alle rate pagate a decorrere da tale momento, è possibile fruire nuovamente della detrazione.

Ai fini della detrazione non si tiene conto delle variazioni dell’abitazione principale dipendenti da ricoveri permanenti in istituti di lunga degenza o sanitari, a condizione che l’immobile non risulti locato.

In caso di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento di matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque il beneficio della detrazione per la quota di sua competenza, se presso l’immobile hanno la propria dimora abituale i suoi familiari. Si ricorda che in caso di separazione legale anche il coniuge separato rientra tra i familiari fino al momento in cui non intervenga l’annotazione della sentenza di divorzio.
Quando invece subentra il divorzio, se non ci sono altri familiari residenti il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo di imposta successivo a quello in cui l’immobile non viene più utilizzato come abitazione principale.

Nel caso in cui l’immobile acquistato sia oggetto di ristrutturazione edilizia la detrazione spetta dalla data in cui l’immobile viene effettivamente adibito ad abitazione principale, il che deve comunque avvenire entro due anni dall’acquisto.

Se viene acquistato un immobile locato, la detrazione spetta a decorrere dalla prima rata di mutuo corrisposto, a condizione che entro tre mesi dall’acquisto l’acquirente notifichi al locatario l’intimazione di sfratto per finita locazione e che entro un anno dal rilascio l’immobile sia adibito ad abitazione principale.
RINEGOZIAZIONE E ACCOLLO

Se il contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale originario viene estinto e ne viene stipulato uno nuovo, anche con una banca diversa (compresa l’ipotesi di surrogazione per volontà del debitore prevista dall’art .8 del decreto legge n.7 del 31/01/2007) non si tiene conto del periodo intercorrente tra la data di acquisto e quella del mutuo. Il diritto alla detrazione compete per un importo non superiore a quello che risulterebbe con riferimento alla quota residua di capitale del vecchio mutuo maggiorata delle spese e degli oneri accessori correlati con l’estinzione del vecchio mutuo e l’accensione del nuovo.

In caso di rinegoziazione di un contratto di mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale si modificano per mutuo consenso alcune condizioni del contratto di mutuo in essere, come ad esempio il tasso d’interesse. In tal caso le parti originarie (banca mutuante e soggetto mutuatario) e il cespite immobiliare concesso in garanzia restano invariati.
Il diritto alla detrazione degli interessi compete nei limiti riferiti alla residua quota capitale (aumentata delle eventuali rate scadute e non pagate, del rateo di interessi del semestre in corso rivalutati al cambio del giorno in cui avviene la conversione nonché degli oneri susseguenti all’estinzione anticipata della provvista in valuta estera).
Le parti contraenti si considerano invariate anche nel caso in cui la rinegoziazione avvenga, anziché con il contraente originario, tra la banca e colui che nel frattempo è subentrato nel rapporto di mutuo a seguito di accollo.

Nel caso di accollo di un mutuo dopo il 1° gennaio 1993, anche per successione a causa di morte, le condizioni di detraibilità previste per i mutui stipulati a partire da tale data si riferiscono al contribuente che si è accollato il mutuo.
In questi casi, per data di stipulazione del contratto di mutuo si intende la data di stipulazione del contratto di accollo.

La detrazione compete anche al coniuge superstite contitolare insieme al coniuge deceduto del mutuo ipotecario contratto per l’acquisto dell’abitazione principale a condizione che provveda a regolarizzare l’accollo del mutuo (ammesso che sussistano gli altri requisiti). Ciò vale anche nel caso di subentro nel rapporto di mutuo da parte degli eredi e anche se il reddito dell’unità immobiliare è dichiarato da un soggetto diverso, ad esempio dal coniuge superstite titolare del diritto di abitazione (ovviamente sempre a condizione che sussistano gli altri requisiti).

ACQUISTO DA COOPERATIVA O IMPRESA

Le somme pagate dagli assegnatari di alloggi cooperativi destinati a proprietà divisa, e dagli acquirenti di unità immobiliari di nuova costruzione alla cooperativa o all’impresa costruttrice a titolo di rimborso degli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione relativi a mutui ipotecari contratti dalla stessa e ancora indivisi vanno indicate nella presente casella in base alle modalità precedentemente indicate.

Per quanto riguarda le somme pagate dagli assegnatari, va fatto riferimento ai fini della verifica della sussistenza delle condizioni che danno diritto alla detrazione, al momento della delibera di assegnazione dell’alloggio, con conseguente assunzione dell’obbligo di pagamento del mutuo e di dichiarare il reddito del fabbricato e di immissione in possesso e non al momento del formale atto di assegnazione dell’immobile redatto dal notaio o a quello dell’acquisto.

