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La vicenda della Saint Louis

La Saint Louis era una nave tedesca con cui 930 Ebrei cercarono di trovare asilo a Cuba, per sfuggire alle persecuzioni tedesche.

La vicenda
della Saint Louis

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La nave
Saint Louis nel porto dell’Avana, in basso i rifugiati comunicano con amici e parenti
sulle piccole barche vicine

La Saint Louis
era una nave tedesca con cui 930 Ebrei cercarono di trovare asilo a Cuba, per sfuggire
alle persecuzioni tedesche. Quando la nave salpò dal porto di Amburgo, il 13 Maggio 1939,
tutti i passeggeri avevano ricevuto un regolare certificato di sbarco per fermarsi
nell’isola.

Purtroppo,
durante le due settimane di viaggio necessarie per raggiungere l’Avana, i certificati
di sbarco, forniti dal direttore generale dell’immigrazione Cubano in virtù delle
regolari certificazioni esibite, divennero carta straccia per una presa di posizione del
governo filo fascista Cubano.

Quando la nave
giunse all’Avana il 27 Maggio, fu concessa la possibilità di sbarcare e trovare
rifugio solo a 22 Ebrei. Il presidente Cubano Federico Lardo Bru, intervenne personalmente
affinché la nave, con i rimanenti 906 Ebrei, lasciasse le coste dell’isola.

I rifugiati
vennero quindi respinti anche dagli Stati Uniti e quindi la nave fu costretta a fare
rotta, il 6 Giugno, di nuovo alla volta dell’Europa.

Lungo il
viaggio che doveva terminare nel porto Di Antwerp, numerosi paesi Europei offrirono
rifugio ai profughi. In particolare 287 rimasero in Gran Bretagna, 214 in Belgio, 224 in
Francia, 181 in Olanda  Purtoppo la fuga di
quanti si fermarono in queste ultime nazioni fu di assai breve durata e terminò con
l’invasione nazista avvenuta il 10 Maggio 1940.

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