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Una Supernova nella nostra galassia

Un gruppo internazionale di astronomi ha identificato quella che potrebbe essere la prossima supernova della nostra galassia

Un gruppo internazionale di astronomi ha identificato quella che potrebbe essere la prossima supernova della nostra galassia. E’ Rho Cassiopeiae una delle stelle gialle super giganti della Via Lattea, distante dalla Terra 10.000 anni luce. La quantità di energia emessa da questa stella è enorme, brilla infatti nello spazio con una intensità che supera quella del Sole più di 500.000 volte. Una luce così intensa che la rende visibile dalla Terra anche senza l’ausilio dei telescopi, nonostante la grandissima distanza. Le stelle gialle super giganti sono oggetti cosmici piuttosto rari, al punto che nella nostra galassia se ne contano solo 7. Estremamente luminose hanno una temperatura sulla superficie più esterna compresa tra i 3500 e i 7000 gradi. Gli scienziati ritengono che queste stelle siano in uno stadio della loro evoluzione piuttosto avanzato che precede di poco la fase finale, quella dell’esplosione di una supernova. Proprio questa, secondo quanto pubblicato la scorsa settimana, dalla rivista Astrophysical Journal, sarebbe la sorte che attende Rho Cassiopeiae.Il William Herschel Telescope ha permesso agli astronomi di tenere sotto controllo Rho Cassiopeiae a partire dal 1993. Dati raccolti per studiare il ciclo di evoluzione delle stelle gialle super giganti, che hanno confermato l’esistenza di variazioni periodiche di qualche centinaio di gradi nella temperatura della stella. Nel corso dei primi sette anni di osservazioni non è stato notato nessun fatto imprevisto, ma le cose sono mutate completamente durante l’estate del 2000. Con loro grande sorpresa gli astronomi hanno visto precipitare la temperatura di Rho Cassiopeiae nel brevissimo arco di alcuni mesi, passando da 7000 a 4000 gradi Kelvin. In questo stesso periodo analizzando la luce emessa dalla stella è stato possibile rivelare la presenza di ossido di titanio nella sua atmosfera più esterna. Secondo gli scienziati, questo materiale sarebbe parte di uno strato denso più freddo che si è distaccato da Rho Cassiopeiae a causa di una gigantesca onda d’urto. La massa di questa nuvola infuocata gettata verso lo spazio è enorme, corrisponde infatti al 10% della massa solare o 10.000 volte la massa della Terra. Si tratta della quantità di materiale più grande mai osservata dagli astronomi, espulsa nel corso di un’unica eruzione stellare. Secondo Garik Israelian, membro del team che ha effettuato la scoperta, Rho Cassiopeiae potrebbe terminare in un’esplosione di supernova in qualsiasi momento, avendo consumato tutto il combustibile nucleare disponibile nel suo nucleo più interno.
Eruzioni gigantesche hanno sconvolto la grande stella anche in periodi precedenti. Gli astronomi hanno registrato eventi analoghi già nel 1893 e soprattutto nel 1946 quando, sorprendentemente, notarono una drastica riduzione nella luminosità di Rho Cassiopeiae ed una rapida riduzione nella sua temperatura superficiale. Osservazioni che sembrano avvalorare l’ipotesi che la stella sia interessata da questo tipo di eventi ogni 50 anni.
Dopo i cambiamenti registrati nell’estate del 2000 l’atmosfera che circonda Rho Cassiopeiae ha iniziato a pulsare in una maniera insolita e questo lascia presumere che gli strati più esterni possano collassare sotto la spinta dell’attrazione gravitazionale. In questo caso secondo gli scienziati si realizzerebbero le condizioni per una nuova eruzione, ancora più violenta, forse l’ultima.
L’opinione di Garik Israelian è che considerata la grande distanza che ci separa dalla stella, è probabile che Rho Cassiopeiae già oggi non esista più: al suo posto dovrebbe esserci un buco nero o una stella di neutroni.

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