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Novità dei Modelli Intra dal 2010

Novità sui modelli INTRA per il 2010: nota dell'Agenzia delle Dogane


L’Agenzia delle Dogane, con nota informativa, ha annunciato la pubblicazione delle norme di recepimento della Direttiva Comunitaria 2006/112/CE.

Dal 2010 i contribuenti utilizzeranno i nuovi modelli INTRASTAT, i quali, in forza delle disposizioni comunitarie, conterranno le seguenti novità:

* estensione dell’obbligo della presentazione anche alle prestazioni di servizi;
* obbligo di presentazione telematica;
* nuove soglie per determinare la periodicità di presentazione mensile/trimestrale;
* nuove modalità per il cambio di periodicità.

Ricordo che la disciplina comunitaria relativa ai modelli Intrastat è stata recentemente modificata da:
- Direttiva 2008/8/CE (relativa alla modifica del luogo impositivo delle prestazioni rese a soggetti passivi, che coinciderà come regola generale, con il Paese del committente, anziché in quello del prestatore;
- Direttiva 2008/117/CE, che si prefigge lo scopo di contrastare le frodi IVA connesse alle operazioni intracomunitarie, agendo più tempestivamente sullo scambio di informazioni tra le autorità fiscali dei Paesi UE.

Tali direttive hanno apportato rilevanti novità in vigore dal 1° gennaio 2010.

Innanzitutto, per effetto della direttiva 2008/8/CE, l’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi si estende alle prestazioni di servizi per le quali l’assolvimento dell’imposta spetta al committente, mediante il meccanismo del reverse charge. Pertanto, gli elenchi riepilogativi dovranno essere presentati anche dai soggetti passivi che effettuano prestazioni di servizi:

- interne o internazionali, per le quali l’IVA sia dovuta dal committente stabilito in altro Paese UE;
- comunitarie, per le quali l’IVA sia dovuta dal committente stabilito in altro Paese UE, ai sensi dell’art. 40 DL 331/93.

La direttiva non introduce espressamente l’obbligo di presentare il modello Intra anche per le prestazioni di servizi ricevute da soggetti comunitari ma è verosimile che in Italia si potrebbe prevedere, parallelemente a quanto previsto per gli acquisti di beni, come potrebbe prevedersi, data la diffusa telematizzazione del sistema fiscale italiano, la sola presentazione degli elenchi in via telematica.

Inoltre, negli elenchi riepilogativi andrà indicato:

- il numero di identificazione IVA del cedente o del prestatore, rispettivamente per:
1) le cessioni intracomunitarie, non imponibili;
2) le prestazioni dei servizi, imponibili nel Paese del committente, soggetto passivo in base alla nuova regola;
- il numero di identificazione IVA del cessionario o del committente, per le cessioni intracomunitarie e le prestazioni di servizi di cui sopra;
- per ogni acquirente o committente, il valore totale delle cessioni di beni o delle prestazioni di servizi effettuate dal soggetto passivo.
Come conseguenza di tale innovazione, i servizi previsti dall’art. 40 del DL 331/93 (lavorazioni, trasporti intracomunitari, prestazioni accessorie ai trasporti, ecc.) che fino al 31 dicembre 2009 formano plafond per l’esportatore abituale, dal 1° gennaio 2010 dovranno considerarsi fuori campo IVA per mancanza del requisito territoriale. Ciò comporterà dei riflessi negativi per il fornitore italiano che non potrà più conteggiare queste operazioni, i cui corrispettivi saranno fuori campo IVA, né ai fini dello status di esportatore abituale né per il calcolo del plafond disponibile, fin dal prossimo anno.
Gli operatori che effettuano prestazioni di servizi all’estero dovranno altresì modificare il sistema contabile e il metodo di fatturazione e di registrazione.
Infatti, per monitorare il flusso dei servizi tra operatori stabiliti in Paesi comunitari diversi e controllare l’esatto assolvimento dell’imposta con il meccanismo del reverse charge da parte del cliente, la nuova direttiva impone che il fornitore del servizio debba sempre e per qualsiasi prestazione resa emettere un documento secondo le norme sulla fattura europea.
Ciò comporta, ad es., che tutti i professionisti italiani che effettuino prestazioni di consulenza nei confronti di imprese comunitarie dovranno preventivamente acquisire il numero di partita IVA dei loro clienti per emettere la relativa fattura, mentre i soggetti passivi d’imposta nazionali, se ricevono prestazioni di qualsiasi natura da soggetti di imposta residenti in un altro paese comunitario riceveranno una fattura senza IVA locale da parte dei loro fornitori e dovranno “integrare” la fattura estera per assolvere gli obblighi dell’inversione contabile.
Restano esclusi i servizi esenti da IVA nello Stato membro in cui la prestazione è soggetta, per cui sarà necessario conoscere la normativa interna vigente nello Stato del cliente, per sapere se un determinato servizio è “esente” da IVA in quel Paese, per non includerlo nel modello Intrastat.

In base alla Direttiva 2008/117/CE, invece, si ha una modifica alla periodicità di presentazione degli elenchi riepilogativi, che di regola dovranno essere compilati con cadenza mensile, entro la fine del mese successivo.
Per le cessioni di beni, potrà stabilirsi un termine trimestrale di presentazione solo se tali cessioni non risultino superiori ai 50.000,00 Euro né per il trimestre considerato, né per i 4 trimestri successivi, ovvero, fino al 31/12/2011, a 100.000,00 Euro (o al suo controvalore in valuta nazionale).
Per le prestazioni di servizi, invece, il vincolo è meno stringente, in quanto i prestatori, a prescindere dal fatturato realizzato, potranno presentare gli elenchi riepilogativi con cadenza trimestrale, entro un termine non superiore ad un mese dalla fine del periodo.
Le modifiche introdotte non riguarderanno gli elenchi con periodi di riferimento precedenti al 2010.

Fonte: Agenzia delle Dogane - Il Sole24ore

Roberto Pagano
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