In questo caso il pagamento degli interessi relativi al mutuo può anche essere certificato dalla documentazione rilasciata dalla cooperativa intestataria del mutuo.
ATTENZIONE
Nel rigo E7 vanno indicati anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 7.
Alcuni esempi
ESEMPIO
1° CASO. Immobile acquistato ed adibito ad abitazione principale da due coniugi nel febbraio del 1995.
L’appartamento è intestato solo alla moglie.
Mutuo contratto nel marzo dello stesso anno da entrambi i coniugi.
Interessi passivi pagati nel 2008: 3.000 euro.

La moglie detrarrà 1.500 euro ovvero il 50% degli interessi versati.
Il marito non potrà detrarre alcuna quota in quanto non risulta proprietario dell’immobile.
ESEMPIO
2° CASO. Immobile acquistato ed adibito ad abitazione principale nel giugno 1997 da due coniugi.
L’appartamento è intestato ad entrambi e la moglie non avendo altri redditi risulta fiscalmente a carico del marito.
Mutuo contratto da entrambi nel maggio dello stesso anno.
Interessi passivi pagati nel 2008: 5.500 euro.

Entrambi i coniugi possono detrarre 2.000 euro, (la metà di 4.000 euro, tetto massimo di detraibilità per un mutuo contratto dopo il 1° gennaio 1993). Il marito può detrarre la parte della moglie, poiché questa risulta fiscalmente a suo carico.
ESEMPIO
3° CASO. Immobile acquistato ed adibito ad abitazione principale nel settembre 1996 da due coniugi ed intestato ad entrambi.
Mutuo stipulato dal solo marito nel settembre dello stesso anno.
Interessi passivi pagati nel 2008: 6.700 euro.

Il marito, quale unico intestatario del mutuo porterà in detrazione 4.000 euro, tetto massimo di detraibilità per un mutuo contratto dopo il 1° gennaio 1993.
ESEMPIO
4° CASO. Immobile acquistato ed adibito ad abitazione principale nel giugno del 1992 da due coniugi ed intestato ad entrambi.
Mutuo contratto da marito e moglie nel luglio dello stesso anno, con un contributo regionale.
Interessi passivi pagati nel 2008: 6.100 euro, di cui 3.000 euro, rimborsati dal contributo regionale.

L’importo complessivamente detraibile è 3.100 euro, (6.100 euro di interessi – 3.000 euro di contributo), che dovrà essere suddiviso in parti uguali fra marito e moglie. Ogni coniuge potrà quindi detrarre un importo massimo di 1.550 euro. (Si ricorda che per i mutui stipulati prima del 1° gennaio 1993 il tetto massimo di detraibilità è di 4.000 euro, per contraente).
ESEMPIO
5° CASO. Immobile acquistato da due coniugi nell’ottobre del 1997.
Adibito ad abitazione principale nel dicembre del 1998.
Mutuo stipulato da entrambi nel maggio del 1997.
Interessi passivi pagati nel 2008: 3.098 euro.

Il mutuo non è detraibile in quanto l’immobile non è stato adibito ad abitazione principale entro sei mesi dalla data di acquisto.
ESEMPIO
6° CASO. Immobile acquistato nel novembre del 1992.
Adibito ad abitazione principale nel gennaio del 1994.
Mutuo stipulato nel dicembre del 1992.
Interessi passivi pagati nel 2008: 3.098,74 euro.

Il mutuo non è detraibile in quanto l’immobile, essendo stato acquistato prima del 1° gennaio 1993, doveva essere adibito ad abitazione principale entro l’8 dicembre 1993.
ESEMPIO
7° CASO. Immobile acquistato da due coniugi nel novembre del 1992.
Adibito ad abitazione principale nel luglio 1993.
Mutuo stipulato da entrambi nel dicembre del 1992; la moglie non avendo altri redditi risulta fiscalmente a carico del marito.
Interessi passivi pagati nel 2008: 4.200 euro.

Il mutuo è detraibile in quanto l’immobile, essendo stato acquistato prima del 1° gennaio 1993, è stato adibito ad abitazione principale entro l’8 dicembre 1993. Ogni coniuge può detrarre 2.100 euro. Nonostante la moglie sia a carico, il marito non può detrarre la sua parte perché il mutuo è antecedente al 1 gennaio 1993. Il marito detrae 2.072,62 euro.
ESEMPIO
8° CASO. Immobile acquistato dal contribuente nel 2004 con valore da rogito di 200.000,00 euro.
Mutuo richiesto per 230.000,00 euro.
Interessi passivi pagati nel 2008: 3.000,00 euro.

Occorre riproporzionare il mutuo secondo la formula:
costo acquisto immobile X interessi pagati / capitale dato in mutuo per cui:

200.000,00 X 3000,00 / 230.000,00 = 2.608,69

Il contribuente potrà detrarre 2.609,00 euro.
CASELLA Interessi per mutui ipotecari per acquisto altri immobili (E8)

Indicare, per un importo non superiore a 2.065,83 euro, per ciascun intestatario del mutuo, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari su immobili diversi da quelli utilizzati come abitazione principale, stipulati prima del 1993.

In particolare, si tratta dei seguenti mutui:

*mutui ipotecari stipulati entro il 31/12/1990 per l’acquisto di immobili diversi dall’abitazione principale (ad es. pertinenze dell’abitazione principale, immobili concessi in locazione);
*mutui ipotecari stipulati tra il 01/01/1991 e il 31/12/1992 per l’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale (abitazione secondaria) e per i quali non sia variata tale condizione nella rimanente parte dell’anno e in quelli successivi (ad es. si verifica variazione se l’immobile viene concesso in locazione).

Si ritiene che, in caso di variazione di tale condizione (ad es. abitazione secondaria data in locazione), a seguito di un ritorno alla situazione originaria, non sussistano comunque le condizioni di detraibilità.

Sono ammessi in detrazione gli interessi effettivamente pagati (non solo maturati) nel corso del 2008.
Perciò, se gli interessi relativi al 2008 vengono pagati nel 2009, la deduzione dovrà essere fatta valere nella dichiarazione presentata nel 2010.
ATTENZIONE
L’ammontare indicato in tale casella non può essere in nessun caso superiore a 2.065,83 euro.
Se è stato indicato nel rigo E7 un ammontare di interessi per mutui ipotecari sulla abitazione principale uguale o superiore a 2.065,83 euro, non si deve indicare nessun importo nel rigo E8.
Se è stato indicato nel rigo E7 un ammontare di interessi per mutui ipotecari sull’abitazione principale inferiore a 2.065,83 euro, si deve indicare nel rigo E8 un importo non superiore alla differenza tra 2.065,83 euro, e l’importo del rigo E7.
Ad esempio, se si indica nel rigo E7 1.549 euro, nella casella in esame si può indicare un ammontare massimo di 516 euro.

In caso di mutuo intestato a più soggetti, ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi. Non è possibile calcolare la detrazione sulla quota degli altri anche se si tratta di familiari fiscalmente a carico.
Così ad es. in caso di mutuo intestato ad entrambi i coniugi, ciascuno di essi può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi. Non è possibile che uno dei coniugi detragga la quota di interessi dell’altro coniuge fiscalmente a carico.

La detrazione è ammessa anche per i contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti nel territorio di uno Stato membro della UE.

In caso di mutui ipotecari sovvenzionati con contributi concessi dallo Stato o da Enti pubblici, non erogati in conto capitale, può detrarsi solo l’importo di interessi passivi rimasto a carico del contribuente.
ATTENZIONE
Gli interessi per i mutui ipotecari, contratti a partire dal 1993, su immobili diversi dall’abitazione principale non possono in nessun caso essere portati in detrazione, con esclusione dei mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili e dei mutui stipulati a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale.

Nel caso di accollo di un mutuo avvenuto dopo l’ 1/1/93, relativamente ai mutui da indicare nel rigo E8, considerando che per data di stipula del mutuo si intende la data di accollo, viene meno la detraibilità dei relativi interessi.
ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 col codice 8.
CASELLA Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio (E9)

Indicare, per un importo massimo di 2.582,28 euro, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati a soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro dell’Unione europea per mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici.
ATTENZIONE
La detrazione spetta su un importo massimo di 2.582,28 euro, e nel caso di contitolarità del mutuo o di più contratti di mutuo, il limite di 2.582,28 euro, è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.

Se il mutuo è stipulato da un condominio, la detrazione spetta a ciascun condomino in relazione ai millesimi di proprietà.

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativamente ai quali compete la predetta detrazione, sono i seguenti:

*interventi di manutenzione ordinaria, quelli che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
*interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, ammesso che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso;
*interventi di restauro e di risanamento conservativo, quelli rivolti ad assicurare le funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
*interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.

Per poter usufruire della detrazione è necessario che il contratto di mutuo sia stato stipulato nel 1997 con lo specifico scopo di finanziare i predetti interventi di recupero edilizio. Tali interventi possono riguardare sia immobili adibiti ad abitazione, principale o secondaria, sia unità immobiliari adibite ad usi diversi (ad es. box, cantine, uffici, negozi, ecc.) a condizione che gli interventi stessi siano posti in essere su immobili situati nel territorio nazionale e nel rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa che disciplina l’attività edilizia.
ATTENZIONE
La detrazione in questione può coesistere con quella prevista per l’acquisto di unità immobiliari utilizzate come abitazioni principali e spetta, oltre che in riferimento agli immobili di proprietà del contribuente, anche per quelli di proprietà di terzi, utilizzati dal contribuente sulla base di un contratto a titolo oneroso o gratuito o di altro titolo idoneo.
ATTENZIONE
Al fine di usufruire della detrazione è necessario che sia stipulato un contratto di mutuo. Non sono ammessi altri tipi di finanziamento quali aperture di credito, cambiali ipotecarie, ecc.

* Il contribuente deve conservare la seguente documentazione:
* le quietanze di pagamento degli interessi passivi sul mutuo;
* copia del contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato stipulato per realizzare gli interventi di recupero sopra descritti;
* copia della documentazione comprovante le spese di realizzazione degli interventi medesimi.

