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Franco Rasetti

Franco Rasetti, fisico sperimentale, geologo e paleontologo, nato a Castiglione del Lago (Pg) il 10 agosto 1901, morto a Waremme, presso Liegi (Belgio), il 5 dicembre 2001. Rasetti ebbe un ruolo di primissimo piano del “gruppo” di via Panisperna...

Rasetti ebbe un ruolo di primissimo piano del “gruppo” di via Panisperna, essendo uno dei maestri di quei giovani fisici (Edoardo Amaldi, Emilio Fubini, Emilio Segrè, Ugo Fano, Bruno Pontecorvo, il chimico Oscar D’Agostino, il fisico matematico Ettore Majorana, etc.) che resero la fisica italiana protagonista della scienza negli anni Trenta. Durante quegli anni svolse un’attività di ricerca sperimentale nel campo della fisica atomica e nucleare che concorse alla scoperta della fissione nucleare. Successivamente si occupò di fisica dei raggi cosmici per poi volgere il proprio interesse allo studio della geologia e della paleontologia.

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Da sinistra: Franco Rasetti, Enrico Fermi, Emilio Segrè (1931).

Coetaneo di Enrico Fermi, compì gli studi universitari a Pisa dove si laureò in Fisica nel 1922. Fu in quegli anni che strinse amicizia con Fermi, si deve alla sua influenza il passaggio dalla facoltà d’ingegneria a quella di fisica, che ben presto si trasformò in collaborazione scientifica. Appena laureato divenne assistente all’Istituto Fisico dell’Università di Firenze, dove continuò le ricerche di spettroscopia atomica, già soggetto della sua tesi di laurea dal titolo “Misure del rapporto d’intensità nei doppietti dei metalli alcalini mediante la dispersione anomala”, accingendosi inoltre allo studio sugli effetti del campo magnetico sulla radiazione di risonanza. A partire dal ’24, gli fu compagno nel lavoro di ricerca, Enrico Fermi, dal quale apprese i fondamenti della “nuova” meccanica ondulatoria proposta da Schröedinger.

Orso Mario Corbino, che mirava a radunare all’Istituto di Fisica di Roma i più promettenti giovani fisici italiani in modo da sviluppare anche in Italia una scuola che permettesse lo studio dell’atomo, chiamò nel ’27 Rasetti dopo che Fermi aveva appena occupato la cattedra di fisica teorica. La collaborazione tra i due fisici produsse immediati risultati nelle ricerche di spettroscopia atomica determinando nel contempo la nascita di un nucleo di brillanti allievi all’interno dell’istituto di via Panisperna.

Nel ’28, grazie ad una borsa di studio della fondazione Rockefeller, trascorse un anno presso al California Institute of Technology, nel laboratorio diretto da R. Millikan. Qui, durante il periodo del suo soggiorno, avvenne la scoperta dell’effetto Raman sia nei liquidi sia nei cristalli, e Rasetti intraprese lo studio del fenomeno nei gas.

Gli spettri di rotazione e di oscillazione di varie molecole biatomiche e poliatomiche allo stato gassoso (idrogeno, azoto, ossigeno, CO2, ecc.) furono osservati in tutti i loro particolari. Per questi sistemi semplici era possibile confrontare con precisione i risultati sperimentali con le previsioni teoriche. La conclusione più importante di questi studi fu la constatazione che i nuclei di 14N obbediscono alla statistica di Bose e non a quella di Fermi come si sarebbe dedotto dal concetto allora indiscusso che il nucleo dell’atomo fosse composto di protoni ed elettroni. [1]

Solo alcuni anni dopo, avvenuta la scoperta dl neutrone, fu possibile una corretta interpretazione di tali esperimenti.

Tornato a Roma, continuò gli studi di spettroscopia Raman, in sodalizio con Fermi: Rasetti svolgeva il lavoro sperimentale, Fermi elaborava le spiegazioni teoriche dei risultati ottenuti. Tra questi si segnala la scoperta di un effetto Raman del secondo ordine nel cristallo di salgemma del quale Fermi elaborò una elegante teoria. Nel 1930, Rasetti ottenne la cattedra di spettroscopia all’Università di Roma.

