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Un medico di chiara fama.

Ovvero prima di assegnare valori statistici percentuali bisogna stare molto attenti!

Un illustre scienziato, medico di chiara fama, provò per esperimento ad iniettare nei polli una sostanza di cui bisognava valutare la tossicità.
I suoi risultati, successivamente pubblicati su di una rivista scientifica, annunciavano che tale sostanza era stata letale nel 33% dei casi, senza effetti collaterali nel 33% e con risultati incerti nel restante 33%.
Un suo collega, probabilmente rivale scientifico, indagando, venne a conoscenza che l’esperimento era stato realizzato su tre polli. Di questi, uno era morto, uno era rimasto in vita ed il terzo era riuscito a fuggire dalla gabbia.
Ora, al di là delle semplice storiella, su quanti polli si sarebbe dovuto sperimentare perché i dati pubblicati fossero corrispondenti a verità?
Il numero di casi letali pari al 33%, corrispondente al numero 0.33, implica che il rapporto tra casi letali e casi sperimentati è minore di 0.335 e maggiore di 0.325 con un errore statico dell’ordine di 0.01.
Se indichiamo con µ lo scarto quadratico medio su n prove e con p la probabilità di morte avremo:

µ = (p(1-p)/n)1/2

Ponendo µ = 0.01 e p = 0.33 avremo:
0.01 = (0.33(1-0.33)/n)1/2
da cui si ricava per n, numero di prove, il valore 2220.

Prima di parlare di percentuali bisogna perciò considerare seriamente se il nostro campione statistico ha valore significativo.
(Vedi Esercizi e problemi di Fisica, M. Ageno, Veschi editore)

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