La detrazione in questione spetta solo relativamente agli interessi calcolati sull’importo del mutuo effettivamente utilizzato per il sostenimento nel 1997 e negli anni successivi delle spese relative agli interventi di recupero per la cui realizzazione è stato stipulato il contratto di mutuo.

Pertanto, nel caso in cui l’ammontare del mutuo sia superiore alle menzionate spese documentate, la detrazione non spetta sugli interessi che si riferiscono alla parte di mutuo eccedente l’ammontare delle stesse. Qualora per questi ultimi negli anni precedenti si sia fruito della detrazione sarà necessario che vengano dichiarati nel rigo D7 tra i redditi soggetti a tassazione separata.
ATTENZIONE
Sono ammessi in detrazione gli interessi effettivamente pagati (non solo maturati) nel corso del 2008.
Perciò, se gli interessi relativi al 2008 vengono pagati nel 2009, la detrazione dovrà essere fatta valere nella dichiarazione presentata nel 2010.
ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno compresi anche gli interessi passivi sui mutui indicati nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 9.
CASELLA Interessi per mutui ipotecari per costruzione di abitazione principale (E10)

Indicare, per un importo massimo di 2.582,28 euro, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per far fronte alle spese sostenute per la costruzione e la ristrutturazione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale.

Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente dimora abitualmente. A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione effettuata ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni, con la quale il contribuente può attestare che dimora abitualmente in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici.

Per costruzione di unità immobiliare si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento di abilitazione comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, comma 1, lett. d) della legge 5 agosto 1978, n. 457.

La Circ. Min. 95 del 12/5/2000 specifica che in questa sede per interventi di ristrutturazione si intendono quelli soggetti a concessione edilizia, volti a trasformare un organismo edilizio già esistente attraverso un insieme sistematico di opere in un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente.

Per poter fruire della detrazione in questione è necessario che:

*l’unità immobiliare che si costruisce sia quella nella quale il contribuente o i suoi familiari intendono dimorare abitualmente;
*la stipula del contratto di mutuo deve avvenire entro i 6 mesi antecedenti o nei 18 mesi successivi all’inizio dei lavori;
*l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale entro 6 mesi dalla conclusione dei lavori di costruzione;
*il contratto di mutuo sia stipulato dallo stesso soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

La detrazione è riconosciuta anche per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per la costruzione di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della dimora abituale.
ATTENZIONE
La detrazione spetta su un importo massimo di 2.582,28 euro, e nel caso di contitolarità del mutuo o di più contratti di mutuo, il limite di 2.582,28 euro è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.
ATTENZIONE
Sono ammessi in detrazione gli interessi effettivamente pagati (non solo maturati) nel corso del 2008.
Perciò, se gli interessi relativi al 2008 vengono pagati nel 2009, la detrazione dovrà essere fatta valere nella dichiarazione presentata nel 2010.

La detrazione si applica limitatamente all’ammontare degli interessi riguardante l’importo del mutuo effettivamente utilizzato in ciascun anno per la costruzione dell’immobile. Pertanto, nel caso in cui l’ammontare del mutuo sia superiore alle menzionate spese documentate, la detrazione non spetta sugli interessi che si riferiscono alla parte di mutuo eccedente l’ammontare delle stesse. Qualora per questi ultimi negli anni precedenti si sia fruito della detrazione è necessario che vengano dichiarati nel rigo D6 tra i redditi soggetti a tassazione separata.
ATTENZIONE
La detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale, soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il periodo di sei mesi successivi al termine dei lavori stessi.

CASI PARTICOLARI

La mancata destinazione ad abitazione principale (si ritiene per motivi differenti da quelli connessi a trasferimenti per cause di lavoro) dell’unità immobiliare entro 6 mesi dalla conclusione dei lavori di costruzione della stessa, comporta la perdita del diritto alla detrazione. In tal caso è dalla data di conclusione dei lavori di costruzione che decorre il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte dell’amministrazione finanziaria.

Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale. Tuttavia non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro.

Il diritto alla detrazione non si perde se per ritardi imputabili esclusivamente all’Amministrazione comunale, nel rilascio delle abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia, i lavori di costruzione non sono iniziati nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo o i termini previsti nel precedente periodo non sono rispettati.

La detrazione non spetta se i lavori di costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale non sono ultimati entro il termine previsto dal provvedimento amministrativo previsto dalla vigente legislazione in materia di edilizia, che ha consentito la costruzione dell’immobile stesso (fatta salva la possibilità di proroga).
In tal caso è da tale data che inizia a decorrere il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte dell’amministrazione finanziaria.
ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari eventualmente indicati nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 10.

