Questo sito contribuisce alla audience di

Scoperto il neutrino tau

L’Energy’s Fermi National Accelerator Laboratory il 21/7/2000 ha annunciato la scoperta sperimentale del neutrino tau, una particella neutra con massa nulla (o quasi), nel corso dell’esperimento DONUT.

L’Energy’s
Fermi National Accelerator Laboratory il 21/7/2000 ha annunciato la scoperta sperimentale
del neutrino tau, una particella neutra con massa nulla (o quasi), nel corso dell’esperimento
DONUT.

L’esperimento
realizzato presso l’Energy’s Fermi National Accelerator Laboratori ha visto la
collaborazione scientifica di 54 scienziati provenienti dagli Stati Uniti, Giappone,
Corea, Grecia.

L’esistenza
dei neutrini venne proposta teoricamente la prima volta nel 1930 da Wolfang Pauli per
spiegare i risultati di alcuni processi di decadimento radioattivo che sembravano violare
i principi di conservazione dell’energia.

Tre anni dopo
Enrico Fermi identifico queste particelle con il nome di “neutrini” e
descrisse le loro proprietà fisiche deducendole dalla teoria delle interazioni nucleari
deboli

La prima
evidenza sperimentale dei neutrini si ottenne nel 1956 e subito divenne evidente che in
natura fossero presenti più specie di neutrini.

Il primo
neutrino che venne identificato fu chiamato neutrino elettronico in quanto associato ad un
elettrone in alcune reazioni nucleari. La seconda specie di neutrino è chiamata neutrino
muonico, perché associata ad un muone.

Il muone è una
particella simile ad un elettrone eccetto che per la massa, sensibilmente maggiore.

Sia l’elettrone
che il muone fanno parte della famiglia dei leptoni. Nel 1975 venne scoperta una terza
particella facente parte della famiglia dei Leptoni, chiamata Tau, ma del corrispondente
neutrino fino ad oggi non era stata trovata ancora evidenza sperimentale. L’importanza
della scoperta è quindi rilevante nel confermare la teoria delle particelle fondamentali
che prevede l’esistenza di sei leptoni (elettrone, muone, tau e i tre corrispondenti
neutrini), di sei quark (up, down, strange, charm, top, bottom) e dei bosoni (gluone, W,
Z, fotone) che trasportano i campi di forza.

La rivelazione
dei neutrini risulta particolarmente difficile essendo queste particelle prive di carica e
di massa e quindi con una bassissima probabilità di interazione con la materia.

Per aumentare
la probabilità di registrare un evento è quindi necessario generare un numero
elevatissimo di neutrini. Questo è’ quanto è stato fatto usando l’acceleratore
Tevatro ai Fermilab.

Nel corso di
questo esperimento, iniziato nel 1997, un intenso fascio di neutrini è stato fatto
collidere con un bersaglio composto da piani di acciao e piani di sostanze capaci di
registrare le tracce delle particelle elementari (emulsioni). Dopo una analisi delle
tracce durata tre anni si è riusciti ad identificare quattro tracce attribuibili
sicuramente riconoscibili come dovute al decadimento di neutrini tau.

Ora che l’ultimo
neutrino ha rivelato la sua presenza è possibile cercare di rispondere all’ultimo
quesito su queste particelle, ovvero se queste abbiano una massa differente da zero o se
invece questa sia esattamente nulla.

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati