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"Iva per cassa" - DL 185/2008 -

Alcuni esempi pratici del Decreto Legge 158/08 riguardante l'Iva per cassa.


E’ stato emanato il Decreto attuativo dell’articolo 7 del Dl 185/2008 (ancora in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) che dispone l’applicabilità del meccanismo dell’Iva per cassa, secondo il quale per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da soggetti, nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio d’impresa, arte o professione, l’imposta sul valore aggiunto diviene esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi.

Questo solo quando ricorrono determinate condizioni, quali:

* Volume d’affari non superiore a 200.000 euro;
* le prestazioni o cessioni non devono riguardare operazioni effettuate da soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazioni dell’Iva, nè
operazioni effettuate nei confronti di coloro che assolvono l’imposta mediante il meccanismo dell’inversione contabile;
* la fattura deve contenere l’indicazione che si tratta di operazione con imposta ad esigibilità differita.

E’ indubbio che l’introduzione di tale norma consentirà di eliminare gli effetti negativi determinati dall’anticipazione del versamento dell’Iva da parte del cedente, nel caso in cui il pagamento dei corrispettivi avvenga in un momento successivo a quello dell’emissione della fattura e rappresenterà, probabilmente, un incentivo al pagamento da parte del cessionario il quale, d’altro canto, non potrà detrarre l’Iva a credito se non dopo avere adempiuto al proprio debito. Tale misura si porrà, inoltre come ausilio a fronteggiare le frodi incentrate sull’indebita detrazione dell’Iva. Bisogna, tuttavia, osservare che l’introduzione di suddetta norma comporterà certamente delle complicazioni gestionali per i soggetti coinvolti, ed in particolare per quelli che oggi operano in regime di contabilità semplificata, i quali saranno costretti a rilevare l’aspetto finanziario delle operazioni determinate ai fini Iva. Tale complicazione sarà maggiore nel caso di pagamenti frazionati in quanto dovendosi ritenere realizzata l’esigibilità all’atto di ciascun pagamento determinerà molteplici movimenti rilevanti per l’imposta. Ulteriore appesantimento degli oneri a carico degli operatori, è costituito dal fatto che questi saranno obbligati a conservare la documentazione probatoria circa il momento dell’effettuazione dell’operazione. Ad essere penalizzate da tale sistema di detrazione saranno, inoltre, le imprese in fase di start-up che maggiormente beneficiano della possibilità di dilazionare i pagamenti.

Per avere la possibilità di versare l’Iva per cassa sarà, inoltre, necessario che la fattura contenga l’annotazione che si tratta di un’operazione con “imposta a esigibilità differita ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 185/2008″, in mancanza di questa annotazione il differimento non opera. Il suddetto vincolo è diretto ad assicurare l’indispensabile certezza al cessionario o committente dell’esercizio del diritto alla detrazione i quali dovranno attendere il pagamento del corrispettivo per poter recuperare l’imposta. Si specifica, infine, che le operazioni ad esigibilità differita concorreranno regolarmente alla determinazione del volume d’affari nell’anno in cui l’operazione viene effettuata.

Concludo l’esposizione di cui sopra con la presentazione di un esempio pratico per tre casi diversi:

In data 21/01/2009 Roberto vende a Antonio beni per 1000 euro oltre iva al 20% (entrambi con liquidazione trimestrale Iva)

Caso 1) Pagamento del corrispettivo in data 30/04/2009
- Roberto sposterà il versamento dell’Iva a debito al momento dell’incasso del corrispettivo e quindi con liquidazione Iva del secondo trimestre 2009;
- Antonio allo stesso modo potrà portare in detrazione la relativa imposta, soltanto al momento del pagamento del corrispettivo e quindi con la liquidazione Iva del secondo trimestre 2009.

Caso 2) Pagamento del corrispettivo in data 10/04/2010
- In questo caso essendo passato più di un anno tra l’effettuazione dell’operazione ed il pagamento del corrispettivo, l’imposta diviene esigibile a partire dal 20/01/2010 e quindi:
- Roberto verserà l’Iva a debito nel primo trimestre 2010;
- Antonio detrarrà l’Iva a credito nel primo trimestre 2010.

Caso 3) Pagamento del corrispettivo in due volte, 500 euro in data 30/04/2009 e 500 euro in data 30/07/2009
- Roberto verserà euro 100 (cioè l’Iva su 500) con la liquidazione Iva del secondo trimestre 2009 e euro 100 con la liquidazione del quarto trimestre 2009
- Allo stesso modo Antonio detrarrà l’Iva a credito

n.b. : per poter sfruttare le novità introdotte dal decreto, la fattura di vendita dovrà necessariamente contenere a margine la dicitura:
Trattasi di operazione con Iva ad esigibilità differita ai sensi dell’Art. / del D.l. 185/2008

Roberto Pagano
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