Per fruire della detrazione il contribuente deve conservare, esibire o trasmettere a richiesta degli uffici finanziari, la seguente documentazione:

*le quietanze di pagamento degli interessi passivi relativi al mutuo;
*la copia del contratto di mutuo ipotecario dal quale risulti che lo stesso sia assistito da ipoteca e che sia stato stipulato per la costruzione o la ristrutturazione dell’immobile da destinare ad abitazione principale;
*le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia;
*la copia della documentazione comprovante le spese di costruzione dell’immobile stesso.

CASELLA Interessi per prestiti o mutui agrari (E11)

Indicare, per un importo non superiore al totale dei redditi dominicali ed agrari dei terreni dichiarati nel quadro “A” l’ammontare degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote dipendenti da clausole di indicizzazione dei prestiti e dei mutui agrari di ogni specie.

La detrazione spetta indipendentemente dalla data di stipula del mutuo, e verrà calcolata dal soggetto che presta l’assistenza fiscale su un importo non superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati.
ATTENZIONE
Sono ammessi in deduzione gli interessi effettivamente pagati (non solo maturati) nel corso del 2008.
Perciò, se gli interessi relativi al 2008 vengono pagati nel 2009, la detrazione dovrà essere fatta valere nella dichiarazione presentata nel 2010.
ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno indicati anche gli interessi passivi sui mutui indicati nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 11.

CASELLA Assicurazioni sulla vita, gli infortuni, l’invalidità e non autosufficienza (E12)

Indicare, per un ammontare complessivo non superiore a 1.291,14 euro, i seguenti oneri:

*per i contratti stipulati o rinnovati sino al 31 dicembre 2000, i premi per le assicurazioni sulla vita, anche se versati all’estero o a compagnie estere. La detrazione relativa ai premi di assicurazione sulla vita è ammessa a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a cinque anni e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima;
*per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5% (derivante da qualsiasi causa), di non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani. La detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non abbia facoltà di recedere dal contratto.

ATTENZIONE
Si ricorda che i contributi previdenziali non obbligatori per legge sono oneri interamente deducibili e pertanto devono essere indicati nel rigo E22.

Ai fini della determinazione dell’importo da indicare nella presente casella, si deve considerare anche l’imposta pagata sul premio.
ATTENZIONE
Per le assicurazioni sulla vita, il dichiarante deve conservare i seguenti documenti:

* fotocopia della polizza di assicurazione e di eventuali appendici;
* quietanza dei pagamenti;
* dichiarazione della compagnia di assicurazione dalla quale risulti che il contratto abbia durata non inferiore a 5 anni dalla data della sua stipulazione, e che per il periodo di durata minima non sia consentita la concessione di prestiti.

*i premi per le assicurazioni contro gli infortuni stipulati o rinnovati sino al 31/12/2000;

ATTENZIONE
Per le assicurazioni contro gli infortuni, il dichiarante deve conservare i seguenti documenti:

* fotocopia della polizza di assicurazione e di eventuali appendici;
* documento originale o fotocopia attestante l’importo pagato, le generalità e il domicilio del percipiente.

ATTENZIONE

Non sono detraibili i contributi assistenziali versati ad una cassa di assistenza sanitaria integrativa (es. CASAGIT).
ATTENZIONE
Indicare anche le eventuali erogazioni del datore di lavoro per premi di assicurazioni indicati nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 12.
ATTENZIONE
Le suddette spese assicurative sono detraibili, per un ammontare comunque non superiore a 1.291,14 euro, anche se sostenute per i familiari fiscalmente a carico.
CASELLA Spese di istruzione (E13)

Indicare le spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso istituti o università italiane o straniere, pubbliche o private, sostenute nel corso del 2008. Tali spese possono essere indicate anche se riferibili a più anni (compresa l’iscrizione ad anni fuori corso).
ATTENZIONE
L’importo delle spese sostenute per l’iscrizione e la frequenza di istituti o università private o straniere, (quali l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università Commerciale Bocconi, ecc.) è detraibile per un ammontare non superiore alla misura stabilita per le tasse ed i contributi degli equivalenti istituti statali italiani.
ATTENZIONE
Non vanno in alcun caso indicati, perché non detraibili, gli oneri relativi:

* all’acquisto di testi scolastici;
* all’acquisto di materiale di cancelleria;
* all’acquisto di strumenti musicali;
* alle spese di vitto e di alloggio sostenute dagli studenti fuori sede.

ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno comprese anche le spese indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 13.

Le spese di istruzione secondaria ed universitaria sono detraibili anche se sostenute per i familiari fiscalmente a carico.
CASELLA Spese funebri (E14)

Indicare, per un importo non superiore a 1.549,37 euro, l’ammontare delle spese funebri sostenute nel corso del 2008 per la morte dei seguenti familiari:

*il coniuge;
*i figli legittimi o legittimati, naturali;
*i discendenti prossimi in assenza di figli;
*i genitori;
*gli ascendenti prossimi in assenza di genitori;
*i generi e le nuore;
*il suocero e la suocera;
*i fratelli e le sorelle germani o unilaterali;
*gli affidati o affiliati.

