Detrazione interessi passivi nel 730

Come detrarre gli interessi passivi sul mutuo nel modello 730 - Le regole da seguire -

Nel modello 730 è di fondamentale importanza la detrazione degli interessi passivi per la prima casa.

Essi vanno indicati nella casella E7 del Quadro E - Oneri e Spese- e verifichiamo quali sono le condizioni per avere diritto alla detrazione e come indicarli nel modello 730.

L’importo massimo che è possibile detrarre è di 4.000 euro, e tale importo è riferito all’ammontare degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l’acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale.

Per abitazione principale si intende quella dove dimorano abitualmente il contribuente o i suoi familiari. Di conseguenza la detrazione spetta al contribuente che ha acquistato la casa ed è titolare del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado).

La Circ. min. 50/E del 12/6/02 specifica che nel caso in cui un contribuente paghi interessi passivi sia per un mutuo contratto per l’acquisto della casa di abitazione, sia per un mutuo contratto per l’acquisto della casa di abitazione di un familiare (es. figlio), potrà usufruire della detrazione per i soli interessi pagati in relazione all’immobile adibito a propria abitazione.

Nel caso di immobili concessi in usufrutto, il diritto alla detrazione degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione spetta al nudo proprietario, ammesso che ricorrano tutte le condizioni richieste. Non compete mai all’usufruttuario in quanto non acquista la proprietà dell’immobile.

Allo scopo di analizzare i requisiti e le detrazioni ammesse per questa fattispecie di onere, è possibile individuare, tramite una classificazione temporale, tre diverse tipologie di mutui ipotecari:

Per i mutui ipotecari contratti PRIMA DEL 1° GENNAIO 1993 è necessario che:

* l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro l’8 dicembre 1993;
*che nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro.

Nel caso di contitolarità del mutuo, il limite di 4.000 euro, si riferisce a ciascun intestatario (coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro cointestatari del mutuo che grava sulla loro abitazione principale, possono indicare un importo massimo di 4.000 euro, ciascuno).

In caso di mutuo ipotecario intestato ad entrambi i coniugi, il coniuge che ha l’altro fiscalmente a carico non può fruire della detrazione per entrambe le quote degli interessi passivi (l’importo massimo da indicare, quindi, è 4.000 euro).

Per i mutui ipotecari contratti DOPO IL 1° GENNAIO 1993 ma ENTRO IL 31 DICEMBRE 2000 è necessario che:

* l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro sei mesi dall’acquisto (entro l’8 giugno 1994 per i soli mutui stipulati nel 1993);

* l’acquisto (data di stipulazione del rogito notarile) sia avvenuto nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo.

Per i mutui stipulati a PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2001 è necessario che:

*l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto;

Il termine di un anno dalla data di rogito per adibire l’immobile ad abitazione principale si può ritenere valido anche per i mutui stipulati nell’anno 2000 ammesso che al 1 gennaio 2001 non sia già decorso il termine semestrale stabilito dalla disposizione previgente.

*l’acquisto (data di stipulazione del rogito notarile) sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo.

Gli ultimi due casi esaminati, mutui stipulati dopo il 1993, vengono trattati in modo identico per quanto riguarda le detrazioni.

Nel caso di contitolarità del mutuo, il limite di 4.000 euro, si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi e non all’ammontare relativo a ciascun cointestatario (coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro, cointestatari del mutuo che grava sulla loro abitazione principale acquistata in comproprietà, devono indicare un importo massimo di 2.000 euro).

In caso di mutuo ipotecario intestato ad entrambi i coniugi, il coniuge che ha l’altro fiscalmente a carico può fruire della detrazione per entrambe le quote degli interessi passivi, tenendo comunque fermo il tetto massimo di 4.000 euro.

La detrazione è ammessa anche per i contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti nel territorio di uno Stato membro della UE.

Sono ammessi in detrazione anche gli interessi sui mutui stipulati per acquistare un’ulteriore quota di proprietà dell’unità immobiliare, mentre non compete alcuna detrazione nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza dell’abitazione principale.

La detrazione è riconosciuta anche per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, per il personale dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per l’acquisto di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito dell’abitazione principale.

Se il contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale originario viene estinto e ne viene stipulato uno nuovo, anche con una banca diversa (compresa l’ipotesi di surrogazione per volontà del debitore prevista dall’art .8 del decreto legge n.7 del 31/01/2007) non si tiene conto del periodo intercorrente tra la data di acquisto e quella del mutuo. Il diritto alla detrazione compete per un importo non superiore a quello che risulterebbe con riferimento alla quota residua di capitale del vecchio mutuo maggiorata delle spese e degli oneri accessori correlati con l’estinzione del vecchio mutuo e l’accensione del nuovo.

In caso di rinegoziazione di un contratto di mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale si modificano per mutuo consenso alcune condizioni del contratto di mutuo in essere, come ad esempio il tasso d’interesse. In tal caso le parti originarie (banca mutuante e soggetto mutuatario) e il cespite immobiliare concesso in garanzia restano invariati.
Il diritto alla detrazione degli interessi compete nei limiti riferiti alla residua quota capitale (aumentata delle eventuali rate scadute e non pagate, del rateo di interessi del semestre in corso rivalutati al cambio del giorno in cui avviene la conversione nonché degli oneri susseguenti all’estinzione anticipata della provvista in valuta estera).
Le parti contraenti si considerano invariate anche nel caso in cui la rinegoziazione avvenga, anziché con il contraente originario, tra la banca e colui che nel frattempo è subentrato nel rapporto di mutuo a seguito di accollo.

Nel caso di accollo di un mutuo dopo il 1° gennaio 1993, anche per successione a causa di morte, le condizioni di detraibilità previste per i mutui stipulati a partire da tale data si riferiscono al contribuente che si è accollato il mutuo.
In questi casi, per data di stipulazione del contratto di mutuo si intende la data di stipulazione del contratto di accollo.

La detrazione compete anche al coniuge superstite contitolare insieme al coniuge deceduto del mutuo ipotecario contratto per l’acquisto dell’abitazione principale a condizione che provveda a regolarizzare l’accollo del mutuo (ammesso che sussistano gli altri requisiti). Ciò vale anche nel caso di subentro nel rapporto di mutuo da parte degli eredi e anche se il reddito dell’unità immobiliare è dichiarato da un soggetto diverso, ad esempio dal coniuge superstite titolare del diritto di abitazione (ovviamente sempre a condizione che sussistano gli altri requisiti).

Di seguito riporto una pratica tabella che permette di verificare le regole per la detraibilità dei mutui in relazione alla tipologia.

REGOLE
PER LA DETRAIBILITÀ DEI MUTUI A SECONDA
DELL’ANNO DI SOTTOSCRIZIONE

Tipi
di mutui ipotecari detraibili

Limiti
di detraibilità

Termine
per adibire la casa ad abitazione principale

Data
d’acquisto

Prima
del 1991

Acquisto abitazione
principale

Acquisto seconda
casa (anche per vendita o affitto)

Ristrutturazione
Costruzione

4.000 euro per
ogni intestatario, per l’abitazione
principale.

2.066 euro per
gli altri.

Entro l’8
dicembre 1993.

Nessun requisito.

1991-1992

Acquisto abitazione
principale

Acquisto seconda
casa (non per vendita o affitto)

4.000 euro per
ogni intestatario per l’abitazione
principale.

2.066 euro per
gli altri.

Entro l’8
dicembre 1993.

Nessun requisito.

1993

Acquisto abitazione
principale

4.000 euro in
tutto.

Entro l’8
giugno 1994.

Sei mesi antecedenti
o successivi la stipula del mutuo

1994-1996

Acquisto abitazione
principale

4.000 euro in
tutto.

Entro sei mesi
dall’acquisto.

Sei mesi antecedenti
o successivi la stipula del mutuo

1997

Acquisto abitazione
principale

Interventi di
recupero

3.615 euro in
tutto per l’acquisto.

2.582 euro in
tutto per il recupero.

Entro sei mesi
dall’acquisto.

Sei mesi antecedenti
o successivi la stipula del mutuo

1998-2000

Acquisto abitazione
principale

Costruzione abitazione
principale

4.000 euro in
tutto

per l’acquisto

2.582 euro in
tutto per la costruzione.

Entro sei mesi
dall’acquisto.

Per la costruzione
entro sei mesi dalla fine dei lavori.

Sei mesi antecedenti
o successivi la stipula del mutuo

Dal 2001

Acquisto abitazione
principale

Costruzione abitazione
principale

4.000 euro in
tutto
per l’acquisto

2.582 euro in
tutto per la costruzione.

Entro un anno
dall’acquisto.

Per la costruzione
entro sei mesi dalla fine dei lavori.

Un anno antecedente
o successivo la stipula del mutuo

Fonte: Assocaf

Roberto Pagano
www.lacontabilitaonline.net

Commenti dei lettori

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  • Carletto

    20 Apr 2010 - 01:23 - #1
    0 punti
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    La guida dà un’informazione sbagliata: 4.000 € è l’importo max sul quale calcolare il 19% che è la percentuale ammessa in detrazione.
    Leggere questo post http://cordialita.blogspot.com/2010/04/modello-7302010-gli-interessi-sui-mutui.html

  • roberto pagano

    20 Apr 2010 - 22:16 - #2
    0 punti
    Up Down

    Ciao Carletto,
    effettivamente potrebbe non essere chiaro, ma citando chiaramente che trattasi di oneri e spese da indicare nel quadro E, mi sembra evidente che le stesse danno diritto ad una detrazione d’imposta del 19%; basta verificare anche i miei precedenti interventi.
    Ti ringrazio per la tua preziosa segnalazione.

  • elio

    05 Feb 2011 - 10:50 - #3
    0 punti
    Up Down

    volevo sapere se possibile, ho contratto un mutuo con l’inpdap in quanto sono un militare,estinguendo il vecchio. Poichè il mutuo viene intestato solamente a me in quanto mlitare ma mia moglie sul contratto risulta codatrice di ipoteca,può anche mia moglie detrarre il 50% degli interessi passivi del mutuo? grazie gradirei risposta sulla mia e-mail.

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