Questo sito contribuisce alla audience di

La Detassazione degli Utili -Tremonti-ter

I Vantaggi della nuova "Tremonti-ter" -Cosa è ed a chi spetta-


Nell’ultima “manovra d’estate” che il governo ha varato per contrastare (si spera…) la crisi economica e dare respiro alle imprese, sicuramente il pezzo forte è la cosidetta “Tremonti -ter”.

In realtà, il decreto legge 78/2009, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1° luglio, contiene diverse misure di impatto fiscale. Contrasto ai paradisi fiscali e agli arbitraggi internazionali a parte, trattati in un altro intervento, un’altra misura “d’interesse” per i titolari di reddito d’impresa è, ad esempio, la revisione, prevista, dei coefficienti d’ammortamento.

La “detassazione degli utili reinvestiti in macchinari” (rubrica dell’articolo 5 della “manovra”) merita, comunque, un’attenzione particolare.

A chi si rivolge

L’agevolazione non è per tutti. E’ infatti diretta ai titolari di reddito d’impresa qualunque sia la forma giuridica (ditte individuali o società) mentre ne sono esclusi i titolari di reddito professionale e agricolo.

Investimenti ammessi al beneficio

Sono agevolabili gli investimenti in macchinari e attrezzature effettuati successivamente all’entrata in vigore del decreto ed entro il 30 giugno 2010. I macchinari agevolabili sono quelli di cui al raggruppamento 28 del codice Ateco 2007. Si tratta di macchinari che intervengono meccanicamente e termicamente sui materiali e processi di lavorazione a prescindere dalle attività destinatarie, comprese quelle speciali destinate al trasporto dei passeggeri e merci. La norma non fa distinzione tra beni nuovi o usati nè tra beni acquistati in proprietà, acquisiti in leasing o a noleggio (su quest’ultime modalità sono attesi chiarimenti).

Come funziona

Il beneficio consiste in una detassazione dell’utile fiscale del 50% degli investimenti effettuati nel periodo previsto. Non è necessario alcun confronto con gli investimenti effettuati nei precedenti periodi d’imposta, come invece lo era per le precedenti agevolazioni Tremonti. Molto semplicemente: se gli investimenti sono pari a 100 avrò una detassazione dell’utile di 50 e quindi un risparmio fiscale calcolato su 50.

Revoca dell’incentivo

Il beneficio viene revocato se l’impresa vende i beni agevolati o li destina a finalità estranee all’attività prima del secondo periodo successivo all’investimento. In questo caso il beneficio diventa una sopravvenienza attiva del periodo in cui si è verificato il disinvestimento e quindi sottoposto a tassazione.

Ritorna, così, seppur modificato, il meccanismo agevolativo previsto, da ultimo, dalla legge 383/2001 (il beneficio era allora concesso anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo e si concretizzava nell’abbattimento del reddito di un importo pari al 50% del volume degli investimenti in beni strumentali che eccedeva la media di quelli realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti).

Accelerazione dell’ammortamento sui beni strumentali di impresa

Con una disposizione che, si legge dalla relazione tecnica di accompagnamento al Dl, non comporta variazioni alle previsioni di gettito né aumento di oneri a carico del bilancio dello Stato, l’articolo 6 del decreto legge 78/2009 prevede, entro il 31 dicembre 2009, la revisione, in aumento, dei coefficienti d’ammortamento dei beni strumentali a più avanzata tecnologia o che producono risparmio energetico. Revisione compensata con diversi coefficienti “per i beni industrialmente meno strategici”.
Sembra, dunque, davvero imminente la più volte annunciata (e auspicata) revisione dei coefficienti tabellari, contenuti nel Dm 31 dicembre 1988.

La disciplina degli ammortamenti sarà oggetto dei miei prossimi interventi.

Roberto Pagano
www.lacontabilitaonline.net