ATTENZIONE
Il suddetto limite di 1.549,37 euro si riferisce a ciascun familiare defunto. Pertanto, nel caso in cui il dichiarante abbia sostenuto oneri per più decessi di familiari potrà detrarre 1.549,37 euro per ogni decesso.

La spesa funebre può essere detratta, sempre per un ammontare complessivo non superiore a 1.549,37 euro, per ciascun decesso, da più soggetti. In tal caso, è necessario che i partecipanti alla spesa conservino una fotocopia della ricevuta o fattura fiscale relativa alla spesa suddetta.
Se tale documento è intestato ad una sola persona, occorre annotare sul documento originale una dichiarazione di ripartizione della spesa, sottoscritta dall’intestatario della ricevuta o fattura fiscale.

Occorre conservare la ricevuta o la fattura fiscale relativa alle spese funebri contenente la quietanza del pagamento.
ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno comprese anche le spese indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 14.

CASELLA Spese per addetti all’assistenza personale (E15)

Nel rigo E15 vanno inserite le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana fino a un importo massimo di 2.100 euro.
Sono considerati non autosufficienti coloro che non sono in grado di alimentarsi, deambulare e provvedere ai propri bisogni personali autonomamente oppure necessitano di sorveglianza continua.
Tale stato deve risultare da certificazione medica.
ATTENZIONE
Tale detrazione non spetta per le spese di assistenza sostenute a beneficio di soggetti, quali i bambini, a meno che la non autosufficienza sia legata all’esistenza di patologie.

Le spese per gli addetti all’assistenza sono detraibili per un ammontare complessivo di euro 2.100, tenendo conto che tale detrazione spetta solamente se il reddito complessivo del contribuente non supera i 40.000 euro.
Il limite di 2.100 euro si riferisce ad ogni singolo contribuente indipendentemente dal numero di soggetti cui si riferisce l’assistenza (ad es. se un contribuente ha sostenuto spese di assistenza per entrambi i genitori il massimo detraibile rimane comunque euro 2.100).
Nel caso in cui le spese siano state sostenute da diversi familiari il limite di 2.100 euro va ripartito fra quanti intendono beneficiare della detrazione.
Le spese devono essere comprovate da un documento (anche una ricevuta) rilasciato dall’addetto alla assistenza, che contenga i dati anagrafici completi di codice fiscale sia del soggetto che presta assistenza che del contribuente.
Se la spesa viene sostenuta per un familiare, la ricevuta dovrà contenere i dati anagrafici di quest’ultimo compreso il codice fiscale.
ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno comprese anche le spese indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 15.

CASELLA Spese per attività sportive per ragazzi (E16)

Indicare le spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica da parte di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, per un importo massimo di euro 210 a persona.
La documentazione necessaria per usufruire della detrazione può essere un bollettino bancario o postale, una fattura, una ricevuta o una quietanza di pagamento, dai quali risulti:

* il codice fiscale, la denominazione e la sede legale dei soggetti che hanno reso la prestazione;
*la causale del pagamento;
*l’attività sportiva esercitata;
*l’importo corrisposto;
* i dati anagrafici del ragazzo e il codice fiscale di chi effettua il pagamento.

ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno comprese anche le spese indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 16.

CASELLA Spese per intermediazione immobiliare (E17)

Nel rigo E17 indicare i compensi pagati a soggetti che hanno svolto intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale. L’importo massimo detraibile è pari a 1.000 euro.
Se l’abitazione è acquistata da più soggetti, la detrazione va divisa tra i contitolari in base alla percentuale di proprietà.
ATTENZIONE

Nella casella in esame vanno comprese anche le spese indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 17.


CASELLA Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede (E18)

Indicare le spese sostenute per canoni di locazione dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso un’ università situata in un Comune diverso da quello di residenza. Il canone di locazione deve essere stipulato in base alla legge 431/1998, e successive modificazioni.
Sono inoltre detraibili i canoni relativi ai contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.
Per usufruire della detrazione l’università deve essere distante almeno 100 chilometri dal comune di residenza e comunque in una provincia diversa.
L’importo massimo detraibile non può essere superiore a euro 2.633,00 e compete anche se le spese sono state sostenute per familiari fiscalmente a carico.
ATTENZIONE
Nella casella in esame vanno comprese anche le spese indicate nelle annotazioniCUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 18.

CASELLA Altri oneri (E19-E20-E21)

Nei righi E19, E20 ed E21 vanno indicati solamente gli oneri contraddistinti dai codici da 19 a 35, utilizzando per ognuno di essi un apposito rigo a partire da E19.

Nella colonna 1 va indicato il codice e nella colonna 2 il relativo importo.