A partire dal 1931 il gruppo di Fermi operò una cambiamento nell’attività di ricerca, passando dallo studio dell’atomo a quello del nucleo. Per acquisire le tecniche di indagine sulla radioattività, essenziali per il nuovo programma di ricerca, Rasetti passò, grazie ad un’altra borsa Rockefeller, un secondo anno all’estero, recandosi presso il Kaiser Wilhelm Institut für Chemie in Berlin-Dahlem (Berlino), diretto da O. Hahn e Lise Meitner.

Nel ’32, Rasetti fu tra i primi ad osservare le reazioni nucleari prodotte dal neutrone, da pochi mesi ne era stata comunicata la scoperta, utilizzando una camera di Wilson. Nel ’34 collaborò alla scoperta di nuovi isotopi applicando l’intuizione di Fermi secondo cui era possibile produrre nuovi nuclei radioattivi mediante bombardamento di nuclei stabili con neutroni. Nello stesso anno, insieme a Fermi, Amaldi, Pontecorvo, Segrè, scoprì l’azione delle sostanze idrogenate sulla radioattività provocata da neutroni. Successivamente, nel 1935-36, continuò le ricerche sui neutroni lenti alla Columbia University di New York.
Nel 1939 il disagio conseguente all’alleanza dell’Italia con la Germania nazista e la previsione di una guerra disastrosa indussero Rasetti a recarsi nel Canada, dove aveva avuta l’offerta di creare e dirigere un laboratorio di fisica presso l?università Laval a Quebec [1].
Tra i principali risultati di questo periodo è l’osservazione della particolare trasparenza per i neutroni dimostrata dai monocristalli di calcite rispetto allo stesso materiale nella forma policristallina.

Negli anni successivi, le ricerche sui neutroni divennero argomento di laboratori segreti con l’obiettivo dichiarato di ottenere una tremenda arma di potentissima distruzione. Rasetti rifiutò di partecipare a tali ricerche ed inizio l’attività in nuovo campo: i raggi cosmici. Anche in questo campo, da valente sperimentale qual’era, ottenne immediati risultanti, producendo la prima osservazione del decadimento del mesone µ, o muone, in laboratorio. Ottenne inoltre, misurando la deflessione dei muoni all’interno del ferro magnetizzato, una conferma della meccanica quantistica secondo cui tale deflessione è regolata dall’induzione magnetica B piuttosto che dal campo magnetico H.

Nel 1947, in veste di professore di fisica, passò alla Johns Hopkins University di Baltimora, dove restò per venti anni fino alla collocazione a riposo. In questo periodo i suoi interessi scientifici si spostarono in modo deciso in direzione della geologia e della paleontologia.
Anche in campi così diversi da quelli sino ad allora di suo interesse, divenne rapidamente un’autorità, internazionalmente riconosciuta, essendo uno tra i pochi specialisti della paleontologia del periodo Cambriano. I numerosi lavori di paleontologia, oltre cinquanta articoli prodotti, gli valsero l’attribuzione da parte della National Academy of Sciences di Washington del premio Walcott (1956), conferito per il più importante contributo “alla conoscenza del Cambriano nel mondo” e la nomina ad honorary research associate della Smithsonian Institution di Washington.

Negli anni sessanta la sua attività si volse anche verso la botanica, divenendo specialista della flora alpina e delle orchidacee italiane.
Dopo dieci anni trascorsi a Roma, tra il 1967 e il 1977, Rasetti si trasferì a Waremme, in Belgio, paese natale della moglie Marie Madeleine Hennin, che aveva sposato nel 1949 a Baltimore, dove è scomparso questa settimana.

Per maggiori notizie è possibile consultare i link:

100 anni dalla nascita di Enrico Fermi

Franco Rasetti: Lo scienziato che disse no alla bomba atomica

Franco Rasetti l’ultimo “dei ragazzi di via Panisperna” compie 100 anni di Gianni Battimelli

Archivio fotografico

Un fisico da 100 anni (Pietro Greco)

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[1]
Biografia realizzata da Franco Rasetti per Scienziati e Tecnologi contemporanei , Arnoldo Mondatori Editore, vol. 2, 1974, Milano

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