Il 30 Settembre nella centrale di lavorazione diuranio di Tokaimura di proprietà della società JCO (controllata della Sumitomo Metals and Mining), si verificò un gravissimo incidente, che per la dinamica degli eventi mise in serio dubbio l’efficienza dell’intero sistema di produzione di energia nucleare giapponese. Una serie di procedure che regolano le operazioni da svolgere nei processi di raffinazione dell’uranio vennero deliberatamente disattese per aumentare la redditività delle lavorazioni eseguite (per saper di più sul processo di arricchimento dell’uranio e sulle procedure non rispettate
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Ad aggravare ulteriormente la situazione la popolazione che risiedeva in prossimità della fabbrica di raffinazione dell’uranio, la cui pericolosità era evidentemente considerata alla stregua di una comune attività lavorativa, venne informata dell’ incidente senza la necessaria tempestività . Questa negligenza venne causata sia dalla carenza delle strutture di sicurezza della fabbrica sia da decisioni scellerate ed inadeguate di chi gestiva l’impianto industriale. La reazione di fissione nucleare determinata da procedure di lavorazione al di fuori di ogni margine di rischio accettabile, venne bloccata il 2 Ottobre dall’intervento coordinato di 18 tecnici che lavorarono per una notte intera, sottoponendosi a dosi di radiazioni superiori a quelle di sicurezza.
Cosa è accaduto da allora?
L’incidente vide coinvolti direttamente tre operai.
Hisashi Ouchi morì in conseguenza delle radiazioni assorbite il 21 Dicembre 1999, all’età di 35 anni. Il suo collega Masato Shinohara, sebbene sottoposto a cure mediche intense ed innovative è deceduto il 27 Aprile di quest’anno. Ad oggi invece sopravvive Yutaka Yokokawa, terzo operaio coinvolto nell’incidente, dimesso dall’ospedale presso cui è stato curato nel dicembre dello scorso anno, e per sua fortuna sottoposto durante la dinamica dell’incidente ad un minor flusso di radiazione.
In totale le persone coinvolte nell’incidente furono stimate in primo tempo pari a 439 di cui 207 tra la popolazione che viveva nei pressi dello stabilimento, mentre oggi il numero è stato corretto a 667 tenendo conto di tutti coloro che furono sottoposti alla contaminazione nel corso delle azioni di salvataggio e decontaminazione. Il quadro esatto del numero di persone contaminate e delle dose di radiazioni che queste assorbirono può essere trovato su
target="host"> Citizens’ Nuclear Information Center
Nel marzo di quest’anno il governo giapponese ha revocato alla ditta JCO la licenza per procedere nella attività di raffinazione dell’uranio.
L’11 Ottobre scorso la polizia ha arrestato Kenzo Koshijima responsabile dell’impianto industriale di Tokaimura insieme ad altri cinque alti funzionari che presiedevano la JCO al tempo dell’incidente, per le loro gravi negligenze ed omissioni nella gestione dei processi lavorativi prima e in quelli dell’emergenza, negligenze tali da causare gravi danni alla salute dei lavoratori e dei cittadini e la morte di due di loro. L’intera società JCO ed il suo presidente Hiroharu Kitani sono investigati sotto l’accusa di aver violato le leggi che regolano le lavorazioni di prodotti nucleari.
Questi gli sviluppi di un incidente, la cui gravità è stata inferiore solo a quanto accaduto a Chernobyl e a Three Miles Island, causato da colpevoli imperizie tecniche ed organizzative. La tecnologia molte volte non si sposa con gli interessi economici e con il desiderio di facili guadagni.
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