I codici da indicare sono:

19 per le erogazioni liberali in favore dei partiti e movimenti politici per un importo minimo di 51,65 euro, e un importo massimo di 103.291,28 euro. Le erogazioni devono essere effettuate tramite versamento postale o bancario a favore di uno o più movimenti politici, che possono raccoglierle sia per mezzo di un unico conto corrente nazionale che per mezzo di più conti correnti. Si precisa che le erogazioni liberali che consentono di usufruire della detrazione d’imposta devono riguardare, quali beneficiari, partiti o movimenti politici che nel periodo d’imposta in cui è effettuata l’erogazione abbiano almeno un parlamentare eletto alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica.
ATTENZIONE
La detrazione non spetta se il contribuente, nella dichiarazione relativa ai redditi 2007 ha dichiarato perdite che hanno determinato un reddito negativo.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 19.

20 per le erogazioni liberali in denaro a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuali con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei paesi non appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). L’importo detraibile massimo è pari a 2.065,85 euro. Sono comprese anche le erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri stati, effettuate esclusivamente tramite:

*ONLUS;
*organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro;
*altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che prevedono tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;
*amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
*associazioni sindacali di categoria.

ATTENZIONE

Per le liberalità alle ONLUS (codice 20) e alle associazioni di promozione sociale (codice 23) erogate nel 2008 è prevista, in alternativa alla detrazione, la possibilità di dedurre le stesse dal reddito complessivo (vedere le istruzioni relative agli oneri deducibili). Pertanto il contribuente deve scegliere, con riferimento alle suddette liberalità, se fruire della detrazione d’imposta o della deduzione dal reddito non potendo cumulare entrambe le agevolazioni.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008 con il codice 20

21 per le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a 1.500,00 euro, effettuate a favore delle associazioni sportive dilettantistiche.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 21.

22 per indicare i contributi associativi versati dai soci alle società di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settori di cui all’art. 1 della legge 15 aprile 1986, n.3818, al fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, impotenza al lavoro o di vecchiaia, ovvero, in caso di decesso, un aiuto alle loro famiglie, per un importo non superiore a 1.291,14 euro. Danno diritto alla detrazione solo i contributi versati con riferimento alla propria posizione.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 22.

23 per le erogazioni a favore delle associazioni di promozione sociale. La detrazione di tale erogazione non può superare l’importo di 2.065,83 euro.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 23.

Modalità di versamento. Le erogazioni di cui ai codici 20, 21, 22 e 23 devono essere effettuate mediante versamento postale o bancario, o mediante carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di eventuale richiesta dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta di credito.

24 per le erogazioni in denaro a favore della Società di cultura “La Biennale di Venezia”. Il soggetto che presta l’assistenza fiscale calcolerà la detrazione spettante su un importo complessivo non superiore al 30 per cento del reddito complessivo.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 24

25 per le spese sostenute dai contribuenti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro dei beni soggetti a regime vincolistico ai sensi del D. Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490 (già L. 1 giugno 1939, n. 1089 e successive modificazioni e integrazioni) e del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, nella misura effettivamente rimasta a carico. La necessità delle spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve risultare da apposita certificazione rilasciata dalla competente sovrintendenza entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Se tale condizione non si verifica la detrazione spetta nell’anno d’imposta in cui è stato completato il rilascio della certificazione.

Questa detrazione è cumulabile con quella del 36 per cento per le spese di ristrutturazione, ma in questo caso è ridotta del 50 per cento. Di conseguenza, possono essere indicate anche in questo rigo nella misura del 50% le spese sostenute nell’anno 2008 fino ad un importo di 48.000,00 euro, per le quali si è chiesto di fruire della detrazione del 36%. Per i contribuenti che hanno iniziato i lavori negli anni precedenti, il limite di 48.000,00 euro deve tenere conto anche di quanto speso nelle annualità precedenti. Le spese che eccedono 48.000,00 euro per le quali non spetta più la detrazione del 36%, potranno essere riportate in questo rigo per il loro intero ammontare.

ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 25.

26 per le erogazioni liberali per attività culturali ed artistiche. In particolare, il costo specifico o, in mancanza, il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, in base ad apposita convenzione nonché le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente costituiti con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro delle cose individuate ai sensi del D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490 (già L. 1° giugno 1939, n. 1098 e successive modificazioni e integrazioni) e nel D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, comprese le erogazioni effettuate per l’organizzazione in Italia e all’estero di mostre e di esposizioni di rilevante interesse scientifico-culturale delle cose anzidette, e per gli studi e per le ricerche eventualmente a tal fine necessari, nonché per ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico-promozionali, compresi gli studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione, e le pubblicazioni relative ai beni culturali. Le iniziative culturali devono essere autorizzate.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 con codice 26 e/o del CUD 2008 con il codice 22.

27 per le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore al 2 per cento del reddito complessivo dichiarato, a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute e senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, effettuate per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento delle strutture esistenti, nonché per la produzione nei vari settori dello spettacolo;
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 27.

28 per le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore al 2 per cento del reddito complessivo dichiarato, a favore degli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale, per i quali è prevista la trasformazione in fondazioni di diritto privato ai sensi dell’art.1 del D.Lgs. 29 giugno 1996, n.367. Il limite è elevato al 30 per cento per le somme versate:

*al patrimonio della fondazione dai soggetti privati al momento della loro partecipazione;

*come contributo alla sua gestione nell’anno in cui è pubblicato il decreto di approvazione della delibera di trasformazione in fondazione;
*come contributo alla gestione della fondazione per i tre periodi di imposta successivi alla data di pubblicazione del suddetto decreto. In questo caso per fruire della detrazione il contribuente deve impegnarsi con atto scritto a versare una somma costante per i predetti tre periodi di imposta successivi alla pubblicazione del predetto decreto di approvazione della delibera di trasformazione in fondazione. In caso di mancato rispetto dell’impegno si provvederà al recupero delle somme detratte.

ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 28.

29 per le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per pratica sportiva nel limite massimo di 387,34 euro.
ATTENZIONE
Come nel caso delle spese sanitarie al rigo E1, occorre indicare l’intero importo delle spese veterinarie; il Caf o il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale calcoleranno la detrazione spettante riducendo l’intero importo di 129,00 euro (franchigia).
E’ chiaro, quindi, che la detrazione del 19% verrà comunque calcolata su un importo non superiore a 258,23 euro.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 29.

30 per le spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti ai sensi della L. 26 maggio 1970 n. 381. Si considerano sordomuti i minorati sensoriali dell’udito affetti da sordità congenita o acquisita prima dell’apprendimento della lingua parlata, purché la sordità non sia di natura psichica o dipendente da cause di guerra, di lavoro o di servizio.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008 con il codice 30.

31 per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro. Questi istituti devono appartenere al sistema nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n.62, e successive modificazioni.
Le erogazioni devono essere finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa ed essere effettuate mediante versamento postale o bancario o tramite carte di debito, di credito, prepagate, assegni bancari e circolari.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le erogazioni indicate con il codice 31 nelle annotazioni del CUD 2009 e/o CUD 2008.

32 per le spese di autoaggiornamento e per la formazione sostenute dai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo, con l’incarico annuale, nel limite massimo di euro 500,00.
ATTENZIONE
In questi righi vanno comprese le some indicate con il codice 32 nelle annotazioni del CUD 2009.

33 per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale resi da enti pubblici oppure da soggetti privati autorizzati al servizio pubblico.
Per abbonamento si intende il titolo di trasporto che permetta al titolare dello stesso di effettuare un numero illimitato di viaggi, per un periodo di tempo specificato su un determinato percorso o sull’intera rete.
Tali spese devono essere sostenute nel 2008, anche se la scadenza del documento è nel 2009. L’importo massimo detraibile è di euro 250,00.
ATTENZIONE
Queste spese sono detraibili, per un ammontare comunque non superiore a 250,00 euro, anche se sostenute per i familiari fiscalmente a carico
ATTENZIONE
Per usufruire della detrazione, il dichiarante deve acquisire e conservare il biglietto di trasporto da cui risulti:
- la ditta, denominazione o ragione sociale o nome e cognome della persona fisica o il logo dell’impresa, il numero di partita IVA del soggetto emittente il titolo di viaggio o che effettua la prestazione;
- la descrizione delle caratteristiche del trasporto;
- l’ammontare del corrispettivo;
- il numero progressivo;
- la data di emissione o di utilizzo;
- la durata dell’abbonamento.

In caso di abbonamento nominativo, dallo stesso deve risultare la durata e il costo. Se il contribuente non è in possesso di una documentazione che attesti la data di pagamento, questo si presupporrà coincidente con la data di inizio della validità dell’abbonamento.
Se l’abbonamento non è nominativo deve essere accompagnato da autocertificazione resa dal contribuente in cui si attesta che l’abbonamento è stato acquistato per lo stesso o per un suo familiare a carico.
ATTENZIONE
Se i contributi per il riscatto di laurea sono stati versati dall’interessato, che possiede un reddito (inferiore ai 2.841 euro), gli stessi devono essere dedotti dal reddito di quest’ultimo fino a capienza.

34. per i contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari a carico (art.1, c.77, legge 24/12/2007 n.247).
ATTENZIONE
Se i contributi per il riscatto di laurea sono stati versati dall’interessato, che possiede un reddito (inferiore ai 2.841 euro), gli stessi devono essere dedotti dal reddito di quest’ultimo fino a capienza.

ATTENZIONE
In questo rigo vanno comprese le somme indicate nelle annotazioni del CUD 2009 con il codice 34.

35.per gli altri oneri per i quali spetta la detrazione d’imposta del 19%.
ATTENZIONE
In questo rigo vanno comprese le somme indicate nelle annotazioni del CUD 2009 con il codice 35 e/o CUD 2008 con il codice 33.

36.per le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a euro 632,00 annui per ogni figlio.
ATTENZIONE
Queste spese sono comprese nelle somme indicate nelle annotazioni del CUD 2009 con il codice 35 o nel CUD 2008 con il codice 33.

Roberto Pagano
www.lacontabilitaonline.net

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